Ierie è andato in onda il finale di The Boys, una delle serie tv più acclamate degli ultimi anni. Qualunque cosa pensiate della conclusione dello show, che vi abbia soddisfatto o meno, non si può negare il suo enorme impatto culturale.
Ma qui non vogliamo parlarvi del finale, perchè dopotutto l’Alpaca si occupa di gaming e siamo sicuri che ci saranno tante altre analisi scritte da autori più competenti sull’argomento. No, oggi ci vogliamo rivolgere a chi sentirà la mancanza di The Boys e vorrà colmare il vuoto con un bel titolo a tema supereroi.
Non ci riferiamo però ai classici superhero-games che ormai abbiamo giocato tutti, come lo Spider-Man di Insomniac o Marvel Rivals. Vi proponiamo invece una selezione di sette titoli che secondo noi catturano l’essenza di The Boys e potrebbero aiutarvi in questo difficile periodo di transizione per meglio accettare la fine di una serie che ci ha accompagnati per quasi un decennio.
Prototype

Partiamo con un grande classico della nostra adolescenza, un titolo che non ha certo infranto nessun record ma che incapsula perfettamente l’atmosfera dei primi anni 2000. Stiamo parlando di Prototype, il rudimentale open-world di Radical Entertainment che nel 2009 ha offerto ad ogni teenager ribelle uno spazio per sfogare i suoi istinti più reconditi.
Interpretiamo Alex Mercer, un protagonista cupo e piuttosto generico, che viene utilizzato come cavia per alcuni strani esperimenti. Ne risulta il prototipo di un supereroe dalla moralità grigia in grado di trasformare i suoi arti in armi letali.
Per quanto alcuni di noi possano guardare Prototype con occhi nostalgici, bisogna ammettere che la narrativa non era proprio il punto di forza del progetto. La storia di Alex Mercer è estremamente prevedibile e anche a 14 anni è piuttosto semplice capire dove gli sviluppatori andranno a parare.
La ragione per cui il ricordo di Prototype però è così marchiato a fuoco in coloro che l’hanno giocato è il sistema di gameplay, che lascia libero spazio alla creatività. Potremo plasmare il nostro protagonista a nostro piacimento e potenziare un ventaglio di abilità variegato, che permette di affrontare le orde di nemici nel modo in cui vogliamo.
Sfogare la rabbia di Alex contro i nemici è sicuramente catartico e non esiste una maniera esatta per affrontare ogni scontro. La creatività è al centro del progetto e possiamo combinare tutte le abilità in base alla situazione in cui ci troviamo. Il tutto poi è condito da una buona dose di sangue e gore, che per l’epoca era una scelta assolutamente rivoluzionaria.
Un altro sistema che merita di essere elogiato è poi quello che permette al nostro protagonista di impossessarsi dei corpi delle sue vittime, per poter intrufolarsi in aree che altrimenti sarebbero proibite.
Dimenticatevi quindi la ricerca del realismo e le storie strappalacrime. Prototype è un titolo di un’altra epoca, indirizzato ad un pubblico che forse non esiste più e noi lo amiamo per questo.
Se pensate che la serie di The Boys non sia riuscita a catturare pienamente la sporca e inalterabile realtà ritratta dal fumetto, Prototype potrebbe fare al caso vostro.
Infamous

