Negli ultimi giorni non si parla d’altro, Horses è diventato una sorta di simbolo per la difesa al mondo indie e alla libertà artistica in genere. Naturalmente la nostra redazione è estremamente coinvolta e interessata a tutto ciò che riguarda l’universo indie e questa specifica controversia offre l’opportunità di esplorare argomenti importanti per il nostro settore.
Tuttavia abbiamo l’impressione che la foga del momento abbia favorito un approccio piuttosto approssimativo da parte di appassionati, stampa e content creator. Qui vogliamo cercare di fare chiarezza e capire le ragioni dietro al ban di Horses, perchè Steam e Epic lo hanno estromesso dai loro store e cosa significa questo per Santa Ragione e il panorma indie italiano.
Fuori da Steam

Santa Ragione è una delle realtà più brillanti del panorama indie italiano. Da Saturnalia a Mediterranea Inferno, il piccolo studio milanese ci ha regalato diverse perle negli ultimi anni e si è guadagnato il rispetto di un nutrito gruppo di appassionati, ansiosi di testare la loro ultima opera rilasciata lo scorso 2 dicembre.
Horses è frutto di un processo di sviluppo lungo e tortuoso perchè i primi grattacapi hanno iniziato a manifestarsi già nel 2023. Lo studio ha ricevuto la notizia che siamo certi abbia fatto scorrerre un brivido freddo lungo la schiena di tutto il team: Steam non avrebbe permesso la pubblicazione di Horses sul proprio store.
Nelle settimane successive i rappresentanti di Santa Ragione hanno contattato i vertici di Steam per provare a convincerli a riconsiderare la loro posizione o quantomeno per avere spiegazioni di una decisione talmente drastica da mettere in serio pericolo le sorti, non soltanto di Horses, ma dell’intero studio.
Chi conosce anche in maniera superficiale il mondo del gaming sa che Steam è praticamente un monopolio e per uno studio indipendente essere estromesso dalla piattaforma è a tutti gli effetti una sentenza. Nonostante i tentativi di appello da parte di Santa Ragione, Steam non ha ritrattato e Horses è stato bandito in maniera permanente dallo store più famoso del mondo.
Il sito ufficiale dello studio sostiene:
La politica di Steam concede ampia discrezionalità nel rifiutare titoli senza fornire spiegazioni dettagliate. Nel nostro caso, hanno semplicemente affermato di non poter distribuire legalmente Horses senza chiarire il motivo.
Ma perchè Steam ha deciso di bandire Horses dal suo store? La piattaforma di Valve si è a lungo fregiata di essere una piazza aperta a sviluppatori grandi e piccoli, liberi di esprimere il proprio estro artistico senza limitazioni, governata da linee guida piuttosto permissive.
Pietro Righi Riva, cofondatore di Santa Ragione, è intervenuto sulla questione ai microfoni di IGN, spiegando quali potrebbero essere le ragioni alla radice del ban di Horses.
La controversia partirebbe da una scena nella quale due personaggi, un uomo e suo figlia, raggiungono il ranch dove incontrano i “cavalli”, ovvero esseri umani completamente nudi che indossano soltanto maschere da cavallo in silicone. A questo punto la figlia esprime al giocatore il desiderio di cavalcare i “cavalli” antropomorfi.
Qui parte una sequenza di dialogo interattivo in cui il giocatore conduce, con una briglia come se fosse un cavallo, una donna adulta nuda con una ragazza sulle spalle
Riva spiega poi che la scena faceva parte di una primitiva demo presentata a Steam per poter attivare la pagina del gioco con la dicitura “Coming Soon” e che poi la stessa sarebbe stata eliminata dal gioco nel corso del processo di sviluppo. Questo non significa che Horses non sia un titolo a tratti estremamente grafico e violento, ma è anche vero che tantissimi titoli del medesimo calibro hanno trovato in passato una casa sicura nello store di Steam.
A prescindere dai dettagli che hanno condotto al ban, lo studio specifica che Steam non ha mai spiegato in maniera esplicita le motivazioni della propria decisione e si è rifiutata di rispondere agli appelli di Santa Ragione:
Per due anni abbiamo chiesto chiarimenti e un percorso per la conformità, ma siamo stati indirizzati alle linee guida generali di Steam e le nostre richieste di revisione e ricorso sono state respinte più e più volte.
Gaming e libertà di espressione

La controversia legata al lancio di Horses contribuisce a far emergere una questione ben più grande del titolo di Santa Ragione, che riguarda la libertà di espressione artistica degli sviluppatori e chi veramente sia chiamato a difenderla.
Il gaming è uno spazio molto ibrido, chi lo ama sa benissimo come questa forma d’arte sia diventata negli anni un business milionario. I ricavi dei videogiochi superano di gran lunga quelli di cinema e musica messi insieme e questo giro d’affari attrae, per forza di cose, attori che non hanno assolutamente la priorità di preservare l’essenza artistica e la libertà degli sviluppatori ma la possibilità di offrire un prodotto a quanti più consumatori e più portafogli possibili.
Non andremo a toccare il tema della corporativizzazione dell’universo videoludico, che non è necessariamente determinante ai fini del destino di Horses e di Santa Ragione, ma è bene precisare che le mosse di Steam sono guidate da interessi che esulano completamente dalla tutela della libertà di espressione dei piccoli sviluppatori.
Questo lo dimostra anche il fatto che a pochi giorni dal lancio, anche Epic Games si è affrettata a bandire Horses dal suo store. Il colosso guidato da Tim Sweeney e principale competitor di Steam aveva già revisionato il titolo a soli due mesi dal lancio, salvo poi fare marcia indietro e decidere di negare a Santa Ragione l’accesso allo store. Si tratta evidentemente di una decisione nata dalla paura di schierarsi dalla parte sbagliata di una questione diventata più scottante e mediatica del previsto, che avrebbe potuto infastidire alcuni degli investitori. Nessuno vuole ricevere mail infuocate con allegati titoloni scandalistici da parte dei propri superiori ed evidentemente Epic ha preferito non rischiare di difendere implicitamente Santa Ragione e di optare per un approccio più conservatore.
Detto questo vorremo anche precisare che a nostro parere non è giusto definire automaticamente parte lesa il piccolo studio bandito. Riteniamo che l’esistenza di linee guida per regolare i contenuti sia necessaria e che, essendo compagnie private, Steam e Epic abbiano tutto il diritto di estromettere chiunque dai propri store. La vera questione sta nella chiarezza con la quale queste vengono comunicate, sia al pubblico che agli sviluppatori.
Resta il fatto che, sebbene Santa Ragione sia stata sicuramente penalizzata da questo doppio ban, il clamore mediatico della vicenda non potrà far altro che attrarre un’enorme platea di giocatori che altrimenti sarebbe rimasta completamente all’oscuro dell’esistenza di Horses.
Noi dal canto nostro lo andremo presto a testare su GOG, dove è attualmente disponibile al prezzo di 4,99€
E voi che ne pensate di questa controversia?
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