Il gaming è ormai da anni la forma di intrattenimento più popolare e diffusa di tutte. Supera di gran lunga cinema e musica messe insieme e la sua ascesa non accenna ad arrestarsi. Anche i numeri dell’ultima edizione dei GOTY ci restituiscono il ritratto di un settore che attrae sempre più occhi interessati, siano essi di appassionati o di potenziali investitori.

Nonostante questo apparente stato di salute, esistono segnali e campanelli d’allarme divenuti ormai impossibili da ignorare e l’ultimo arriva proprio dalle vendite di console durante il periodo natalizio, che nell’ultimo anno ha fatto registrare un forte calo. Si tratta di trend concreti, che raccontano delle contraddizioni che avvolgono questo instabile settore e oggi vogliamo approfondirle insieme a voi.

Quanto è grave il calo?

Gaming Consoles selling prices

Inutile girarci intorno, il calo delle vendite, soprattutto per quanto riguarda gli hardware, è sensibile. Partiamo dagli USA, il più grande mercato globale per quanto riguarda il settore videoludico. Secondo un’indagine di Circana, nota agenzia di analisi e consulenza, a Novembre le vendite di console da gaming e hardware dedicato ha fatto registrare un incasso di 695 milioni di dollari. Sebbene la cifra sembri apparentemente molto elevata, bisogna segnalare un calo del 27% rispetto a Novembre 2024.

C’è anche da ricordare che il mese di Novembre è un periodo nevralgico per i consumi americani, perchè si tratta del periodo che precede le festività natalizie e ospita il Giorno del Ringraziamento e il Black Friday, la vera celebrazione del consumismo d’oltreoceano.

A livello di incassi stiamo parlando della cifra più bassa degli ultimi 20 anni mentre, per quanto riguarda le console da gaming, il dato è ancora più allarmante. In USA sono state vendute a Novembre 2025 soltanto 1.6 milioni di unità, record negativo che non si ripeteva dal 1995.

A soffrire maggiormente è stata PlayStation, che ha fatto registrare un calo del 40% rispetto all’anno scorso ma che comunque si riconferma nel suo ruolo dominante. Sorpresa negativa invece Nintendo, che nonostante abbia vissuto un debutto esplosivo con la sua nuova Switch 2, ha invertito la rotta segnando un calo del 10% rispetto alle vendite della prima Switch nel Novembre 2024.

Il dato di Nintendo è piuttosto preoccupante, perchè quando Switch 2 è arrivata sugli scaffali è stata venduta in tempo record diventando la console venduta più velocemente nella storia della compagnia con 3.5 milioni di unità in soli 4 giorni. Questo ripido calo potrebbe andare a confermare i timori di alcuni analisti, ovvero che Switch 2 sia stata immediatamente appetibile per lo zoccolo duro di Nintendo ma che resti fuori dalla portata del resto dei consumaturi più ‘casual’.

I numeri di Xbox non sorprendono e confermano lo psicodramma della compagni di Redmond, che incassa un imbarazzante calo del 70% rispetto allo scorso anno e si fa superare dalla modesta NEX Playground.

In Europa non abbiamo indagini così comprensive come quelle effettuate da Circana per il mercato USA ma le stime regionali restituiscono un quadro più o meno coerente con il mercato a stelle e strisce.

Il report annuale della German Games Industry Association racconta di un calo delle vendite di console da gaming e di hardware del 26%, mentre in Inghilterra i dati sono ugualmente spietati. Le tre grandi compagnie hanno fatto registrare rispettivi cali del 78% (Xbox), 57% (PlayStation) e 19% (Nintendo).

Perchè le vendite crollano?

A questo punto la domanda sorge spontanea: a cosa sono dovuti questi cali nelle vendite? La risposta deve tenere in considerazione una serie di fattori ma il grande tema alla base della questione è l’aumento del costo della vita.

Non siamo certo economisti e non vogliamo addentrarci in analisi che non siamo equipaggiati a esporre ma è evidente a tutti come il costo della vita sia aumentato e questo abbia imposto a tutti i consumatori la necessità di privarsi di alcuni comfort, dalle vacanze, agli svaghi, agli hobby e questo ha impattato in maniera non trascurabile anche la spesa dedicata ai videogiochi.

Il gaming ne ha decisamente sofferto ma è bene anche considerare che, come tutto il settore tech, è stato penalizzato anche dalla grande bolla della IA. L’ascesa dell’Intelligenza Artificiale è una grande opportunità ma anche una grande piaga dei nostri tempi. La sua presenza sempre più pervasiva in tutti i settori della vita quotidiana l’ha resa impossibile da ignorare e tutti noi dobbiamo fare i conti con l’introduzione di questa nuova tecnologia.

La febbre della IA ha influito pesantemente sui costi del gaming, perchè i chip necessari a produrre console e altri hardware ora sono altamente richiesti e quindi molto più costosi. Questi sviluppi hanno costretto le case produttrici ad alzare i prezzi delle console e a renderle quindi meno appetibili ad una fetta sempre più consistente del proprio pubblico.

Si tratta di una sorta di manovra a tenaglia letale, nella quale i consumatori sono schiacciati dal costo della vita da un lato e dall’aumento dei prezzi delle console dall’altro. Questo non può far altro che restringere la platea di potenziali acquirenti e rendere il gaming un hobby sempre più di lusso e riservato a pochi.

Siamo coscienti che queste fluttuazioni sono per certi versi naturali e che il settore del gaming non ha il potere di influenzare gli ampi fattori macroeconomici di cui i suoi consumatori sono vittime. Ci auguriamo però di vedere presto un’inversione di tendenza, perchè il gaming dovrebbe essere per tutti ed è nato per unire i suoi appassionati attraverso confini di razza e di lingua, così come di classe sociale.

E voi che ne pensate del calo delle vendite di console?

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