Ieri sera si è concluso il Lucca Comics & Games 2025, il primo a cui l’Alpaca ha avuto l’opportunità di partecipare. Ci siamo divertiti moltissimo e abbiamo potuto incontrare alcuni fra i nostri autori preferiti nella storia del gaming.
Uno di questi è senza dubbio Keiichiro Toyama, il creatore del primo storico Silent Hill che ha debuttato nel lontano 1999. Il leggendario game director, che nella sua carriera ha firmato anche altri capolavori come Forbidden Siren, Gravity Rush e Slitterhead, ha tenuto una conferenza stampa a cui abbiamo partecipato e durante la quale siamo anche riusciti a porgere qualche domanda.
Qui vi riassumiamo l’incontro del maestro Keiichiro Toyama, dove ha esplorato le origini della sua carriera e il futuro del suo Bokeh Studio.
Lei è uno dei grandi maestri dell’horror videoludico. Ci chiedevamo se nella sua carriera avesse tratto ispirazione anche da opere cinematografiche come L’Esorcista
Certo, ma francamente mi sono ispirato più ad autori come David Lynch. Mi è sempre piaciuto il suo modo di utilizzare il contrasto bianco/nero. tutti i videogiochi all’epoca cercavano di essere puliti e ordinati, per tentare di superare le limitazioni imposte dall’hardware. A me invece è sempre piaciuta l’estetica “sporca” e a macchie. La trovo più naturale e l’ho sfruttata per realizzare la mia visione di horror.
A partire dal 2020 lei si è reso indipendente con la fondazione del suo Bokeh Studio. Cos’è cambiato nella gestione del processo creativo con lo sviluppo di Slitterhead?
Diventando indipendente ho certamente avuto più libertà creativa. Però non solo io che prendo le decisioni. È un lavoro di squadra!

Spesso capita che i videogiochi o i film che si spingono oltre e ritraggono scene violente ricevono minacce da pubblico e autorità. A lei é mai successo?
Di questo non mi importa. Io non voglio influenzare negativamente i giocatori e le nuove generazioni. È semplicemente il mio modo di esprimere la mia arte.
Cosa ne pensa dei nuovi Silent Hill e di come la saga è proseguita senza di lei?
All’epoca del primo Silent Hill il mio team all’epoca era unito da una visione unica. Con il tempo poi questa è stata perfezionata e raffinata
Silent Hill 2 è molto acclamato!
Sappiamo che il suo studio sta lavorando ad un nuovo titolo che non sarà un sequel di Slitterhead. Ci può dare qualche dettaglio?
L’ idea per questo titolo è nata quando ero ancora in Sony. Sarà ambientato in una grande città. Come tutti i nostri progetti però si tratta di un lavoro di gruppo, di tutto il mio staff. Stavolta voglio esaltare le capacità di tutti.

Il primo Silent Hill ad oggi è giocabile soltanto sulla PlayStation originale e non è disponibile su nessuna nuova console.
Cose pensa a riguardo della preservazione videoludica?
Onestamente nche io vorrei rigiocarlo! So che c’è un remake in produzione e non vedo l’ora di giocarlo.
Se avesse a disposizione le tecnologie di oggi come si approccerebbe alla creazione del primo Silent Hill?
All’epoca i limiti dell’hardware mi hanno costretto ad adattarmi e a compiere delle scelte. Se lo creassi oggi sicuramente ne risulterebbe qualcosa si diverso.
Come ha influito la cultura giapponese sui suoi lavori?
La nostra cultura, quella giapponese, è notoriamente attratta da questi temi. C’è un forte contatto con l’occulto e chiaramente questo traspare in tutti i miei lavori.
C’è un genere di videogiochi che preferisce al di là degli horror?
Si, mi piacciono molto i puzzle-games.
Keiichiro Toyama non si è voluto sbottonare troppo riguardo al suo futuro ed è riuscito a schivare anche le domande più insidiose ma noi restiamo curiosi di capire cosa il suo studio ha in serbo per noi e vi racconteremo tutti i dettagli che riusciremo a raccogliere in futuro.
Quale titolo di Toyama è il vostro preferito?
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