I videogiochi co-op sono sempre stati un pilastro dell’industria. Dai tempi dei lan-party di Halo fino a raggiungere l’epoca moderna con i capolavori di Hazelight come It Takes Two e Split Fiction, giocare insieme ad un amico è la vera essenza del gaming.
Questa specifica nicchia però viene spesso monopolizzata da pochissimi titoli che raccolgono tutta l’attenzione dei videogiocatori e oggi vogliamo offrirvi cinque alternative indie da testare in compagnia dei vostri amici. Venite a scoprire insieme a noi cinque titoli co-op che ancora non avete giocato!
Outward – Nine Dots Studio

Quando si pensa ad un titolo co-op di solito vengono in mente videogiochi d’azione, sparatutto, puzzle games o soulslike. L’ultima cosa che ci salta in mente è un RPG da giocare in compagnia di un amico e Outward si inserisce proprio in questa nicchia, proponendo un open-world brutale in cui perdersi insieme al nostro compagno di giochi preferito.
Veniamo catapultati nel mondo di Aurai, una terra che si ispira chiaramente al tema fantasy e allo stile medievale tipico di tantissimi RPG di questo genere. La differenza però la incontreremo soprattutto nel gameplay e nella sua difficoltà, che sarà estremamente intransigente. Dobbiamo farcene una ragione, nel corso delle prime ore di gioco la sconfitta sarà inevitabile e gli sviluppatori di Outward trattano infatti la meccanica della morte in maniera molto originale. Non abbiamo infatti la possibilità di salvare o di ripartire da checkpoint prestabiliti, perchè ad ogni sconfitta dovremo fare i conti con le conseguenze delle nostre azioni.
L’elemento survival quindi è preponderante nel gameplay di Outward, quindi assicuratevi di avere a disposizione un compagno d’avventura che non si lasci intimidire dalle prime difficoltà. Se riuscirete a superare i primi ostacoli insieme verrete accolti da un mondo di gioco dettagliato, colmo di storie da raccontare, di quest da affrontare e segreti da scoprire.
Non è semplice trovare un RPG open-world da giocare in co-op e Outward risponde esattamente a questo bisogno.
GTFO – 10 Chambers

Cambiamo totalmente genere con GTFO, un nome che per chi conosce un po’ l’inglese chiarirà benissimo il tono del titolo. Si tratta di un horror-shooter sviluppato dallo studio indie svedese 10 Chambers.
Un team di quattro prigionieri viene inviato in un centro di ricerca sotterraneo da un misterioso individuo chiamato The Warden, che ci affiderà diversi obiettivi da portare a termine all’interno di questa oscura struttura infestata da orribili mostri e strane presenze. La nostra squadra scenderà nelle profondità del centro di ricerca e dovrà cercare di portare a termine l’obiettivo sterminando più mostri possibili.
GTFO è essenzialmente un survival-horror, quindi la gestione delle risorse sarà un pilastro del gameplay. Dovremo esplorare gli ambienti alla ricerca di munizioni ed oggetti utili per la nostra missione ma soprattutto sarà necessario adottare una strategia efficace per affrontare i gruppi di nemici nella maniera più idonea. Utilizzare un approccio stealth spesso può evitare la sparatoria e permetterci di risparmiare preziose munizioni.
GTFO è un titolo che propone un sistema di co-op molto immediato, perchè le squadre di 4 potranno essere riempite da giocatori o da bot, assicurandoci di non essere mai in carenza di giocatori. Questo lo rende un titolo abbastanza casual ma davvero indicato a chi ama gli sparatutto, specialmente gli appassionati di Payday e Left 4 Dead.
Generation Zero – Systemic Reaction

