Qualche giorno fa Hollow Knight: Silksong è finalmente sbarcato su tutte le piattaforme ed è già uno dei più grandi successi dell’anno. L’indie più atteso di sempre creato dallo studio australiano Team Cherry ha mandato in tilt tutti gli store, da Steam a PlayStation, che al momento del lancio si sono bloccati a causa dell’enorme richiesta da parte dei giocatori che stavano cercando di far partire il download del gioco allo stesso momento.

Si tratta del primo innegabile successo di Silksong, che dopo una lunga attesa di oltre sei anni, si dirige a vele spiegate verso la cerimonia dei Game of the Year, nella quale si giocherà il titolo con Clair Obscur: Expedition 33.

Il lancio di Silksong è un evento epocale per tutta l’industria videoludica e che minaccia di spostare gli equilibri del settore in maniera definitiva. Questa meteora di settembre però non è stata digerita bene dai protagonisti del settore e dai competitor e attorno al lancio del titolo di Team Cherry si è sviluppata una discussione che riguarda il presente e il futuro dei videogiochi, sia come forme d’arte che come attività economica.

Un chiaro rifiuto del modello tripla A

Silksong

L’elemento che più a scosso giocatori e commentatori è stato il prezzo fissato da Team Cherry per il suo nuovo capolavoro. Il team australiano ha sorpreso tutti annunciando l’intenzione di rendere disponibile Silksong al prezzo di 20€, una cifra irrisoria soprattutto se paragonata agli standard che il resto dell’industria sta tentando di fissare.

Durante questo 2025 abbiamo infatti assistito ad un chiaro tentativo di promuovere un innalzamentio del prezzo base dei videogiochi, cercando di forzare i giocatori ad accettare un futuro standard di 80€. Dopo il passaggio a 70€ di qualche anno fa, le grandi software house stanno chiaramente adottando tutte le strategie possibili per alzare i prezzi dei propri prodotti

Nintendo è stata oggetto di grandi polemiche in seguito alla decisione di vendere il suo nuovo Mario Kart World al prezzo di 80€ (90€ in copia fisica) ma è riuscita comunque a resistere grazie alla sua sconfinata fanbase stregata dalla nuovissima Switch 2 e da tutte le sue nuove funzioni.

È andata peggio a Microsoft, che ha provato a seguire il solco tracciato da Nintendo annunciando che The Outer Worlds 2 sarebbe costato 80€ al lancio, salvo poi tornare sui propri passi azzerando i preorder e riproporlo a 70€. Xbox non può contare sulla stessa fedeltà dei fan Nintendo e nemmeno su una nuova console ma l’obiettivo sembra ormai chiaro. Il futuro immaginato dai grandi nomi dell’industria sono videgiochi al prezzo di 80€ e hardware sempre più caro.

A testimoniare questa volontà ci sono anche gli aumenti di prezzo delle console. Sia PlayStation che Xbox hanno incrementato i prezzi dei propri hardware e per la prima volta ci troviamo in una situazione nella quale oggi, a cinque anni dal lancio, una nuova console viene venduta ad un prezzo maggiore rispetto a quello proposto al Day One. I prezzi delle console e degli accessori non soltanto non sono diminuiti con il tempo, sono addirittura aumentati.

Le scuse accampate sono decine. Si punta in dito contro l’inflazione, i dazi e i costi di sviluppo che sono lievitati a dismisura nel corso degli anni ma questa spinta verso il nuovo standard degli 80€ pare non abbia attecchito come i grandi attori del mercato speravano.

Silksong è soltanto l’ultimo esempio della nascita di un nuovo equilibrio, che sta sfruttando l’avidità del settore tripla A per intercettare sempre più giocatori, ormai stanchi di dover aprire costantemente il portafogli per finanziare la propria passione. Il 2025 ci ha regalato una rinascita del settore doppia A, che i grandi attori dell’industria avevano cercato di schiacciare negli ultimi anni.

Clair Obscur: Expedition 33, Mafia: The Old Country, Split Fiction e Oblivion Remastered sono fra i titoli più acclamati di quest’ultimo anno videoludico e hanno un importante elemento in comune: sono stati venduti al prezzo di 49,99€. Si profila quindi un’edizione dei GOTY dominata dai doppia A e dagli indie, uno smacco importante per i grandi attori dell’industria.

