Nell’ormai lontano 2014 l’universo videoludico era molto diverso da quello che conosciamo oggi. PlayStation 4 e Xbox One erano le console del momento e Nintendo doveva ancora riconquistare il suo trono con il lancio di Switch. I mobile games iniziavano ad acquisire popolarità e molti di noi si sono imbattuti in una piccola app chiamata Monument Valley.
Si trattava di un titolo sviluppato dallo studio britannico Ustwo Games che proponeva un modello di puzzle game unico fondato sul suo stile artistico dalle caratteristiche oniriche e le sue architetture intricate ispirate alle opere contore di M.C. Escher. Il connubio fra questi due elementi fondanti ha creato un’esperienza magica, nella quale i giocatori assumevano il controllo della Principessa Ida e la guidavano in questi labirinti color pastello fino a raggiungere il culmine della sua breve avventura.
Dopo un sequel rilasciato nel 2017, Ustwo Games si è concentrata sul terzo capitolo della saga che ha debuttato su Netflix il 10 dicembre 2024. Lo studio britannico però non ha voluto restare incatenato al mercato mobile e lo scorso 22 luglio ha portato il suo ultimo progetto anche su console e oggi vi vogliamo raccontare perchè a nostro parere Monument Valley 3 è il vero modello per tutti i mobile games.
Sogni e rompicapi

Monument Valley 3 si apre presentandoci la nostra nuova protagonista di nome Noor. È l’allieva di una misteriosa figura che fino a questo momento si è occupata di vegliare sul Faro che protegge il suo villaggio ma ora, con l’età, si sta indebolendo. La missione di Noor sarà quella di esplorare il pericoloso mondo esterno alla ricerca della Luce Sacra per riportare pace e tranquillità al suo villaggio e raccogliere il testimone del suo mentore. Dopo la brevissima introduzione vediamo Noor salire su una piccola barca e cominciare così l’avventura di Monument Valle 3.
Chi ha giocato ai capitoli precedenti saprà perfettamente che il fulcro di Monument valley non è certo la trama, bensì un sistema di gameplay semplice ma ingegnoso che sfida il giocatore con puzzle e architetture sempre più contorte. Ci troveremo davanti ad intricati miracoli architettonici sempre più contorti e dovremo manipolare la struttura per consentire a Noor di trovare la strada e raggiungere il termine del puzzle.
Non si tratta di rompicapi così difficili da decifrare, al contrario Monument Valley 3 è stato criticato per aver diminuito il livello di difficoltà rispetto ai capitoli precedenti. Quello che colpisce però è il senso di meraviglia costante che ci pervade quando osserviamo per la prima volta ogni struttura, tentando di interpretare ciò che si trova davanti a noi e capire come raggiungere il nostro obiettivo.
In fondo si tratta soltanto di interagire con qualche leva o pulsante che modifica la struttura, tuttavia le ambientazioni surreali dipinte con questi caratteristici colori pastello e accompagnate da animazioni fluide e impeccabili ci fanno immedesimare chiaramente nei panni di Noor e permettono al giocatore di essere assorbito da questo mondo immaginario sospeso nel tempo e nello spazio.
Monument Valley 3 è diviso in 10 capitoli, ognuno dei quali propone una diversa varietà di puzzle da risolvere. La relativa semplicità del gameplay consente al titolo di mantenere un ritmo stabile e coerente, che si conclude con il gran finale. È possibile raggiungere i titoli di coda nel giro di un solo pomeriggio, perchè l’intera avventura non dovrebbe rubarvi più di 2 o 3 ore del vostro tempo.
Il fatto che Monument Valley 3 sia così breve potrebbe allontanare alcuni giocatori ma secondo noi la durata del gioco è adeguata alla visione che gli sviluppatori vogliono comunicare. Monument Valley 3 non deve essere interpretato come un classico titolo da gustarsi nel corso di lunghe settimane passate a proseguire con la trama e a memorizzare il funzionamento delle diverse meccaniche. Il terzo capitolo di Ustwo Studio riprende il modello dei precedenti e vuole essere semplicemente un’esperienza rilassante, un bagliore di luce in grado di sorprendeci con il suo stile artistico e la sua semplicità.
Cosa gli manca per essere perfetto?

Nonostante le sue enormi potenzialità ci sono diversi motivi che impediscono a Monument Valley 3 di considerarsi un vero e proprio capolavoro. Abbiamo già citato la sua breve durata che, pur non essendo propriamente un difetto, dev’essere considerato in un contesto un po’ più ampio.
Quando Monument Valley 3 ha debuttatao su Netflix, il gioco veniva offerto a chiunque avesse un abbonamento attivo alla nota piattaforma di streaming. Questo significa che gli utenti avrebbero potuto testarlo ad un prezzo di 6,99€ al mese, addirittura inferiore alle tariffe di Game Pass. Ora però il medesimo titolo viene venduto su tutte le piattaforme al prezzo di 19,99€.
Abbiamo precisato che secondo noi Monument Vally 3 è un indie estremamente valido, che consiglieremo di provare a chiunque ne avesse l’occasione. Tuttavia il prezzo attuale ci sembra leggermente eccessivo per quello che è essenzialmente un riadattamento della versione mobile.
Non abbiamo inoltre apprezzato la mossa di togliere l’app da Netflix in seguito al suo arrivo su console. Questo rende impossibile agli abbonati l’accesso a Monument Valley 3 e obbliga chiunque sia curioso a sborsare la cifra francamente eccessiva di 19,99€.
Ci teniamo a precisare che Monument Valley 3 è un piccolo gioiello e bisogna valutarlo senza fossilizzarsi sulle strategie di marketing. Vi consigliamo però di attendere l’inevitabile ritorno su Netflix e su tutti gli store mobile per godersi l’esperienza ad un prezzo adeguato.
E voi avete mai giocato a Monument Valley?
Unisciti a noi e segui l’Alpaca su Instagram, Facebook e X.