Chi ci segue da tempo ormai lo sa bene, qui a Gaming Alpaca siamo grandi fan dei titoli Bethesda. Da Fallout a The Elder Scrolls, lo studio di Todd Howard ci ha accompagnato in alcune delle più memorabili esperienze della nostra vita da videogiocatori.

Dopo Starfield e il ritorno di Oblivion, Bethesda non può più nascondersi: è tempo di The Elder Scrolls 6. In questi anni si è parlato di tutto: ambientazione, Creation Engine, leak e possibili rivoluzioni di gameplay. Ma al di là delle indiscrezioni, c’è una domanda che conta davvero: che cosa vogliamo da TES 6?

Il ritorno delle Classi

The Elder Scrolls 6

La lista che vi proponiamo non ha un ordine di importanza e tutte le proposte che vi faremo hanno la stessa validità. Questa però è l’eccezione che conferma la regola perchè a nostro parere il ritorno delle Classi dovrebbe essere una priorità per gli sviluppatori di The Elder Scrolls 6.

Se Skyrim ha acquisito negli anni quest’aura leggendaria e anche per la sua capacità di accogliere giocatori di ogni tipo, anche quelli che non si erano mai addentrati nel mondo degli RPG e una gran parte di questa attrattiva è legata proprio alla semplicità di gestire il proprio personaggio.

Con l’ultimo capitolo della saga, Bethesda ha introdotto il cosiddetto sistema “level-by-doing”. Questo significa che il giocatore affinerà le proprie abilità in base alle attività che svolge. Creando pozioni aumenteremo il nostro livello di Alchimia, comprando oggetti al mercato aumenteremo l’Oratoria e usando la spada aumenteremo il livello di Armi a una mano. Ne risulta un sistema che si adatta a qualsiasi stile di gioco ma sacrifica l’esistenza di Classi specializzate.

Le Classi sono un caposaldo del genere RPG e reintrodurle potrebbe motivare il giocatore ad usare l’ingegno per costruire in maniera coerente il proprio personaggio, cosa che in Skyrim invece non era necessaria. Il “level-by-doing” può anche essere conservato, ma all’interno di una cornice un po’ più restrittiva che renda la costruzione del personaggio un aspetto più importante del gioco.

Con il remake di Oblivion poi la platea avrà familiarizzato con l’utilizzo delle Classi e questo renderebbe i potenziali giocatori molto meno intimiditi da un loro ritorno

Un sistema di armature più profondo

Le armature sono un altro tratto distintivo della saga e chi come noi gioca a Skyrim da oltre un decennio sa quanto è importante andare alla ricerca delle migliori opzioni. Non si tratta solo di protezioni indispensabili per il nostro personaggio ma anche di un modo per esprimere la nostra creatività vestendoci nel modo che più preferiamo.

Mettere le mani su pezzi di armatura sempre più potenti, incantarli e disincantarli con i migliori effetti e trovare la combinazione perfetta è un processo che scandisce la nostra avventura e la progressione del protagonista da semplice prigioniero a eroe di Skyrim.

Nel prossimo The Elder Scrolls ci piacerebbe che gli sviluppatori approfondissero questo sistema, ispirandosi anche al sistema di armature implementato in Fallout 4. Che cosa intendiamo? Invece che offrire i soliti quattro slot fissi (elmo, armatura, guanti, calzari), sarebbe interessante avere la possibilità di creare combinazioni diverse e spaiate con i vari pezzi di armatura che riusciamo a recuperare.

Se avete giocato a Fallout 4 saprete che il vostro personaggio può combinare una gamba sinistra di un set con una gamba destra di un altro a seconda della resistenza e degli effetti che meglio si adattano alle nostre esigenze. Si va a creare così un sistema molto più dinamico con il quale possiamo costantemente sperimentare e se all’inizio del gioco ci accontenteremo di qualsiasi protezione riusciamo a trovare, con il passare delle ore riusciremo invece creare un set unico che testimonia tutte le fatiche che abbiamo svolto per conquistarlo.

Negli RPG Bethesda ogni armatura racconta una storia e secondo noi con questo sistema la storia potrebbe essere scritta meglio.

Compagni scritti come si deve

A proposito di scrittura, vogliamo concentrarci su uno dei punti più deboli di Skyrim: i compagni. Da non confondere con la fazione dei Compagni di Whiterun, i personaggi che arruoliamo nel corso della nostra avventura ci sono sempre parsi un po’ carenti e bidimensionali.

Siamo onesti, questi personaggi servono più che altro come inventario supplementare a cui affidare gli oggetti in eccesso che preleviamo dai dungeon ma non offrono nessun tipo di interazione degna di nota e questo secondo noi è uno dei più grossi difetti del gioco.

Se potessimo esprimere soltanto uno di questi sette desideri, allora in The Elder Scrolls 6 vorremmo vedere dei compagni più interessanti, con storie coinvolgenti e magari delle quest dedicate che permettono di esplorare il loro passato. Non sarebbe nulla di rivoluzionario e la stessa Bethesda ha fatto un passo in questa direzione con Fallout 4 e Starfield, quindi ci auguriamo che il prossimo capitolo della saga continui a seguire questo trend

Un vero sistema di reputazione

Skyrim ha tanti aspetti positivi ma la componente ruolistica non è certo uno di questi. Con lo stesso protagonista possiamo diventare leader di tutte le Gilde del gioco portando a termine una manciata di quest, senza avere nessun prerequisito relativo alle attività della stessa. In un’ unica avventura possiamo diventare il mago più potente del mondo e guidare il College of Winterhold ma allo stesso tempo essere al comando della GIlda dei Ladri, pur non avendo nessun talento nè nella magia nè nella furtività.