Un’altra sorpresa del genere sparatutto che abbiamo scoperto recentemente è Generation Zero, pubblicato dallo studio svedese Systemic Reaction. Se il nome dello studio non vi dece nulla sappiate che si tratta di una divisione di Avalanche Studio, i ben più noti sviluppatori di Mad Max e della saga Just Cause.
Generation Zero si definisce uno sparatutto story driven, ambientato nella Svezia dell’immediato secondo dopoguerra. In questa timeline distopica la Svezia, dopo la conclusione del conflitto mondiale, si è dedicata a costituire un sistema di difesa basato sulla robotica e sulla creazione di automi da utilizzare come deterrenti per eventuali futuri conflitti.
Interpretiamo un ragazzino che è stato isolato dal mondo esterno per diverso tempo e che quindi ha poca conoscenza del mondo esterno. Insieme ai suoi amici deciderà di imbarcarsi su una piccola scialuppa che presto verrà bombardata da missili di provenienza ignota.
Ci risvegliamo su una costa sconosciuta e la cittadina che iniziamo ad esplorare è pervasa da un’atmosfera inquietante. Le case sono tutte abbandonate, sebbene siano in ottime condizioni e perfettamente arredate. Insieme ai nostri amici dovremo indagare il mistero che si cela dietro questa spettrale cittadina e difenderci dai robot ostili che, considerandoci estranei, ci daranno la caccia.
A livello di gameplay Generation Zero è piuttosto semplice e diretto, quindi va visto più come un’esperienza narrativa da vivere in compagnia dei nostri amici. Questo non vuol dire che le sparatorie contro i robot non siano avvincenti o che non ci siano tante alternative di approccio ad ogni missioni. A nostro parere si tratta di un indie che sicuramente potrebbe essere perfezionato in vari punti, ma offre una premessa originale adatta a chi cerca qualcosa di più di un semplice sparatutto di avventura.
Raft – Redbeet Interactive

Questa selezione non sarebbe completa senza un bel survival da giocare insieme ai propri amici. Questa volta abbiamo scelto Raft, il titolo dello studio svedese Redbeet Interactive che è davvero ideale da giocare in co-op.
Veniamo catapultati in mezzo all’oceano, su una piccola zattera di legno senza cibo nè acqua, equipaggiati soltanto di un uncino metallico che sarà inizialmente il nostro unico strumento di sopravvivenza. Insieme al nostro compagno di avventure dovremo utilizzare gli uncini a nostra disposizione per acchiappare le varie risorse che galleggiano sulla superficie oceanica e tentare lentamente di costruirci un base operativa sempre più fornita e strumenti che renderanno più semplice la nostra sopravvivenza.
Con il tempo sopravvivere diventerà sempre più semplice e sarà qui che entrerà in gioco l’elemento esplorativo. Si perchè in questo universo si nascondono tracce di un’antica civiltà e insieme al nostro compagno di avventura le potremo scoprire nelle isole dislocate sull’oceano di Raft
Si tratta di un gioco piuttosto semplice in termini di gameplay e di premesse ma è perfetto per quelle amicizie forgiate nel fuoco delle difficoltà videoludiche.
We Were Here – Total Mayhem

Concludiamo con un puzzle-game davvero geniale, perfetto da giocare in coppia, che perfeziona e innova il concetto di co-op. Non vogliamo incensare troppo We Were Here, che è essenzialmente un piccolo indie uscito ormai quasi dieci anni fa, tuttavia noi siamo rimasti davvero sorpresi dall’abilità dello studio di implementare meccaniche coinvolgenti.
Noi e il nostro compagno ci troviamo catapultati all’interno di una villa di epoca Vittoriana ma non ci troviamo nello stesso punto, siamo bensì situati in due angoli opposti della villa. Uno dei due vestirà i panni del Bibliotecario mentre l’altro quelli dell’Esploratore, due ruoli che definiranno i nostri compiti.
Il Bibliotecario si troverà in una stanza con tutte le soluzioni agli enigmi, invece l’Esploratore andrà all’avventura all’interno della villa e verrà guidato dal suo compagno per risolvere i puzzle incontrati durante il cammino. Questo stile di design rende necessaria una comunicazione e una cooperazione profonda fra i due giocatori, che in molti titoli co-op è purtroppo assente.
Non basta affrontare insieme i nemici o proseguire nella trama. In We Were Here è la comunicazione ad essere l’elemento chiave. A nostro pare questo indie riesce ad evidenziare la vera essenza dei titoli cooperativi, forzando i due giocatori a collaborare.
Un’altro punto a favore di We Were Here è il fatto che è attualmente disponibile a titolo gratuito su Steam e al prezzo irrisorio di 1,99€ su console. Il che lo rende facilissimo da raccomandare.
E voi avete qualche titolo co-op da consigliarci?
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