Il 2025 ci ha regalato il ritorno di un titolo leggendario con la Remastered di Oblivion, rilasciata da Bethesda poco pù di un mese fa. Il suo immenso successo ha reso evidente che il pubblico ama ancora la formula unica che lo studio di Todd Howard adotta nei suoi RPG e che ha affascinato un’intera generazione di giocatori. È chiaro che lo studio indie polacco Questline è composto proprio da membri di questa generazione cresciuta a pane ed Elder Scrolls, perchè il loro Tainted Grail: The Fall of Avalon è un gigantesco omaggio ai classici di casa Bethesda.
Tainted Grail: The Fall of Avalon ha subito catturato la nostra attenzione e vi abbiamo anche parlato della sua demo qualche settimana fa, percui quando il 23 maggio è arrivato il lancio ufficiale, non abbiamo saputo trattenerci. Si tratta inoltre di un progetto che si trova al limite fra l’indie e il AA, come Clair Obscur: Expedition 33 o Black Myth: Wukong, videogiochi che hanno il merito di far trasparire tutta la passione e il talento dai quali sono nati, senza essere legate a ottusi Consigli d’Amministrazione o a direttive aziendali focalizzate unicamente sul profitto.
Anche Questline infatti ha deciso di unirsi all’incoraggiante trend di fissare il prezzo di Tainted Grail: The Fall of Avalon sotto i 50€, che rappresenta l’ennesimo schiaffo morale ad un’industria ostinata a forzare un’ulteriore innalzamento dei prezzi di console e videogiochi. Ma ora basta indugi e polemiche, parliamo finalmente di Tainted Grail: The Fall of Avalon.
Dark Fantasy e Re Artù

Tainted Grail: The Fall of Avalon omaggia immediatamente The Elder Scrolls perchè all’inizio del gioco capiamo di essere all’interno di una cella, il luogo per eccellenza dove tipicamente hanno inizio le avventure della celebre saga firmata Bethesda. Disorientati cerchiamo di capire per quale motivo siamo finiti in queste condizioni e scopriamo di essere affetti dalla Red Death, una malattia che sta falcidiando la popolazione di Avalon e, nel disperato tentativo di trovare una cura, i Sacerdoti hanno deciso di effettuare sadici esperimenti sui prigionieri.
La situazione è piuttosto allarmante ma all’improvviso osserviamo la guardia davanti alle sbarre della nostra cella accasciarsi al suolo senza vita. Una misteriosa figura incappucciata è venuta a liberarci, si chiama Cardoc e ci intima di uscire il prima possibile dalle prigioni. Qui comincierà il primo dungeon introduttivo di Tainted Grail: The Fall of Avalon, durante il quale il gioco ha l’occasione di presentare la sua potentissima estetica dark fantasy realizzata con uno stile artistico volutamente ostile e spigoloso, per spiegare al giocatore che il mondo di gioco sarà pericoloso e inospitale.
Dopo esserci fatti largo fra le rovine e aver avuto modo di interagire con i controlli e qualche breve sezione di combattimento, gli sviluppatori introducono la chiave di volta sulla quale si baserà l’intera narrativa, ovvero la figura di Re Artù. Il leggendario Re e conquistatore di Avalon è morto ormai secoli fa e da quel momento in poi le sue terre hanno iniziato a cadere inesorabilmente in rovina. È stato imprigionato in un limbo fra la vita e la morte, e la sua anima è stata frammentata e dispersa.
Liberandone il primo frammento il sovrano si risveglia dal suo sonno secolare, ma non è abbastanza forte da sostenere la sua manifestazione corporea. Scompare quindi in un bagliore di luce e chiede il nostro aiuto per recuperare tutti i frammenti della sua anima. Da questo momento in poi vedrà il mondo attraverso i nostri occhi e sarà effettivamente una parte di noi, che viene rappresentata anche dall’abilità di rallentare il tempo garantita proprio dal sovrano.
Una volta usciti dalle prigioni raggiungeremo Cradoc sulla spiaggia, che confesserà di voler invece impedire il ritorno di Re Artù, per questo motivo ci aggredisce e ci uccide, convinto di aver eliminato il frammento dell’anima di Artù custodito dentro di noi. Questa mossa però non avrà l’effetto sperato e Re Artù si renderà conto come la sua Avalon sia estremamente cambiata e che il popolo non lo ricordi affatto come un’eroe.
Evitiamo di approfondire ulteriormente la trama ma sarà la ricerca dei frammenti dell’anima di Artù ad essere il motore dell’avventura, mentre il vero protagonista del gioco sarà il mondo decaduto di Avalon.
Gameplay e combattimento