Alziamo decisamente l’asticella con Infamous, una delle saghe di supereroi più influenti nella storia del gaming. Se si escludono gli adattamenti videoludici di IP esterni come quelli di Marvel e DC, Infamous è la serie che è davvero riuscita a portare i supereroi nel mondo dei videogiochi in maniera coerente e innovativa.
Il primo Infamous risale al 2009, un epoca caratterizzata di esperimenti e nuove idee, che in questo caso si sono tradotte in un titolo rivoluzionario, il quale avrebbe fatto la fortuna di Sucker Punch e PlayStation.
Vestiamo i panni di Cole MacGrath, che in circostanze misteriose guadagna il potere di controllare l’elettricità e diventerà una sorta di vigilante all’interno di un’Empire City precipitata nel caos.
Al di là di un gameplay divertente e alla portata di tutti, la vera novità introdotta da Infamous è il sistema del Karma. In base alle scelte compiute durante la storia, Cole guadagnerà poteri differenti. Se cederà ai suoi istinti più bassi e primordiali avrà accesso ad alcuni poteri, mentre se resterà sulla retta via ne sbloccherà altri. Questo culmina poi in un finale che varia in base a come abbiamo scelto di interpretare il nostro protagonista.
Oggi può sembrare un dettaglio ma all’epoca questa trovata era un’assoluta novità, specialmente in un titolo action come questo. Non siamo di fronte ad un RPG che ha come principale attrattiva la sua storia e i suoi personaggi ma Sucker Punch è riuscita a condensare due titoli in uno, costringendo il giocatore a fare delle scelte che avrebbero avuto conseguenze anche sul gameplay e sui suoi poteri.
Sia Infamous che The Boys sono caratterizzati da protagonisti esplosivi e imprevedibili, che agiscono secondo uno schema morale tutto loro ma nel titolo di Sucker Punch queste scelte saranno nelle nostre mani.
The Darkness

Avete presente quella sensazione di pura euforia che vi avvolgeva quando per caso vi imbattevate in un videogioco del tutto sconosciuto che avrebbe monopolizzato le successive settimane della vostra vita? Magari lo avevato prelevato da un cestone del Blockbuster sotto casa o lo aveva portato a casa vostra qualche amico e nel giro di poche ore ne eravate rimasti assolutamente affascinati.
È un’esperienza universale che tutti abbiamo provato almeno una volta e quei ricordi resteranno per sempre impressi a fuoco nella nostra mente. Per noi quel titolo è The Darkness, una bizzarra e piuttosto sconosciuta reliquia dei tempi di Xbox 360.
Interpretiamo Jackie Esticado, un sicario della famiglia mafiosa dei Franchetti, che in occasione del suo ventunesimo compleanno eredita un oscuro potere sovrannaturale. Jackie potrà assumere il controllo di strani tentacoli neri che lo aiuteranno nelle sue missioni.
L’ingrediente segreto che rende The Darkness così speciale è proprio la sua capacità di giocare con le ombre, che sono la fonte dei poteri di Jackie e quindi del giocatore. Nella sua ricerca di vendetta il nostro protagonista esplorerà una riproduzione grottesca e caricaturale dei bassifondi di New York, arricchiti da una serie di personaggi che rendono il mondo di gioco ancora più autentico.
Definire The Darkness un semplice sparatutto sarebbe riduttivo, perchè è una capsula del tempo nostalgica che ci riporta ad un epoca sperimentale del mondo videoludico. Pur non avendo nulla di rivoluzionario, The Darkness riesce a offrire un’alternativa macabra e realistica ai simulatori di guerra o alle avventure nello spazio che all’epoca andavano per la maggiore.
Per chi sente la mancanza della crudeltà senza compromessi che ha caratterizzato le prime stagioni di The Boys, questo è il titolo perfetto.
Lollipop Chainsaw

Un altro grande classico dell’era Xbox 360 e PlayStation 3 è sicuramente Lollipop Chainsaw, uno dei titoli più controversi della sua epoca. Nel 2012 James Gunn (si, quel James Gunn) ci racconta la storia di Juliet Starling, il prototipo della cheerleader liceale stereotipata che sta finalmente per compiere 18 anni.
Bionda, occhi azzurri e desiderata da tutti, organizza un’enorme festa di compleanno che però viene interrotta da Sam Romero, un ex studente che trasforma tutti gli invitati in zombie e da inizio all’apocalisse. Da qui parte l’avventura di Juliet, che si trasforma in una cacciatrice di zombie aiutata dalla sua inseparabile motosega e dal suo fidanzato Nick, di cui rimane soltanto la testa mozzata e parlante.
Lollipop Chainsaw è un hack-n-slash a tutti gli effetti, che ci regala un’avventura colorata, caotica e sopra le righe. Trasforma il paradigma del teen-movie americano in uno splatter e, proprio come The Boys, si diverte a provocare in maniera dissacrante il giocatore e soprattutto la critica.
Batman: Arkham Saga

