La storia dei videogiochi è lastricata di grandi franchise che sono scomparsi. Stiamo parlando di progetti importantissimi, che hanno lasciato la loro impronta indelebile nel medium. Purtroppo però i trend passano e le necessità economiche dell’industria impongono di abbandonare i grandi protagonisti che hanno fatto la storia.

In un’epoca come questa, molto improntata alla nostalgia, ai remake e alla volontà delle software house di scavare nel proprio passato, pensiamo che ci sia la possibilità per molti franchise di fare il proprio ritorno trionfale. Qui vi vogliamo proporre sette saghe videoludiche che secondo noi dovrebbero avere una seconda possibilità di dire la loro nell’epoca moderna.

Un unica regola che ci siamo imposti è quella di non citare serie di cui ormai il ritorno è praticamente assicurato. Ninte The Elder Scrolls, Fable o Metal Gear Solid quindi. Detto questo scoprite con noi i franchise abbandonati che vorremo vedere ritornare e diteci se siete d’accordo.

Uncharted

Colonna Sonora Uncharted

Prima di dedicare l’intero studio allo sviluppo di The Last of Us, Naughty Dog era nota per la creazione di un altro grande nome di casa PlayStation. Le avventure di Nathan Drake hanno segnato un’intera generazioni di giocatori, che lo hanno accompagnato alla scoperta di tesori nascosti agli angoli del pianeta insieme all’inseparabile amico e mentore Sully e all’amata Elena.

Si trattava di una serie divertente, scanzonata, che prendeva ispirazione dai film di Indiana Jones e da precedenti illustri come Tomb Raider. Il pubblico ha adorato Nathan Drake e lo ha salutato a malincuore nel 2016, quando è stato rilasciato l’ultimo capitolo della saga. Da quel momento in poi Naughty Dog sotto la guida di Neil Druckmann ha offerto un decennio di The Last of Us e solo ora pare che lo studio stia finalmente lavorando ad un nuovo progetto.

Il prossimo titolo di casa Naughty Dog sarà Intergalactic: The Herethic Prophet, annunciato agli scorsi Game Awards e che ha già cominciato a creare le prime polemiche. Non c’è dubbio che Naughty Dog sia cambiata molto da quando il timone è passato dalle mani di Amy Hennig a quelle di Neil Druckmann ma, al di là dei giudizi di merito, Nathan Drake ci manca tanto e ci auguriamo possa in qualche modo ritornare.

Splinter Cell

Il primo decennio degli anni 2000 è stato un periodo magico per i videogiochi, un’epoca caratterizzata dall’avanzamento della tecnologia, nuove console e nuove idee. Hideo Kojima aveva già sdoganato il concetto di stealth game con il suo Metal Gear Solid e Ubisoft ha deciso di ispirarsi al maestro giapponese per creare la sua saga stealth, che si sarebbe chiamata Splinter Cell.

Il franchise ci calava nei panni di Sam Fisher, la super spia di una branca fittizia del governo americano chiamata ‘The Third Echelon’ che abbiamo avuto l’opportunità di accompagnare in decine di missioni nel corso degli anni. La narrativa non era certo delle più avvincenti, ma l’approccio di Ubisoft al gameplay stealth era davvero unico, riuscendo a creare una forte identità per la saga.

Splinter Cell ha generato ben sette sequel al titolo di debutto del 2002 e la sua popolarità si è espansa a cavallo del primo decennio del 2000. Con Splinter Cell: Blacklist del 2013 però Ubisoft sostituito l’intricato sistema di livelli con un generico open-world, inseguendo un trend in ascesa nell’industria, e questo ha derubato Splinter Cell della sua identità. Inoltre il doppiatore originale Michael Ironside è stato sostituito, completando la trasformazione di Sam Fisher da spia carismatica a generico protagonista militare.

