Domenica scorsa THQ Nordic ha annunciato durante il suo Showcase che Gothic Remake verrà rilasciato nel 2026. Il gioco di ruolo di Piranha Byte è diventato un vero e proprio cult in questi anni ed è simbolo di un’epoca durante la quale i giochi di ruolo occidentali tentavano di scoprire la propria identità.

Gothic ha influenzato tantissimo il panorama videoludico e tracce della sua filosofia di design possono essere rintracciate anche in capolavori molto più acclamati come Skyrim. Alkimia Interactive, lo studio spagnolo che si sta occupando del Remake, ha reso disponibile una demo di Gothic anche su console. L’abbiamo testata e vi raccontiamo qui le nostre prime impressioni.

Un mondo fantasy spietato

Gothic Remake demo

Chi ha giocato al titolo originale nel 2001 ricorderà le peculiarità di Gothic, un gioco di ruolo sperimentale ed estremamente ambizioso per l’epoca. Veniamo catapultati nei panni del Nameless Hero, che si troverà ad svolgere un ruolo fondamentale nel conflitto fra il Regno di Myrtana e le orde di Orchi che lo stanno invadendo.

Gothic era un titolo a tratti imperscrutabile, che non era accogliente nei confronti dei nuovi giocatori. Le meccaniche e il design del mondo di gioco potevano facilmente confondere anche il pubblico di vent’anni fa e ora che il gaming è divenuto un hobby di massa si tende ad assistere in maniera molto più consistente il giocatore e a guidarlo almeno nei suoi primi passi.

Alkemia Interactive quindi sta tentando di trovare l’equilibrio fra una filosofia di design che non spaventi il pubblico moderno, senza però snaturare l’anima di Gothic. La demo ci offre soltanto un breve sguardo sul mondo di Gothic Remake e si limita a farci esplorare un’area limitata nei panni di Nyras, che non sarà il protagonista del gioco.

Nella schermata che introduce la demo gli sviluppatori rassicurano che ciò che vedremo sarà solo una breve dimostrazione delle meccaniche di gioco e che la versione finale ci permetterà di tornare ad interpretare il Nameless Hero.

Il nostro Nyras è appena stato trasferito all’interno della Colonia, una sorta di prigione a cielo aperto in cui tutti i detenuti del Regno di Myrtana vengono inviati per lavorare nelle miniere che forniscono al Regno l’importantissimo Minerale Magico. Re Rhobar l’ha istituita per sostenere lo sforzo bellico e per impedire la fuga dei prigionieri l’ha protetta sotto una cupola magica che ucciderebbe chiunque tentasse di scappare.

Verremo accolti da Diego. Ci verrà detto che non possiamo passare la notte all’interno dell’ Old Camp e che dovremo andare a cercare un posto per dormire. Diego si raccomanda di affrettarsi, perchè fra i boschi è stato avvistato una Shadowbeast, creatura letale per chiunque resti all’esterno durante la notte.

Dopo questa brusca accoglienza ci addentriamo nel mondo di Gothic, che in occasione della demo è stato limitato da mura invisibili e da limiti naturali in modo da impedire al giocatore di addentrarsi in aree non ancora pronte per il pubblico. Durante i circa 45 minuti di demo, Gothic metterà in mostra tutti i suoi sistemi che vanno dalla esplorazione al design delle quest, fino al nodo più importante, che è quello del sistema di combattimento.

Appena iniziamo a muovere i primi passi ci rendiamo conto che il mondo di Gothic è stato realizzato con un’occhio di riguardo al realismo grafico. Unreal Engine 5 qui da il meglio di sè e chi ha avuto l’opportuintà di giocare al titolo originale del 2001 resterà ancora più impressionato alla visione di questa mappa che da pochi poligoni passa ad una riproduzione fedelissima di ciò che ci eravamo immaginati utilizzando la fantasia.

