La stagione estiva continua a regalarci tantissime soddisfazioni e finalmente è arrivata la data di lancio di un titolo che rischia di non essere apprezzato come dovrebbe. Si chiama The Adventures of Elliot: Millennium Tales ed è il nuovo progetto dello studio che ha sviluppato la saga Octopath Traveler.
La nuova avventura ci calerà nei panni di Elliot, l’avventuriero protagonista che dovrà salvare il Regno di Huther viaggiando nel tempo fra le ere di questa ricca e longeva civiltà. Investigheremo il passato e il presente del Regno per poter influenzarne il futuro e compiere il nostro destino in quello che già dalle prime ore appare un viaggio epico.
L’elemento caratteristico di The Adventures of Elliot, quello che probabilmente ha incuriosito di più i giocatori, è senza dubbio lo stile artistico. Viene riproposto infatti la formula HD-2D, che ha regalato tante soddisfazioni a Square Enix e che gli sviluppatori di Octopath Traveler hanno chiaramente imparato a padroneggiare.
Ma com’è questo The Adventures of Elliot? Merita il vostro tempo e i vostri soldi? Scopriamolo insieme
Viaggio nel passato per cambiare il futuro

The Adventures of Elliot si ambienta nel mondo di Philadelbia, un universo fantasy dove gli umani sono stati costretti a proteggersi fra le mura del Regno di Huther, che li difende dalle pericolose presenze che dominano le vaste praterie esterne.
Noi vestiamo i panni di Elliot, un giovane avventuriero e mercenario dal cuore d’oro che riceve un incarico importante da Re Hichard. Dovrà addentrarsi in un misterioso palazzo in rovina che nasconde un portale magico, il quale può essere utilizzato per viaggiare nel passato e nel futuro. Kaifried, il braccio destro del Re, userà il portale per viaggiare nel passato e modificare gli eventi con lo scopo di conquistare il potere e spodestare la famiglia reale attuale.
La premessa narrativa serve ad introdurre anche nel migliore dei modi come sarà organizzato l’open world di The Adventures of Elliot. Gli sviluppatori infatti non puntano tanto sulla vastità della mappa, quanto sulla possibilità di trasformare la stessa area a seconda dell’epoca in cui Elliot la visiterà.
Il nostro scopo principale sarà quello di fermare Kaifried ma nel frattempo scopriremo le origini del Regno di Huther e potremo capire in che modo questa società si è sviluppata. Nel frattempo incontreremo una fatina di nome Faie, che ha perso la memoria e si unirà al viaggio diventando la nostra compagna più fidata.
Esploreremo ben quattro epoche diverse e ogni azione o quest influenzerà l’era successiva, permettendoci di lasciare un’impronta considerevole sul mondo di gioco. Il gioco è inoltre molto generoso con questa meccanica perchè ci permette di viaggiare fra un’epoca e l’altra rapidamente una volta che questa è stata sbloccata.
La meccanica del viaggio nel tempo comporta l’esistenza di quattro versioni differenti della mappa, ognuna leggermente diversa dall’altra sia per quanto riguarda chiaramente gli abitanti che per tutto ciò che ha a che fare con il layout della mappa e dei dungeon, rendendo un open world piuttosto ridotto in termini di spazio estremamente variegato in termini di contenuto e gameplay.
La main quest si sviluppa attorno questo concetto in maniera molto fluida, facendo interagire il protagonista con individui che influenzeranno l’era successiva e qui si nasconde un altro punto di forza di The Adventures of Elliot: i personaggi. La totalità dei personaggi con cui Elliot interagisce durante la sua avventura sono doppiati e questo offre un ulteriore livello di profondità alla trama. Si tratta di una scelta innovativa per un titolo di questo genere ma a nostro parere funziona perchè non viene usata come scorciatoia.
In altre parole, i personaggi sono ben caratterizzati nei loro ruoli e nelle loro personalità. Il doppiaggio resta un’ottima aggiunta sulla quale però non si basa l’intera identità del personaggio in questione.
Non c’è dubbio che The Adventures of Elliot rappresenti un allontanamento dai dettami tradizionali di Team Asano, sia per quanto riguarda l’elemento spaziotemporale della narrativa che nel gameplay più action, ma se avrete la pazienza di superare un primo atto sottotono, il resto del gioco lascierà piacevolmente sorpresi anche i più scettici.
Team Asano abbandona il combattimento a turni

