Il panorama indie italiano è sempre pronto a regalarci tantissime sorprese. Vi abbiamo raccontato dello Svilupparty, l’evento che ha riunito un gran numero di studi indie a Bologna e vi abbiamo presentato i profili più interessanti. Oggi però vi vogliamo parlare di uno studio molto promettente che a Bologna non c’era, perchè stava preparando il grande lancio del suo progetto d’esordio.

Si chiama Dino Path Trail la creazione dei ragazzi di Void Pointer, che sono stati così gentili da rispondere a qualche nostra domanda e a spiegarci alcuni dei retroscena del loro progetto. Dino Path Trail è un titolo che teniamo d’occhio da diverso tempo e abbiamo testato nel corso di vari eventi e fiere di settore. Ora che però abbiamo avuto l’opportunità di provare la versione definitiva del gioco possiamo scoprire insieme a voi la nuova sorpresa del sottobosco indie italiano.

In viaggio con Lucy

Dino Path Trail si apre con una breve introduzione che spiega le origine della nostra protagonista, Lucy. Assistiamo ad una scena piuttosto drammatica, nella quale un gruppo di banditi ha appena ucciso sua madre e sta per rapire anche sua sua sorella Liz. Alla fioca luce delle torce che illumina l’accampamento vediamo Liz dimenarsi e implorare soccorso, mentre anche la protagonista viene legata e presa in ostaggio. Di lì a poco un gruppo di velociraptor aggredisce i malfattori e li sbrana concedentoci il tempo necessario per fuggire.

Prima di imbarcarci nella sua avventura Lucy darà l’estremo saluto a sua madre, la quale si raccomanda di fare attenzione perchè d’ora in poi dovrà difendersi da sola. Non avendo il tempo necessario per metabolizzare il lutto, Lucy raccoglie i suoi pochi averi e si lancia alla ricerca di sua sorella.

Qui comincia ufficialmente il viaggio di Lucy, che dovrà fare affidamento sulle sue abilità per sopravvivere e difendersi dalla natura ostile, dai banditi che le daranno la caccia e dai dinosauri che potrebbero aggredirla in ogni momento. Il gioco ci porta nella sua prima mappa e ci spiega in maniera approfondita le numerose meccaniche che lo governano. Dino Path Trail infatti è un progetto molto ambizioso, che include elementi di survival e li abbina ad un sistema di combattimento e di crafting molto approfonditi.

La prima sparatoria contro i banditi servirà a spiegarci i rudimenti del combattimento, fondato soprattutto sulla prontezza di riflessi del giocatore. Il gioco premia il tempismo di Lucy, che oltre a sparare con il suo revolver dovrà schivare i colpi dei banditi opportunamente segnalati e, se lo farà con i tempi giusti, verrà ricompensata infliggendo danni superiori. Anche ricaricare i sei colpi dipenderà dal tempismo, perchè sarà possibile farlo molto più velocemente se si indovina il momento giusto di premere il grilletto.

Il combattimento è sicuramente uno dei sistemi più importanti su cui Dino Path Trail fonda il suo gameplay. Con il passare del tempo incontreremo una grande varietà di nemici, sia umani che animali, e ognuno di loro aggredirà Lucy con mosse diverse. Nulla è mai lasciato al caso però, perchè ogni attacco viene preceduto da un’indicatore sul terreno in modo che il giocatore abbia l’opportunità di schivarlo e rispondere al fuoco. Si tratta di una meccanica apparentemente molto semplice ma perfezionarla regala grandi soddisfazioni e restituisce un importante senso di realizzazione al giocatore, che si rende conto di come anche lui stia crescendo insieme a Lucy.

In questo modo gli sviluppatori ci addestrano ad un sistema che caratterizza l’interà avventura e che sarà utile anche quando saremo liberi di esplorare l’intera mappa.

Survival nel Far West

Non è semplice incasellare Dino Path Trail in un solo genere perchè gli sviluppatori introducono un robusto insieme di sistemi survival. Lucy dovrà raccogliere più materiali possibili per creare gli strumenti utili ad interagire con l’ambiente circostante, quindi è il momento di esplorare per cercare qualche bastone e delle roccie da legare insieme per creare i primi picconi, pale e martelli.

Gli sviluppatori propongono un crafting complesso e stratificato perchè ogni strumento aprirà nuove possibilità. Alcuni attrezzi serviranno ad estrarre risorse specifiche, che a loro volta potranno essere utili a rendere più agevole proseguire con il viaggio. Anche curare il campo base sarà molto importante, perchè è lì che potremo avere accesso agli upgrade più importanti del gioco e creare oggetti e strumenti molto più potenti, che ci faranno fare il salto di qualità. Potenziare gli utensili darà accesso ad altre risorse e cucinare un piatto caldo potrà salvarci la vita in momenti di crisi.

