Il tema della preservazione videoludica è diventato sempre più centrale nel corso degli ultimi anni. Il successo della campagna Stop Killing Games racconta di una platea ormai diventata insofferente nei confronti delle software house, che hanno applicato pratiche in aperto contrasto con le esigenze dei propri consumatori, eliminando il supporto a titoli online e di fatto annullando gli acquisti di milioni di giocatori in maniera retroattiva.
Se Stop Killing Games ha raggiunto il Parlamento Europeo, anche negli Stati Uniti pare che si stia preparando la prima offensiva. Il Protect Our Games Act è stato redatto e proposto al parlamento dello Stato della California, che lo ha approvato con decisione. Ora toccherà al Senato, ma pare che la strada verso la trasformazione in legge sia ormai spianata. C’è da precisare però che la California è uno degli stati americani più progressisti, caratteristica che rende il terreno per questo tipo di proposte molto più fertile.
Come il Protect Our Games Act tutela i videogiocatori

Il Protect Our Games Act è una norma molto meno aggressiva di quelle proposte da Stop Killing Games e obbligherebbe le software house a dare 60 giorni di preavviso prima di spegnere definitivamente i server. Il publisher dovrà specificare l’esatta data di spegnimento dei server, dopodichè dovrà scegliere fra 3 alternative:
- Fornire una versione del gioco che “possa essere utilizzata dall’acquirente indipendentemente dai servizi controllati dall’operatore” (no connessione ai server)
- Patch che permetta al software di continuare ad essere giocabile “indipendentemente dai servizi controllati dall’operatore” dopo la chiusura dei server
- Rimborsare al giocatore l’intero costo originariamente pagato per il gioco
C’è un piccolo ma importante cavillo a questa legge però, che potrebbe diminuirne l’efficacia sensibilmente. Il Protect Our Games Act sarà valido solo per i titoli rilasciati a partire dal 1 Gennaio 2027 e inoltre saranno esenti i videogiochi “offerto a una persona senza alcun compenso monetario”. In altre parole sono esclusi i free-to-play, cosa che potrebbe tradursi in un aumento della produzione degli stessi per oter aggirare la legge.
Voi che ne pensate del Protect Our Games Act? È un passo nella giusta direzione?
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