La settimana scorsa Amazon Prime Video ha annunciato ufficialmente che sarà Ryan Hurst a vestire i panni di Kratos nel nuovo adattamento del gigante dello streaming, concludendo finalmente anni di congetture e speculazioni.
God of War è una delle saghe più acclamate del catalogo PlayStation e non abbiamo dubbi che la serie tv attirerà l’interesse di milioni di spettatori. È stato già confermato che lo show si focalizzerà sulle avventure di Kratos nella mitologia norrena e si ispirerà quindi al reboot del 2018, trascurando le origini spartane del semidio di Santa Monica.
Con l’arrivo della serie tv però vogliamo analizzare le radici del protagonisti e chiederci come ha fatto Kratos a passare dal pantheon greco a quello norreno. Gli ultimi due titoli di Santa Monica rispondono in maniera parziale alla domanda e lasciano il giocatore con tanti dubbi irrisolti, quindi oggi vogliamo addentrarci nelle pieghe della lore di God of War e capire come ha fatto Kratos ad arrivare fino a Midgar.
Naturalmente da questo momento in poi discuteremo i finali di tutti i titoli del franchise, quindi se non avete ancora avuto l’opportunità di giocarli consideratevi avvisati. God of War è una delle migliori saghe della storia videoludica e vi consigliamo di giocarla tutta prima che inizi la serie tv.
Dopo Sparta

Chi ha giocato a God of War 3 ricorda benissimo il finale della trilogia, quando un Kratos morente ha assistito all’alluvione che ha coperto tutto il globo terracqueo. Stanco di essere una pedina nella guerra fra divinità, ha deciso di porre fine alle sue sofferenze al ciclo di vendetta nel quale è stato intrappolato piantandosi la Spada dell’Olimpo nello sterno.
Kratos però, ancora una volta, ha fallito nel suo tentativo di suicidio e in qualche modo è sopravvissuto fino a Midgar. Nel reboot del 2018, Kratos racconta ad Atreus di aver raggiunto le fredde steppe scandinave ormai 115 anni or sono. Ha vissuto a lungo una vita solitaria, tentando di ritrovare sè stesso nell’esilio gelato del Fimbulwinter.
La timeline di Atreus combacia anche con la testimonianza di Freya, che specifica ai due come il Sepente del Mondo sia apparso nel Lago dei Nove circa 150 prima e abbia sommerso il Tempio di Tyr. Persino Mimir ricorda le gesta di Kratos, chiamandolo “Fantasma di Sparta” prima di unirsi al suo viaggio. Questi dettagli suggeriscono che il protagonista abbia raggiunto Midgar quasi un secolo fa
65 anni dopo il suo arrivo, Kratos racconta di aver incontrato Faye. L’istinto dei due guerrieri sarà quello di attaccarsi a vicenda ma, dopo una breve e intensa lotta, decideranno di deporre le armi per collaborare. Il loro rapporto sboccerà in una relazione che darà alla luce Atreus.
Kratos racconterà a Freya del suo passato sanguinario, trovando un orecchio sempre pronto all’ascolto ma allo stesso tempo un compagna schiva e restia a condividere dettagli sulle proprie origini. Sarà lo stesso Atreus a chiedere a suo padre come mai non si fosse interrogato sulla natura divina di Faye, considerata la sua eterna gioventù. La risposta di Kratos rispecchia il suo carattere burbero e spiega come il suo essere immortale lo avesse reso incapace di notare l’età e il tempo che passa.
Il reboot di God of War si apre proprio con la misteriosa morte di Faye, evento che mette in moto l’intera narrativa della saga norrena.
Il sogno di Kratos

Nel 2018, insieme al reboot di God of War, è stato anche rilasciato il volume “The Novelization of God of War”, una decostruzione della narrativa redatta da J.M. Barlog, il padre del game director responsabile del ritorno di Kratos su PlayStation.
All’interno del volume, l’autore descrive un sogno molto eloquente di Kratos. Qui viene descritto un giovane Kratos aggredito dai tre lupi, Sköll e Hati e Fenrir. Kratos si difende dall’aggressione ma, mentre i tre lupi si lanciano verso di lui, il protagonista scorge la figura di una donna incappucciata che guida le mosse delle bestie mitologiche.
Kratos grida con voce stentorea: “Chi sei?”, mentre il lupo lo afferra e lo trascina nell’oscurità. A questo punto Kratos si sveglia di soprassalto, sollevato del fatto che si sia trattato soltanto di un brutto sogno.
La teoria è che quello che Kratos ha appena vissuto non sia un sogno, bensì un ricordo di come è stato trascinato a Midgard. La donna incappucciata che Kratos ha intravisto, altri non è che Faye, la sua defunta consorte che avrebbe condotto i lupi a ad azzannare Kratos per portarlo ad intervenire nel patheon norreno.
Secondo questa teoria, Faye sarebbe Laufey La Giusta, che avrebbe visto in Kratos la chiave per cambiare le sorti del Ragnarok. Nella mitologia norrena Laufey La Giusta è una figura fondamentale e, insieme a Farabuti (tradotto letteralmente “crudele attaccante”) avrebbero generato Loki.
Si tratta solamente di una teoria, mai confermata da Santa Monica, tuttavia a nostro parere sembra palese che dietro all’arrivo di Kratos a Midgrad ci sia l’intervento di Faye, il vero deus ex machina della saga norrena. Faye conosceva in anticipo quale sarebbe stato il ruolo di Kratos e la sua centralità nel modificare gli eventi del Ragnarok e per questo ha utilizzato i suoi poteri per attirarlo a sè.
Ancora una volta Kratos rimane una pedina nei giochi di potere divini, un destino che gli ricorda che per quanto possa essere potente, resta un semidio condannato all’immortalità. Un passo avanti rispetto ai mortali ma sempre un passo indietro rispetto agli dei.
E voi che ne pensate, chi ha condotto Kratos a Midgard?
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