Questa filosofia permette ad ogni giocatore di non perdersi neanche una briciola di contenuto ma sacrifica una porzione considerevole e secondo noi intollerabile di immersività.

In The Elder Scrolls 6 vorremmo che le nostre azioni avessero delle conseguenze concrete e uno dei migliori stratagemmi per implementarle sarebbe un robusto sistema di reputazione. Sarebbe sufficiente che una pagina del menù tracciasse il livello di reputazione con tutte le fazioni del gioco, siano queste città, Gilde o schieramenti legati alla trama principale.

Ogni attività che svolgeremo potrà aumentare o diminuire questi indicatori e alcune quest saranno accessibili soltanto ai giocatori che decideranno di schierarsi con alcune fazioni, preferendole alle altre. L’esclusività di una buona parte delle quest, non soltanto servirebbe ad aumentare il senso di immersione e di realismo, ma favorirebbe anche la rigiocabilità, motivando i fan a creare nuovi personaggi che intraprendano scelte diverse.

Rendiamo The Elder Scrolls 6 un vero e proprio gioco di ruolo!

Un finale canonico per la guerra civile

La guerra civile è il perno della trama di Skyrim. Il conflitto fra l’Impero e i Manto della Tempesta serpeggia già dall’introduzione, quando veniamo quasi giustiziati al fianco di Ulfric.

È innegabile che la gran parte del tempo i giocatori lo hanno passato esplorando le steppe del gigantesco open-world, setacciando ogni dungeon e caverna disinteressandosi completamente della trama primicipale, tuttavia The Elder Scrolls 6 si ambienterà dopo gli eventi di Skyrim e vorremmo che Bethesda scegliesse chiaramente un finale canonico, per poter chiudere definitivamente un capitolo della storia della saga.

Con ogni probabilità The Elder Scrolls 6 ci porterà ad Hammerfell, un’area geografica del continente di Tamriel che è diametralmente opposta alla regione di Skyrim, sia dal punto di vista culturale che prettamente geografico. Questo significa che probabilmente gli eventi della guerra civile non impatteranno in maniera decisiva le popolazioni locali ma questo non significa che i giocatori non siano interessati a sapere come questa si è conclusa.

I milioni di fan che hanno continuato a giocare a Skyrim per tutti questi anni si precipiteranno ad esplorare per primi il nuovo The Elder Scrolls 6 e sarebbe un errore non concedere loro una conclusione soddisfacente.

Un combat system finalmente moderno

Il sistema di combattimento è sempre uno degli aspetti più importanti, qualunque sia il genere di titolo in questione. I progetti targati Bethesda hanno affascinato milioni di giocatori in tutto il mondo per tantissime ragioni, che vanno dalla libertà di affrontare le quest seguendo il proprio ritmo all’immersività dei suoi open-world ma di certo il combattimento non è una di queste.

L’ultimo capitolo della saga è uno dei giochi più longevi di sempre ma il sistema di combattimento è uno degli elementi più carenti dell’intero progetto. Già ai tempi del lancio originale nel 2011, questa era una criticità più volte sottolineata dai giocatori, con animazioni che risultavano macchinose e anacronistiche.

Fallout 4 ha già dimostrato che anche Bethesda può implementare un sistema di combattimento competente e migliorare rispetto ai titoli precedenti e non c’è motivo di pensare che il sequel di Skyrim non posso offrire dei progressi sotto questo punto di vista.

Con The Elder Scrolls 6 ci auguriamo che gli sviluppatori abbiano dedicato il tempo necessario a offrire un sistema di combattimento più moderno, sia per quanto riguarda il realismo delle animazioni che per ampliare il piuttosto limitato arsenale di Skyrim.

L’infinità di mod emerse negli ultimi anni dovrebbero essere un pozzo inesauribile di idee per gli sviluppatori di casa Bethesda, che con The Elder Scrolls 6 potrebbero lasciare libero sfogo alla loro fantasia.

Una Survival Mode pensata per i veterani

Un ultimo desiderio che vogliamo esprimere, ma che ci rendiamo conto non sia strettamente necessario per tutta la community, è quello legato ad una vera e propria Survival Mode da implementare in The Elder Scrolls 6.

La modalità inserita in Skyrim Special Edition è un’ottima base da cui partire, perchè offre una nuova sfida a chi ha già passato centinaia di ore ad esplorare l’iconica provincia di Tamriel. L’assenza di Viaggio Rapido costringe i giocatori a pianificare i propri viaggi, mentre il rischio di contrarre malattie a causa del freddo o delle ustioni e persino dal cibo ci motiva ad usare un approccio più strategico.

Questa modalità trasforma profondamente Skyrim ma con The Elder Scrolls 6 vorremmo che Bethesda alzasse ancora di più l’asticella. Stiamo parlando di una modalità in cui viene disattivato qualsiasi tipo di hud, obbligandoci a fare affidamento solo sul nostro senso dell’orientamento e che le ferite in combattimento possano comportare delle conseguenze alla salute del nostro personaggio che vadano oltre al temporaneo calo della barra della salute.

Siamo consapevoli che questa modalità non sarebbe appetibile a tutti i giocatori ma è proprio questa l’attrattiva della Survival Mode. Creare una nuova sfida a chi cerca di rivivere sotto un’altra luce potrebbe regalare una grande longevità al nuovo capitolo della saga.

E voi che cosa vorreste vedere il The Elder Scrolls 6?

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