Sono ormai più di dieci anni che Splinter Cell è scomparso dalle scene e, sebbene si vociferi da tempo di un possibile reboot, le ultime vicende riguardanti la configurazione aziendale di Ubisoft rendono un ritorno della spia estremamente difficile.

Dishonored

Dishonored franchise

Se c’è un franchise che merita di essere rispolverato, quello è sicuramente Dishonored. Il titolo che ha lanciato Arkane Studios nel 2012 è stato uno degli immersive sim più impressionanti di sempre, durante il quale il giocatore aveva il compito di guidare le gesta del protagonista Corvo Attano.

Il nostro fa parte delle guardie del corpo dell’Imperatrice Jessamine Kaldwin, assassinata durante un colpo di Stato per il quale Corvo Attano viene accusato. Gli usurpatori lo imprigionano nelle segrete per sei mesi, finchè un gruppo di lealisti lo libera alla vigilia della sua esecuzione. Parte così la sua storia di rivalsa nei confronti dei traditori e la sua trasformazione in assassino che agisce nell’ombra fra le strade della città di Dunwall.

Arkane è riuscita a proporre un gameplay allora rivoluzionario, che univa lo stealth al paradigma dell’immersive sim nel quale il giocatore viveva l’esperienza in prima persona e doveva sfruttare in maniera ingegnosa il level design per superare in maniera creativa guardie ed ostacoli. La libertà concessa al giocatore è sempre stata un punto focale del design di Dishonored, dove ogni livello è un rompicapo che può essere risolto sia in maniera silenziosa che caotica, a patto di essere pronti a subire le conseguenze delle nostre azioni

Dishonored si è distinto da tutti gli altri contemporanei grazie al talento di Arkane, uno studio composto da fuoriclasse in grado di creare un’esperienza completamente differente da tutte le altre presenti sul mercato. Il sequel e Death of the Outsider hanno completato l’arco narrativo di Corvo Attano e i recenti terremoti interni causati dal flop di Redfall allontanano la possibilità di un nuovo Dishonored. Siamo certi però che, se mai Arkane dovesse annunciare il progetto, sarebbero in tanti a celebrare la notizia.

Spyro

È giunto il momento di citarre un franchise che occupa un posto d’onore nel nostro cuore di videogiocatori. Spyro è stata la mascotte con cui siamo stati svezzati agli inizi della nostra lunga carriera videoludica, ci ha fatto scoprire le meraviglie dei platform e la gioia di esplorare mondi di gioco coloratissimi e sempre diversi alla ricerca di gemme e uova di drago.

Nonostante sappiamo che non tutti saranno d’accordo, continuiamo a sostenere che la trilogia originale targata Insomniac è il miglior esempio di platform 3D attualmente esistente. La varietà dei livelli, la libertà di movimento e il carisma dei protagonisti hanno colorato la nostra infanzia e hanno reso la prima PlayStation un pilastro del nostro processo di crescita.

Al di là del nostro personalissimo attaccamento emotivo però, il remake della trilogia uscito nel 2019 ha dimostrato che Spyro è un platform estremamente valido e che la sua qualità prescinde l’epoca nella quale è stato creato. Si sa che Spyro ha sempre vissuto un po’ all’ombra di Crash Bandicoot e se il marsupiale di Naughty Dog ha ricevuto un quarto capitolo dopo quasi vent’anni di assenza, a nostro parere Spyro merita lo stesso trattamento.

Non si tratta di un’eventualità impossibile, da tempo circolano voci che indicherebbero un progetto in lavorazione da parte di Toys for Bob ma ancora non abbiamo nessuna notizia ufficiale a cui aggrapparci. Fra tutti i franchise della lista però Spyro è quello che in questo momento ha più possibilità di ritornare.

Half-Life

Impossibile non citare Half-Life in una lista del genere. Lo sparattutto di Valve ha fatto la storia e ha rivoluzionato il genere includendo una narrativa avvincente e introducendo elementi che poi sono stati adottati dall’intera industria stabilendo un nuovo standard.

