Qualche giorno fa sono state annunciate le candidature alla prossima edizione dei Game of the Year e nessuno di noi si è sorpreso quando abbiamo scoperto che Clair Obscur: Expedition 33 si è portato a casa 12 nominations. Si tratta di una cifra record per la storia dei GOTY, un riconoscimento già enorme per il capolavoro di Sandfall Interactive che ora dovrà vedersela contro Hollow Knight: Silksong, unico vero avversario nella corsa alla vittoria finale.

Qui vorremo schierarci aperteamente esprimendo la nostra preferenza e sostenendo perchè secondo noi Clair Oscur merita la vittoria del GOTY 2025.

Un dipinto francese

La storia di Clair Obscur: Expedition 33 la conosciamo tutti e chiunque non si fosse ancora concesso l’opportunità di esplorarla merita di viverla giocando il titolo di Sandfall Interactive. Questa non è una recensione e non sarebbe giusto precludere ai potenziali giocatori un’esperienza che può davvero cambiare loro la vita.

Expedition 33 è spuntato a sorpresa nelle vite degli appassionati di RPG, una rara perla fantasy in grado di infiammare di nuovo una versione del genere resa celebre da colossi come Final Fantasy. L’inaspettato successo del capolavoro di Sandfall Interactive è riconducibile a diversi fattori ma, a nostro parere, un elemento imprescindibile di questa ricetta indie è proprio l’estetica puramente francese che pervade l’intera opera.

Lo studio di Montpellier è riuscito a comunicare al mondo la propria cultura d’origina tramite il mezzo videoludico, creando una versione fantasy con estetiche da Belle Époque della capitale francese. La Tour Eiffel pigata verso destra è già diventata un simbolo di Expedition 33 e del suo mondo di gioco deviato dall’arte.

Expedition 33 è un inno all’arte in tutte le sue forme, perchè fa dell’espressione artistica il suo fulcro narrativo. La Pittrice, entità minacciosa e onnipresente per quasi tutta la campagna, è una rappresentazione plastica di tutto ciò che Expedition 33 si propone di essere, ovvero un’ode al videogioco come forma d’arte e dell’abilità creativa di questa specifica forma di intrattenimento.

L’RPG di Sandfall Interactive però non è soltanto una celebrazione autoroferenziale dell’arte ma anche un titolo solidissimo in termini di puro gameplay. I ragazzi di Sandfall Interactive sono riusciti a riesumare una formula dimenticata e a raccoglere il testimone di Final Fantasy. La saga di Square Enix ha infatti da tempo abbracciato la sua svolta action con i capitoli dell’ultimo decennio e con il progetto remake di Final Fantasy VII, abbracciando implicitamente il concetto che la ricetta del passato composta di combattimenti a turni ed esplorazione libera fosse ormai obsoleta.

Expedition 33 invece sfida questo assunto proponendo un sistema di combattimento inequivocabilmente ispirato ai grandi JRPG del passato, impreziosito però da un tocco di modernità che obbliga il giocatore a calcolare bene le tempistiche e cadenzare i colpi e le parate per poter avere successo nelle sfide contro boss e nemici. Anche in termini di esplorazione Sandfall Interactive ha optato per un open world che si apre lentamente al giocatore e non lo appesantisce con quest marker e attività secondarie fini a sè stesse. Ogni angolo del mondo di gioco custodisce un segreto ma starà a noi decidere quanto e come esplorare.

Azzeccata anche la scelta di non rendere l’intera mappa immediatamente disponibile al giocatore all’inizio del gioco e legare la progressione agli avanzamenti narrativi. In questo modo non si appesantisce il ritmo del gameplay e si guida il giocatore in un’esperienza coerente che intreccia la complessa trama con la profondità dell’universo in cui questa si sviluppa.

A nostro parere Clair Obscur: Expedition 33 è una lezione di creatività. È un’occasione per ricordarci del perchè ci siamo innamorati del gaming e di tutte le meraviglie che questa forma d’arte può riservare a chi è in grado di osservare oltre la superfice.

la forza del gruppo

Un secondo ma importante motivo per cui secondo noi Clair Obscur: Expedition 33 merita il GOTY 2025 è la sua origine indie. Il nostro progetto è nato ormai lo scorso anno con il preciso scopo di sostenere e favorire l’ascesa del settore indie nell’universo videoludico, ormai infiltrato da priorità divergenti e spesso opposte all’arte.

Anche per chi osserva questo mondo con un’occhio esterno è impossibile non registrare una tendenza all’appiattimento aritstico in favore del profitto da parte dei grandi attori dell’industria. Questo trend prenda la forma della sovrabbondanza di remake e remastered, l’infestazione di live-service improntati alle microtransazioni e il testardo tentativo di rendere accettabile l’utilizzo della IA nel processo creativo.

Expedition 33 rappresenta in questo clima un atto rivoluzionario, compiuto da un manipolo di sviluppatori esiliati da Ubisoft che sono riusciti a riprendere in mano le redini del proprio destino professionale e regalare ad un pubblico disilluso un barlume di speranza.

Il piccolo studio di Montpellier è nato nel 2020 con una missione ben precisa: dare forma ad un progetto che non avrebbe mai potuto nascere all’interno di una grande software house. Con caparbietà, Guillaime Broche ha reclutato il suo team e ha modellato questo spettacolare JRPG senza la pretesa o l’aspettativa di un profitto predeterminato ma con la semplice speranza che il pubblico potesse abbracciare la sua visione e apprezzare la storia a cui avrebbbe preso parte.

Siamo sicuri che l’enorme successo di Expedition 33 abbia colto alla sprovvista persino i suoi creatori, che da sconosciuti sviluppatori ai margini di Ubisoft sono diventati l’avanguardia dell’industria in pochi mesi. Sandfall Interactive ha dimostrato a tutti che esisterà sempre un pubblico pronto a riconoscere e apprezzare i lavori artistici nati dalla pura passione dei loro creatori, un concetto che a prescindere dal caso specifico ricorda al mondo la vera essenza dell’arte.

L’eventuale vittoria del trofeo servirà a rimarcare quali sono le vere priorità del pubblico, al di là di qualsiasi previsione commerciale. L’arte non può essere ridotta ad una tendenza su un grafico ed Expedition 33 è un’occasione provvidenziale per tutti gli appassionati di ricordarselo.

È naturale tifare per l’underdog e in questo caso anche noi ci uniamo al coro che stiamo osservando da mesi sui social network: Clair Obscur: Expedition 33 merita di vincere il GOTY 2025.

E secondo voi chi merita di vincere il GOTY 2025?

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