Setacciando l’area circostante attireremo l’attenzione dei banditi, che metteranno una taglia sulla testa e ci daranno la caccia a intervalli regolari. Anche i dinosauri non saranno da meno ed è facile imbattersi in un branco quando Lucy meno se l’aspetta. Proseguendo nell’esplorazione troveremo inoltre oggetti speciali, utili a potenziare le abilità del nostro personaggio, Non si tratta certo di un RPG con statistiche numeriche ma a volte all’interno di qualche forziere si può nascondere una nuova arma o una modifica che rende più letale quella che abbiamo, e non trascurate le uova di drago perchè possono essere la chiave per mettere le mani su premi fondamentali.

Non lo abbiamo ricordato ma Dino Path Trail è anche un roguelike, quindi non ci limiteremo ad esplorare sempre la stessa mappa. In qualsiasi momento possiamo decidere di passare a quella successiva e a quel punto dovremo scegliere in che direzione piazzare il campo base. La legenda ci aiuterà a capire il tipo di terreno e quali ricompense si nasconderanno in ogni località ma nulla ci può preparare a ciò che troveremo. Gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro nel creare regioni molto diverse fra loro per tenerci sulle spine. Ci possiamo trovare su picchi innevati o nelle profondità tossiche e sulfuree, cosa che influirà anche sui materiali che troveremo e ci costringerà a pensare in maniera strategica.

Dino Path Trail offre un avventura sempre diversa ad ogni run ma annulla la critica che subiscono molti roguelike, ovvero di offrire un design troppo lineare e semplicistico. Al contrario i ragazzi di Void Pointer offrono un’enorme e variegata quantità di sistemi con cui interagire, che a nostro parere potrà appassionare anche chi solitamente è diffidente nei confronti di questo genere.

Ma ora lasciamo la parola agli sviluppatori, che ci spiegano alcuni retroscena sul loro primo progetto.

Parola agli sviluppatori

Dino Path Trail Demo

Da dove nasce l’idea per Dino Path Trail?

In realtà, prima ancora dell’idea del gioco, è nata la volontà di costruire un team. Volevamo creare un ambiente in cui fosse bello lavorare, dove la professionalità potesse convivere con un’atmosfera leggera e amichevole. Per riuscirci, ci siamo dati delle basi condivise: comunicazione, feedback e rispetto. Dino Path Trail è nato dentro questo contesto. Quando abbiamo iniziato a pensare al nostro primo gioco, volevamo raccontare un viaggio. Da lì è partito un brainstorming che ci ha portato all’ambientazione del selvaggio West, in bilico tra la corsa all’oro e le grandi migrazioni dei pionieri. In quella fase ci è tornata in mente The Oregon Trail, la storica avventura testuale, che abbiamo deciso di omaggiare anche nel titolo. Tuttavia, ci sembrava mancasse ancora un elemento forte di identità, qualcosa che facesse emergere il gioco davvero. Ed è stato lì che il nostro art director, quasi per scherzo, ha detto: “E se ci mettessimo i dinosauri?”. Abbiamo riso, ovviamente… ma subito dopo ci siamo accorti che aveva colto qualcosa di potente. Abbiamo fatto ricerca, ci siamo ispirati a opere come Dinotopia, e alla fine ci siamo detti: sì, è questa la direzione.

Dopo essere finalmente arrivati al lancio, qual è stata la sfida più grande che avete incontrato lungo il cammino?

Paradossalmente, la sfida più grande non è stata legata allo sviluppo vero e proprio del gioco. Certo, mantenere coeso un team numeroso per quasi quattro anni, senza fondi né certezze, è stato tutt’altro che semplice. E anche costruire un gioco con un design sistemico così profondo, puntando alla qualità che volevamo raggiungere, ci ha richiesto tantissimo. Ma la difficoltà più grande, in assoluto, è stata tutto ciò che ruota intorno al business. Come diciamo spesso tra noi: i giochi li sappiamo fare. È il nostro lavoro, quello per cui abbiamo studiato e su cui stiamo costruendo esperienza da anni. Ma nessuno di noi aveva idea di come si cercasse un publisher, come si partecipasse ad un bando, come si fondasse una società o si gestisse il marketing. In quei campi ci siamo mossi davvero a tentoni, soprattutto all’inizio. E non è stato facile, soprattutto in Italia, dove burocrazia e tassazione possono diventare ostacoli importanti per chi vuole iniziare un progetto simile. Siamo felici di vedere che sempre più team, giovani e non, riescono a farcela. E ancora più felici di far parte di quella comunità che ci prova ogni giorno. Ma se c’è stata una vera sfida, è stata sicuramente questa.

Avete provato Dino Path Trail?

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