L’avventura di Gordon Freeman, lo scienziato diventato eroe, costretto ad affrontare l’impravvisa invasione aliena causata da un fatale esperimento avvenuto all’interno della Black Mesa, è diventata iconica negli ultimi vent’anni e ci sono milioni di fan che ancora non hanno perso le speranze e ogni anno aspettano invano un annuncio.

Valve purtroppo negli ultimi dieci anni si è ritirata dal ruolo di sviluppatore e si è adagiata sugli allori regalati dal successo planetario di Steam, la piattaforma che detiene un effettivo monopolio sul gaming da PC. Naturalmente Valve e Gabe Newell non hanno bisogno di sviluppare un nuovo sequel. Non ci sono incentivi economici e soddisfare le aspettative sarebbe praticamente impossibile. Ciò non toglie però che la storia di Gordon Freeman è rimasta in sospeso e meriterebbe di essere conclusa.

Le voci continuano a circolare sistematicamente di anno in anno, ma la prospettiva di un nuovo Half-Life è forse la meno probabile di tutte quelle citate finora.

Infamous

Un franchise che ha fatto le fortune di PlayStation 3 è sicuramente Infamous, l’action-game targato Sucker Punch che ha unito poteri soprannaturali ad un elemento di esplorazione estremamente convincente e ha dato vita ad una formula semplice ma soddisfacente, incapsulando un’ epoca in cui i videogiochi su console stavano ancora trovando la propria strada.

Si tratta di un videogioco palesemente indirizzato ad un pubblico di adolescenti, che mette al primo posto il divertimento e una sana dose di umorismo nero tipico di quest’epoca. L’ultimo capitolo della saga, Infamous: Second Son, ha debuttato insieme a PlayStation 4 portando il franchise nella next-gen.

Dopo il 2014 però Sucker Punch si è dedicato allo sviluppo di Ghost of Tsushima e Infamous è stato messo in ghiaccio. Ora lo studio sta per pubblicare l’atteso Ghost of Yotei ma la leadership ha aperto alla possibilità di ritornare sul franchise dimenticato. Bisogna soltanto augurarsi che arrivi presto l’ufficialità.

F-Zero

Concludiamo con un franchise di casa Nintendo, che vogliamo ricordare pur essendo perfettamente consapevoli che non c’è nessuna possibilità che venga riesumato. Stiamo parlando di F-Zero, il racing game più all’avanguardia degli anni ’90.

Si tratta di un videogioco di corse futuristico, in cui il giocatore pilotava kart velocissimi e aerodinamici in spericolate gare all’ultima curva su piste estremamente creative e fantasiose. Le premesse non fanno pensare certo ad una serie rivoluzionaria, ma chi ha avuto l’opportunità di giocare ad uno di questi titoli sa benissimo che ogni F-Zero era un capolavoro di tecnologia, che sfidava i limiti tecnici della consolo Nintendo che lo ospitava. Basti pensare che F-Zero X del 1998 raggiungeva i 60 fps su Nintendo 64, un traguardo impensabile per l’epoca in cui la vera svolta tecnologica erano i 64 bit.

I comandi fluidi e semplici e le animazioni pulite hanno reso F-Zero una saga sempre piacevole da giocare, non solo per gli appassionati del genere. Capitan Falcon poi, la carismatica mascotte del franchise, è riuscito a trascendere la saga e a diventare una vera e propria icona grazie anche alle apparizioni nella saga Super Smash Bros. e a conservare il ricordo di F Zero.

Definire il ritorno di F Zero molto improbabile sarebbe riduttivo, tuttavia noi esprimiamo comunque questo piccolo desiderio, sperando che un giorno potrà essere avverato.

E voi quale franchise dormiente vorreste veder ritornare?

Unisciti a noi e segui l’Alpaca su Instagram, Facebook e X.