Al di là di medaglie e premiazioni il messagio dei giocatori sembra forte e chiaro. L’industria videoludica non è più guidata soltanto dalle grandi software house e la volontà di spremere i portafogli di orde di fan potrebbe rivelarsi deleteria. Il settore tripla A non ha previsto il fatto che il vuoto da loro lasciato è stato subito colmato da altri progetti molto apprezzati e che i giocatori avranno sempre un’alternativa ai loro titoli diventati ormai ripetitivi, privi di idee e appiattiti sugli stessi trend.

Mentre PlayStation, Xbox e Nintendo tentano di spingere l’industria ad alzare i prezzi emergono nuove realtà pronte a rispondere ai bisogni dei giocatori e a farlo ad un prezzo ragionevole. Silksong è la dimostrazione più lampante di una realtà che il settore tripla A sta fingendo di non vedere.

Indie contro indie, una polemica sterile

Silksong però non è stato solamente una marcia trionfale, una vittoria schaicciante degli indie sui tripla A e della ricerca dell’arte sulla sete di profitto. I 20€ di Silksong sono diventati un pomo della discordia che ha destabilizzato anche il settore indie, creando una battaglia che rischia di offuscare l’importante conquista simbolica del titolo di Team Cherry.

A partire dall’annuncio della data di lancio del prezzo di Silksong, una serie di sviluppatori indipendenti si sono rivolti ai social network per lamentarsi della decisione di Team Cherry. Si protesta contro un prezzo definito troppo basso per un prodotto come Silksong, che obbligherebbe gli altri studi indie a calibrare al ribasso il listino dei loro titoli.

Si sostiene che Team Cherry abbia potuto vendere Silksong a 20€ perchè, forte delle 15 milioni di copie vendute con il primo capitolo, ha potuto lavorare senza pressioni economiche e prendersi tutto il tempo necessario a preparare alla perfezione il loro capolavoro, un privilegio che molti studi indipendenti non possono avere. Inoltre si punta anche il dito contro i giocatori, che non sarebbero in grado di cogliere queste differenze sostanziali e alla luce del prezzo di Silksong ora pretenderanno che ogni titolo indie debba costare non oltre i 20€.

Era naturale aspettarsi che un lancio così atteso come quello di Silksong andasse a disturbare gli equilibri e ad indispettire qualcuno, tuttavia a nostro parere bisogna cercare di valutare il contesto nella sua interezza prima di lanciarsi in accuse ingiuste contro il team australiano.

È sicuramente vero che Team Cherry si è trovato in una situazione privilegiata, nella quale ha potuto perfezionare ogni meccanica e limare ogni dettaglio fino ad essere sicuri di lanciare sul mercato Silksong nelle migliori condizioni possibili. Tuttavia bisogna anche ricordare che questo privilegio non proviene da budget milionari allocati da investitori esterni, bensì dal successo mondiale del titolo precedente.

La scelta di rendere disponibile a tutti il gioco ad un prezzo irrisorio a nostro parere non va vista come una mossa ostile nei confronti degli altri sviluppatori indipendenti, bensì come una pratica che favorisce i consumatori e permette ad un numero maggiore di giocatori di testare il nuovo attesissimo titolo.

Gli altri studi costretti a spostare la data di lancio dei propri progetti potranno sentirsi penalizzati, oggi che tutti non fanno altro che parlare di Silksong. Tuttavia la realtà è che Team Cherry ha spianato la strada ad un’intera generazione di sviluppatori indipendenti, che ora potranno vivere di luce riflessa grazie a Silksong. Il metroidvania australiano ha raccolto attorno a sè milioni di giocatori, che ora saranno più propensi a dare una possibilità a progetti indie, i quali in precedenza avrebbero potuto essere trascurati.

Secondo noi quindi l’impatto di Silksong sul settore indie, al netto sarà positivo perchè promuove un messaggio virtuoso e prova a tutto il mondo come gli indie possano essere il futuro dell industria videoludica, una filosafia che noi abbracciamo in toto e che ha rappresenta il fulcro anche del nostro progetto.

Consigliamo a tutti di provare Silksong e di sotenere il settore indie, un lato nascosto dell’universo videoludico che finalmente pare stia prendendo il sopravvento e affascinando una quantità sempre maggiore di videogiocatori.

E voi che ne pensate di Silksong? Il suo prezzo ha penalizzato o favorito gli altri sviluppatori indie?

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