Il vero punto focale di Tainted Grail: The Fall of Avalon però è senza dubbio il suo gameplay. Dopo l’introduzione vieni liberato all’interno di un open world che ricorda molto quelli creati da Bethesda ma viene condito di un’atmosfera cupa e opprimente, la quale risulta essere la carta vincente giocata dallo studio polacco. Il mondo di Avalon infatti è dominato da orribili creature da incubo, che costituiranno i principali avversari per il nostro protagonista e il sistema di combattimento si dimostra all’altezza della situazione.
Anche qui la lezione di Bethesda è stata interiorizzata dai ragazzi di Questline, che impreziosiscono la base piuttosto scarna di Skyrim con un sistema estremamente modulare e che lascia spazio ad una personalizzazione significativa da parte del giocatore.
Il combattimento accoglie tantissimi stili di gioco diversi e incoraggia i giocatori a sperimentare offrendo lun approccio ibrido alla magia e al combattimento corpo a corpo. È possibile equipaggiare ogni arma e incantesimo per trovare la formula che più si adatta al nostro stile, per poi andare a supportarlo attraverso la costruzione della build che fa per noi, grazie ad un sistema di progressione estremamente dettagliato.
Ogni livello ci ricompensa con un punto Abilità e un punto Skill. I primi verranno usati per aumentare il punteggio dei sei attributi, i classici valori numerici che ogni RPG include per rispecchiare le competenze del personaggio. I secondi invece serviranno a sbloccare le abilità dislocate sui diversi Skill Trees, i quali conterranno importanti upgrade utili ad offrire approcci alternativi alla build e a regalare al personaggio strumenti importanti da utilizzare durante l’avventura.
Ci saranno scelte difficili da compiere e bisognerà capire quali abilità vogliamo privilegiare, perchè non sarà possibile arrivare a raccoglierle tutte, ne tantomeno arrivare ad essere virtualmente invincibili come succede solitamente nelle fasi conclusive degli RPG targati Bethesda.
La sinergia fra tutti questi elementi sarà importantissima per ottimizzare lo stile di gioco da noi selezionato e questo insieme di sistemi così approfonditi offre anche la possibilità di tornarlo a giocare creando personaggi focalizzati su abilità totalmente diverse (o “replay value”, come dicono quelli bravi)
Da lodare infine la varietà di nemici, un elemento troppo spesso sottovalutato durante questo tipo di recensioni. La validità di un sistema combattimento, a nostro parere, dipende soprattutto dai nemici che si andranno ad affrontare e in Tainted Grail: The Fall of Avalon abbiamo una selezione immensa di avversari, che passano dall’essere semplici umani armati a creature mostruose con abilità nascoste che ci coglieranno di sorpresa almeno la prima volta che le incontriamo.
Le animazioni del protagonista forse possono apparire un po’ troppo semplici ma a fare la differenza è la meccanica delle schivata, un elemento assente in Skyrim e simili che qui rende il combattimento molto più strategico e interattivo, oltre a permettere agli sviluppatori di inserire nemici più agili e pericolosi.
Quest e esplorazione

L’esplorazione è l’altro pilastro sul quale si fonda il gameplay di Tainted Grail: The Fall of Avalon. Gli sviluppatori creano un mondo complesso e intricato, punteggiato da villaggi, dungeon, segreti e misteri che attraggono lo sguardo del giocatore ed è facile lasciarsi distrarre per seguire una nuova pista.
Perdersi ad esplorare il mondo di gioco non è solo estremamente soddisfacente, è anche molto utile perchè le migliori ricompense si trovano dove meno ce le si sarebbe aspettate e, grazie al sistema di progressione legato alle armature, sarà fondamentale addentrarsi fra le pieghe del mondo di gioco per trovare l’oggetto giusto a perfezionare la nostra build. Gli effetti legati alle armature sono i più disparati e, trovare il giusto set può costituire il tassello mancante per permettere al nostro personaggio di effettuare il definitivo salto di qualità.
Anche l’esplorazione di Tainted Grail: The Fall of Avalon è fortemente ispirata alla saga The Elder Scrolls perchè siamo sicuri che tutti voi ricordate con piacere e nostalgia le scampagnate fra le colline di Skyrim, che dopo oltre un decennio ancora riescono a riservarci sorprese e a conservare la loro magia.
Il mondo sarà diviso in zone e progredire nella storia ci permetterà di esplorarle tutte. Ognuna di esse custodisce una Reliquia che racchiude un frammento dell’anima di Re Artù e, per impossessarcene, dovremo risolvere il conflitto che caratterizza l’area. Questo ci porterà ad affrontare una serie di quest principali, che sono senza dubbio le parti più curate del gioco, ma la forza di Tainted Grail: The Fall of Avalon si trova una volta abbandonato il sentiero già battuto, perchè ogni villaggio offre le sue quest secondarie.
Il design delle quest è un elemento su cui gli sviluppatori si concentrano particolarmente, e non per per il fatto che prediligano lo spettacolo o storie eccessivamente contorte, ma perchè sono preparate in modo da attirare a sè il giocatore e portarlo a scoprire tutti gli angoli del mondo di gioco. Una side quest tira l’altra in Tainted Grail: The Fall of Avalon e si ha sempre la sensazione di essere in un universo che, seppur massacrato dalle mille piaghe che lo attanagliano, resta brulicante di vita, di segreti e di storie da scoprire.
Tainted Grail: The Fall of Avalon è l’ennesima dimostrazione che il futuro del gaming è in mano a chi ha il coraggio di osare e di esporre le proprie idee senza compromessi, un comportamento onesto e genuino che il pubblico ha dimostrato di apprezzare e di ricompensare.
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RECENSIONE
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VOTO
Molto più che un indie Skyrim
Tainted Grail: The Fall of Avalon dimostra ancora una volta che il futuro del gaming appartiene a chi ha passione. Lo studio polacco omaggia The Elder Scrolls con il suo RPG dark fantasy che ci catapulta in un mondo di gioco cupo e spaventoso alla ricerca dei frammenti di anima di Re Artù, ma ci distrae costantemente con le sue side quest e un sistema di combattimento approfondito e spettacolare. È un piacere avere di nuovo un open-world in cui perdersi e, se non avete voglia di tornare a Cyrodiil, questa è l’alternativa più valida in circolazione.