A partire dal lancio della demo lo scorso maggio, The Adventures of Elliot è stato spesso paragonato spesso a Zelda, un confronto piuttosto scomodo che potrebbe intimidire qualsiasi sviluppatore. Ma perchè viene evocato il nome dell’icona Nintendo?
Team Asano si è guadagnato la notorietà con titoli imperniati sulla formula tradizionale del RPG con combattimento a turni, mentre per la prima volta The Adventures of Elliot propone un combat system in tempo reale. Il nostro eroe utilizzerà un vasto arsenale di armi e strumenti per farsi largo fra i nemici che popolano le quattro ere del Regno di Huther, costringendo il giocatore a modificare le proprie strategie in una frazione di secondo per rispondere agli attacchi nella maniera più efficace.
Non fraintendeteci, The Adventures of Elliot non è certo un titolo che fa della difficoltà la sua attrattiva principale ed è approcciabile dalla maggior parte dei giocatori ma resta il fatto che gli appassionati dei vecchi lavori dello studio dovranno ricalibrare le proprie aspettative e abbracciare le maccaniche di una formula completamente diversa.
Il sistema di combattimento è molto versatile ed offre diverse opzioni di armi facilmente intercambiabili in base alla situazione. Avremo inoltre la possibilità di bloccare gli attacchi nemici per abituarci al ritmo del combattimento e naturalmente scovare nel corso dell’avventura diverse versioni potenziate delle armi che rendono Elliot sempre all’altezza della sfida.
Anche la fatina Faie è un elemento fondamentale del gameplay, perchè può essere controllata in maniera indipendente e può aiutare il protagonista in diversi modi. Innanzitutto può intervenire in combattimento con i suoi poteri ma soprattutto gli stessi poteri possono essere usati anche nell’esplorazione per risolvere puzzle ambientali e sbloccare aree nascoste.
I poteri di Faie andranno sbloccati nel corso dell’avventura e questi rappresentano un importante elemento del sistema di progressione. Il primo potere ad esempio sarà l’uso del Fuoco, che può essere utile in combattimento per incendiare i nemici ma torna utile anche per accendere candele e lampadari all’interno dei dungeon, un’abilità spesso fondamentale per risolvere i puzzle.
Gli strumenti che abbiamo appena descritto serviranno alla coppia per esplorare l’open-world che, lungo le quattro epoche, nasconde tantissime quest, oggetti e potenziamenti da non lasciarsi sfuggire. La quest principale è piuttosto lineare ma per apprezzare il meglio che The Adventures of Elliot ha da offrire dovremo cedere alla curiosità. Troveremo dungeon e templi che nascondono sempre qualche ricompensa, come nuove armi, un frammento che aumenta la salute di Elliot o un’altra risorsa chiamata Magicite utile a potenziare gli strumenti del protagonista
L’esplorazione è il vero fulcro di The Adventures of Elliot e quando il mondo vi chiamerà a sè, non opponete resistenza. A patto che abbiate gli strumenti giusti potrete andare ovunque vogliate e, se ancora non li avete, questa sarà una buona scusa per andarli a recuperare. Chi ha giocato ad Octopath Traveler sa che a Team Asano sono maestri del level design ma qui dobbiamo dire che si sono superati. La trovata del viaggio nel tempo permette agli sviluppatori di costruire quattro versioni diverse della stessa località, ognuna con diverse sfide, puzzle e ricompense, una consapevolezza che appena viene acquisita dal giocatore lo invoglia a ritornare e a completare ogni angolo di questo labirinto spaziotemporale.
Stile Artistico

Prima di concludere vogliamo spendere due parole sullo stile artistico, che a nostro parere resta l’elemento più brillante di The Adventures of Elliot. La formula HD-2D è ormai diventata un elemento imprescindibile del recente catalogo Square Enix e stavolta Team Asano ci regala un altro capolavoro artistico.
Il Regno di Huther in tutte e quattro le sue forme risplende nei suoi colori accesi e balza fuori dallo schermo in una maniera che l’ossessionata ricerca del realismo non potrà mai avvicinare. L’omaggio alle origini di Zelda è evidente anche da questo punto di vista e la scelta di implementare un gameplay action esalta ancora di più questo stile. Si, perchè a differenza del combattimento a turni, qui non avremo necessità di transitare su un’altra schermata che governa ogni singola battaglia ma potremo restare immersi nel mondo di gioco, che continua a svilupparsi sotto i nostri occhi anche mentre sfidiamo le creature che vi si nascondono. È la dimostrazione che gameplay e stile artistico non sono comparti stagni valutabili separatamente ma che ognuno degli ingredienti contribuisce e influenza l’altro a creare un pacchetto completo.
The Adventures of Elliot è un titolo eccellente che rischia di passare inosservato e di essere trascurato in una stagione piena di nuovi annunci. Noi vogliamo fare la nostra piccola parte e consigliarvi quella che secondo noi è una delle perle più luminose dell’anno.
E voi state giocando a The Adventures of Elliot?
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Un viaggio nel passato per cambiare il furuto
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VOTO
Summary
Quattro epoche da esplorare, un regno da salvare e un mondo che cambia davanti ai nostri occhi. The Adventures of Elliot è una delle sorprese più luminose dell’anno. Un eccellente action RPG che trasforma il viaggio nel tempo in uno strumento di esplorazione e level design, impreziosito da una direzione artistica semplicemente magnifica.
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