Non è possibile parlare di supereroi senza citare questa indimenticabile saga. Batman: Arkham Saga è probabilmente ancora oggi l’esempio più riuscito di videogioco a tema supereroi, rimasto incastonato nella storia del gaming grazie all’abilità di Rocksteady di trasporre un personaggio così iconico come Batman in un’esperienza interattiva.
Siamo sicuri che tutti conoscete la trilogia e potremmo parlare per ore della narrativa inedita, del sistema di combattimento rivoluzionario, della cupa e opprimente città di Gotham e di tutte le attività secondarie ma ciò che emerge chiaramente giocando a qualsiasi titolo Arkham è che gli sviluppatori riescono a capire l’identità di Batman.
Consigliarvi di giocare a questa saga sarebbe superfluo ma siamo anche sicuri che ci sono sempre più giovani giocatori che non hanno mai sentito parlare.
Nonostante Batman sia agli antipodi rispetto ai supes di The Boys, la saga Arkham riesce a toccare alcuni temi molto simili. Rocksteady non ci mostra un supereroe idealizzato, ma una figura ossessiva, traumatizzata che vive costantemente in bilico fra giustizia e brutalità.
Dishonored

Scomodiamo un altro grande classico e stavolta andiamo a pescare in casa Bethesda, la software house responsabile di Fallout e The Elder Scrolls. Dishonored arriva nel 2012 grazie alle straordinarie menti di Arkane Studio e ci cala nei panni di Corvo Attano, la guardia del corpo dell’Imperatrice Kaldwin. La sovrana resta vittima di un terribile attentato in cui perde la vita e il nostro protagonista viene incastrato e individuato come responsabile dell’accaduto.
Corvo Attano riuscirà a fuggire dalla sua prigionia e tenterà di dimostrare la sua innocenza. I suoi poteri sovrannaturali lo aiuteranno ad indagare i veri responsabili dell’assassinio e nel frattempo esploreremo i sobborghi della città nascondendoci nell’ombra.
Dishonored è uno degli ultimi esemplari di un genere dimenticato, quello degli stealth game. Chi lo ha giocato ricorderà la sensazione di impersonare Corvo Attano ed escogitare la maniera più efficiente per eliminare tutti i nemici in una stanza prima di essere scoperti. A differenza di altri titoli su questa lista poi la narrativa è estremamente valida e offre una storia cupa, introspettiva, che mette in guardia i giocatori sui pericoli del potere.
A volte essere la vetta è il posto pericoloso in cui trovarsi e Dishonored lo dimostra in maniera perfetta. Se di The Boys avete amato le tinte oscure e le sottili implicazioni satiriche, qui troverete pane per i vostri denti.
Control

Concludiamo con un titolo che a nostro parere è stato fin troppo trascurato negli ultimi anni. Stiamo parlando di Control, uno dei progetti più ambiziosi e creativi di casa Remedy.
Lo studio finlandese ci ha regalato nel 2019 una delle sue avventure dallo stampo tipicamente surreale, in cui interpretiamo la protagonista Jesse Faden, sempre in bilico fra la realtà e il sovrannaturale.
La nostra protagonista è sopravvissuta da bambina ad un incontro con una misteriosa entità proveniente da un’altra dimensione e, dopo aver passato tutta la vita in cerca di risposte, si imbatte nel Federal Bureau of Control. La fittizia agenzia governativa indaga i contatti fra il mondo reale e la dimensione sovrannaturale e Jesse si troverà presto coinvolta nei misteri che avvolgono questa organizzazione.
La narrativa di Control è uno dei principali punti di forza del titolo ma, in perfetto stile Remedy, presenta al giocatore una trama volutamente contorta e per niente semplice da decifrare. Il gameplay invece resta fedele allo stile action, presentando al giocatore una moltitudine di nemici e di arene che Jesse dovrà affrontare con le sue armi da fuoco e i suoi poteri telecinetici.
Per quanto Control non sia esattamente definibile come un videogioco a tema supereroi, la sua narrativa intricata e gli elementi sovrannaturali potrebbero attrarre una parte di giocatori che finora lo hanno trascurato. In attesa del sequel rivalutate Control, che oggi potete trovare ovunque anche a prezzi stracciati.
Quale gioco aggiungereste a questa lista per colmare il vuoto lasciato da The Boys?
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