Il videogioco, nella sua forma più pura, è un’esperienza in grado di regalare gioia, sorpresa e meraviglia. È facile dimenticarselo quando si vive all’interno di questa pazza industria e si seguono le mosse dei grandi attori con i loro sequel e i loro grandi progetti.

A nostro parere però è bene ricordarsi perchè i videogiochi ci abbiano attirato a sè durante la nostra infanzia e non ci abbiano più abbandonato. The Pathless riesce a risvegliare quella sensazione di stupore e scoperta che solo i videogiochi possono regalare e oggi vi vogliamo parlare di questa perla indie nascosta, in grado di scaldare anche i cuori più cinici.

Un falco sulla spalla e un mondo da scoprire

The Pathless

The Pathless ci cala nei panni della Cacciatrice, la protagonista del gioco accompagnata soltanto da un arco e dal suo fedele falco , che esplorerà un vasstissima isola avvolta nell’oscurità. Il suo obiettivo sarà quello di salvare gli Dei dal perfido Godslayer e fermare il suo piano di raggiungere l’immortalità e dominare il mondo.

Veniamo inviati in questa isola, che fin dalla prima inquadratura ci viene presentata come un’immensa distesa naturale, composta di valli e montagne, pianure e foreste tutte da esplorare. Qui gli sviluppatori di Giant Squid sfoggiano tutte le loro doti artistiche, raffinate durante lo sviluppo di Abzu. Chi ha avuto l’opportunità di giocare ad Abzu riconoscerà subito lo stile artistico dello studio californiano, arricchito poi dalla colonna sonora di Austin Wintory, il compositore che ha curato anche le sonorità di Journey.

The Pathless quindi punta tantissimo sul suo valore artistico e sull’impatto che una forta presentazione può offrire al giocatore. Non appena facciamo il nostro ingresso nel mondo di gioco veniamo avvolti da questa atmosfera onirica e surreale, ma allo stesso tempo colorata e vitale che rappresenta l’essenza di The Pathless.

Nei panni della Cacciatricie inizieremo a muovere timidamente i primi passi nella spiaggia su cui siamo sbarcati, che presto si trasforma in una vasta prateria punteggiata di edifici e rovine antiche. Prenderemo dimestichezza con il sistema di movimento, uno dei principali punti di forza del gameplay di The Pathless, perchè permette alla nostra protagonista di sfrecciare ad una velocità estrema lungo la mappa e sorvolarla grazie all’aiuto del suo falco.

Un altro strumento essenziale per la Cacciatrice sarà il suo arco, grazie al quale potremo interagire con i vari puzzle del gioco e raccogliere le Gemme e gli Emblemi, importantissimi per proseguire nella trama principale.

Gameplay e libertà

Il gameplay di The Pathless comunica un forte senso di libertà. L’esplorazione di questo open-world senza confini è supportata da tutti gli stumenti che immediatamente vengono messi a disposizione, ma starà ad ogni singolo giocatore crearsi il suo percorso e percorrere i passi essenziali che lo porteranno allo scontro finale con il Godslayer.

Ma com’è organizzato effettivamente il gameplay di The Pathless? L’open-world si divide in tre aree distinte, che possono essere affrontate in qualsiasi oridine, prima di accedere all’ultima zona che ospita la resa dei conti finale con la quale la trama si concluderà. Ognuna di queste tre aree è piena di puzzle di difficoltà variabile, che costituiranno il fulcro del gameplay.

Il nostro arco è la chiave per risolvere i puzzle, che seguono uno schema piuttosto semplice ma ingegnoso. Non si tratta di prendere la mira e centrare bersagli più o meno lontani, la vera sfida sta nel comporre il percorso che freccia scoccata dovrà seguire. Manipolando l’ambiente circostante, spostando pesi e movendo piattaforme si genera una traiettoria attraverso la quale la freccia dovrà passare per raggiungere la risoluzione del puzzle, che sbloccherà la nostra ricompensa.

I puzzle di The Pathless vengono paragonati a quelli di Breath of the Wild, proprio per la filosofia con i quali sono stati costruiti. L’idea è di affidare al giocatore una serie di strumenti sempre uguali per approcciarsi a situazioni sempre diverse, in modo da abituarlo a ragionare in maniera creativa con la consapevolezza di avere a disposizione una selezione limitata di opzioni per affrontare qualunque rompicapo. Se avete apprezzato i sacrari di Breath of the Wild qui vi sentirete a casa. Nonostante il budget indie di The Pathless non permetta lo stesso livello di cura di una produzione come quella di Zelda, gli sviluppatori sono riusciti a condensare ciò che in Breathof the Wild ha funzionato, riproponendolo con il proprio stile unico.

Una volta terminato il puzzle verremo ricompensati con una fra due ricompense. Potremo ricevere Cristalli, che servono a potenziare il nostro falco e sbloccare la possibilità di percorrere distanze più lunghe e trasportarci con più facilità lungo la mappa. Si perchè il falco potrà afferrare la Cacciatrice con i suoi artigli e volare per distanze sempre più estese, facendoci risparmiare molto tempo. Per quanto la possibilità di volare grazie al falco sia molto comoda, il sistema di movimento di The Pathless è forse uno degli elementi di design migliori del gioco, con il quale gli sviluppatori si superano affidandoci una protagonista agile e veloce, che sarà capace di sfrecciare fra un angolo e l’altro della mappa ad una velocità inaspettata per un titolo di questo genere.

La seconda ricompensa che possiamo riscuotere dai puzzle sono i cosiddetti Emblemi. Questi serviranno ad attivare alcune torri sparse nelle tre aree, che sveglieranno la divinità locale da affrontare in una boss-fight. Le boss-fight di The Pathless sono un vero e proprio capolavoro di design, Partono con una prima fase nella quale la Cacciatrice insegue la bestia, tentando di colpire col suo arco i quattro arti per arrestare la sua fuga. Durante questa fase il giocatore dovrà perfezionare il percorso e interagire con il sistema di movimento in maniera approfondita, per trovare la maniera più efficiente di braccare il boss.

La seconda fase invece è la boss-fight vera e propria, uno scontro all’ultimo sangue fra l’eroina e il suo nemico. Ognuno di questi scontri è unico e gli sviluppatori si divertono a creare mosse differenti per ogni boss, che diventa un gigantesco rompicapo da risolvere. Gli scontri con i boss, che assumono la forma di animali ispirati alla mitologia orientale, sono una delle parti migliori di The Pathless che, nonostante non sia certo un titolo incentrato sul combattimento, riesce a rendere estremamente avvincenti queste sezioni.

Il finale di The Pathless chiude l’esperienza con lo scotro fra la nostra Cacciatrice e il Godslayer. Nonostante l’avventura sia piuttosto breve, il carico emotivo di questo finale riesce a smuovere anche il giocatore più cinico. Se ci lasceremo guidare dalla narrativa, esplorando ogni cunicolo e svelando i segreti di questo mondo, il termine della nostra missione sarà ancora più significativo.

The Pathless non è un titolo appariscente e a prima vista potrebbe essere involontariamente trascurato, ma si tratta di uno di quegli indie che ci fa riscoprire perchè ci siamo innamorati dei videogiochi come forma d’arte e come veicolo narrativo.

Avete mai giocato a The Pathless?

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