Il primo piccolo difetto che si riscontra è legato ai movimenti di Nyras, che sono volutamente lenti e pesanti. La scomodità dei controlli del primo Gothic è ormai diventata proverbiale e serviva a comunicare al giocatore quel senso di gravità dei passi del protagonista, che non era un eroe in stile arcade in grado di sfrecciare per tutti gli angoli della mappa, ma un esploratore appesantito da ogni oggetto nel suo inventario. Se nel 2001 però questa scelta poteva essere giustificata con la ricerca del realismo, venticique anni dopo risulta eccessiva e opprimente.

Anche le animazioni sono poco fluide e troppo sincopate, il che potrebbe anche essere ricondotto a qualche bug ancora da risolvere ma è impossibile non notarlo dopo qualche minuto di gioco. Alkemia Interactive quindi cerca di riproporre la filosofia spietata e realista del primo Gothic e lo fa anche grazie all’utilizzo di una UI molto minimale, che scompare una volta che usciamo dal menù lasciando lo schermo sgombro e pulito. L’unica eccezzione sono i quickslot dove è possibile piazzare gli strumenti che utilizziamo di più come la nostra arma e la torcia, ma anche questi si dissolvono dopo qualche secondo di inattività.

Le meccaniche di Gothic

Passiamo al combattimento, l’elemento che forse ha subito più modifiche e ritocchi rispetto alla versione originale del gioco. Naturalmente la demo non ci mostra tutto ciò che il combattimento di Gothic avrà da offrire ma almeno quanto basta per accorgerci che gli sviluppatori hanno deciso di traslare quasi integralmente il sistema del titolo originale.

Il funzionamento del combattimento originale prevedeva una serie di categorie di armi, con cui il protagonista avrebbe familiarizzato durante l’avventura. Ciò era tradotto in livelli di competenza e ogni stadio corrispondeva ad alcune mosse speciali che poi avremmo potuto eseguire in combattimento. Nella demo possiamo raccogliere diverse armi ma cominciamo con una semplice spada arruginita. Incontriamo Kirgo, che sta liberando la strada dai massi di una frana che ne hanno interrotto il passaggio. Chiacchierando con lui potremo chiedergli di inssegnarci qualche trucco e qui si aprirà una sorta di tutorial di combattimento. La sfida contro Kirgo non sarà particolarmente difficile ma basterà a farci raggiungere il secondo livello di competeza e farci imparare un paio di nuove mosse.

Queste poi potranno servirci durante le altre quest della demo, che ci porterà ad interagire con altri personaggi, ad esempio i membri del New Camp. Questa fazione è composta da ex membri dell’Old Camp che hanno deciso di rendersi indipendenti e ci offriranno un posto per passare la notte in cambio di alcuni favori. Qui possiamo sperimentare con il sistema di combattimento in maniera più approfondita e apprezzare il comportamento dei nemici.

Le creature del mondo di Gothic sono una delle grandi attrattive del gioco e possiamo affermare che la demo non delude, introducendone diverse nell’ambito di alcuni scontri che però non si faranno mai troppo difficili. Purtroppo il sistema di combattimento, nonostante sia stato adattato alla perfezione, soffre delle sbavature tecniche che appesantiscono la demo di Gothic.

In conclusione sembra che gli sviluppatori di Gothic Remake stiano facendo un lavoro davvero certosino, restando fedeli all’originale ma arricchendolo con delle grafiche davvero spettacolari. Al netto di qualche bug pare che Alkemia Interactive stia trovando il giusto equilibrio fra il rispetto della filosofia di design originale e il necessario svecchiamento di grafiche e meccaniche di gioco.

Non possiamo naturalmente esprimere una valutazione comprensiva del gioco, per quella dovremo aspettare il prossimo anno. Dopo qualche ora di demo però possiamo dire che siamo rimasti soddisfatti di ciò che è stato mostrato e che abbiamo fiducia negli sviluppatori. Adattare Gothic è un compito davvero ingrato, perchè è un titolo reso unico e speciale per merito delle sue bizzarre scelte di design. Sarebbe facile cadere in una becera generalizzazione e renderlo semplicemente un clone di The Elder Scrolls, ma sembra che ad Alkemia Interactive abbiano capito la formula e stiano lavorando per riportarla in vita.

Avete giocato alla demo di Gothic?

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