“Steam non dovrebbe applicare una cautela che va oltre gli strumenti di promozione, perché così diventa censura”, parlano gli sviluppatori di Horses

Il 2025 si è chiusa con una triste finestra per l’universo indie italiano. Horses, il nuovo titolo dello studio milanese Santa Ragione, è stato bandito praticamente ovunque, mettendo a repentaglio non solo il progetto ma anche le sorti dello studio stesso.

Stampa e content creator sono accorsi a sostenere l’opera di Santa Ragione e hanno appoggiato Horses invitando gli appassionati a giocarlo, nonostante fosse stato estromesso dalle piattaforme più popolari: Steam ed Epic.

A circa un mese dal Caso Horses abbiamo contattato gli sviluppatori, che hanno risposto ad alcune nostre domande finalizzate a fare chiarezza sull’accaduto.

  1. Secondo voi cosa c’è dietro il silenzio di Steam riguardo il suo rifiuto di inserire HORSES nel suo catalogo?

Difficile saperlo, perché solo Steam può rispondere. Però è evidente una cosa: la volontà di non creare regole chiare e verificabili, così da non fissare standard e precedenti che poi li vincolerebbero in futuro. Il silenzio, in questo senso, è un modo per tenersi le mani libere.

La reazione a catena di Epic, secondo voi, è più per effetto eco del colosso di Steam, e quindi una sorta di rispetto timorato e reverenziale nei confronti di Steam, o perché effettivamente Epic condivide parte dei canoni di Steam? Nel secondo caso, lo fa per sua politica e identità affine a Steam o per assicurarsi approvazione e consenso di un grande come Steam? (tipo: “meglio avercela amica che nemica una come Steam”).

Non credo ci sia una valutazione così strategica. Penso semplicemente che qualcuno in Epic abbia scoperto del gioco leggendo online che era stato bannato da Steam, abbia guardato il trailer e abbia poi imposto al proprio team di “trovare una ragione” per impedirne la vendita anche sul loro store.

Dal punto di vista culturale, è interessante che parliamo di due store americani che condividono, più o meno esplicitamente, una sensibilità piuttosto puritana su sesso e violenza: possono andare bene come intrattenimento, ma diventano improvvisamente un problema quando l’opera prova a discuterli, invece che usarli e basta.

Cos’è per voi HORSES e perché secondo voi Steam e Epic hanno sbagliato a bocciarla? HORSES può davvero configurarsi come un concentrato di scelte incongrue e inadatte al pubblico esperto e inesperto?

HORSES è un’opera legale. Steam non dovrebbe poter bloccare prodotti legali, punto. Un canale di distribuzione che controlla più del 75% del mercato non dovrebbe applicare una cautela che va oltre gli strumenti di promozione, perché a quel punto diventa censura di fatto.

Per il resto, esistono già strumenti per orientare il pubblico, a partire dai rating. E Steam, in particolare, si rifiuta di adottarli.

Horses - Santa Ragione
Horses; Santa Ragione (2025)

Se poteste fare un appello a Steam e Epic e dirgli qualcosa riguardo all’intera questione, cosa gli direste?

Abbiamo scritto a entrambi numerose volte, prima e dopo il lancio. Abbiamo sempre sottolineato la legalità del gioco e il suo valore artistico e commerciale. Non credo ci sia molto altro da aggiungere.

Vorrei poterti rispondere con un appello all’importanza di considerare il videogioco come un medium artistico, ma temo che non sia una premessa che queste aziende condividano in modo strutturale.

Cosa vi augurate per il destino di HORSES e dello studio? Quali sono le vostre prospettive al riguardo?

Spero che HORSES raggiunga quante più persone possibile, e che lo giochino non per la controversia legata al ban, ma per i suoi meriti come opera. Lo studio, oggi, è sospeso. Sarebbe bello un giorno poter lavorare insieme a qualcosa di nuovo, ma per il momento non ci sono piani.

Riproverete a trattare in futuro con Steam e Epic in relazione ad HORSES?

Sì. Continueremo a scrivere alle piattaforme e ad aggiornarle sul successo del gioco, sperando che cambino idea. Ma non abbiamo molte speranze.

E voi che avete già giocato ad Horses?

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