1348: EX Voto è finalmente arrivato. Il tanto chiacchierato progetto di Sadleo sbarca su PlayStation 5 e PC mosso dalle aspettative audaci di uno studio emergente e una campagna di marketing che lo ha reso protagonista di tante, troppe, controversie online.
Lo studio italiano ci accoglie in un’epoca tanto terribile quanto fondante della storia d’Italia, flagellata dall’epidemia di peste a metà del XIV secolo. Le prime immagini emerse in rete avevano catturato l’immaginazione del pubblico nostrano, affascinato dal realismo grafico dei cupi scenari medievali e da una narrativa che si preannunciava sicuramente avvincente. Certo, era evidente già dai trailer che alcuni elementi fossero ancora acerbi ma l’attenzione dei giocatori era stata conquistata con successo.
La demo rilasciata qualche settimana fa in occasione della Steam Next Fest aveva fatto serpeggiare i primi dubbi nei curiosi, che si sono trovati a testare un avvio sicuramente interessante dal punto di vista narrativo ma con evidenti lacune tecniche.
Le aspettative erano alte e il team aveva dimostrato di avere fiducia nei propri mezzi. Ora che 1348: Ex Voto è finalmente nelle mani dei giocatori, qual’è il verdetto?
La storia di Aeta: peste, fede e vendetta

Vestiamo i panni di Aeta, figlia unica di un signore locale che ha imparato negli anni la nobile arte del combattimento sotto la guida paterna. Le sue abilità tuttavia sono ancora acerbe ed è proprio Bianca, figlia della servitù con la quale la protagonista ha stretto un intimo legame, a spronarla nel suo obiettivo di diventare cavaliere.
La sequenza iniziale replica esattamente quella vista nella demo. Aeta è concentrata nel suo addestramento sotto l’occhio vigile di Bianca, che la schernisce e la sfida a duello, il quale funge da primo breve tutorial per familiarizzare con il sistema di combattimento.
Le due si confidano e Bianca confessa tutta la sua frustrazione per la prospettiva di passare il resto della sua vita in convento. Aeta prova ad incoraggiarla, spiegandole che in questo modo potrà rifugiarsi dalla peste che sta dilaniando la penisola.
Una volta che Bianca si allontana Aeta riprenderà ad allenarsi ma di lì a poco avvertirà un rumore agghiacciante provenire dal villaggio. La nostra protagonista si rende presto conto che il borgo sta subendo un attacco dei briganti e tutti i gli abitanti, compresa Bianca, sono in pericolo. A questo punto ci facciamo strada fra gli anfratti del villaggio in fiamme, affrontando i briganti e superando i cadaveri dei concittadini trucidati nell’aggressione.
Ai piedi della chiesa troveremo l’inconfondibile stemma di Bianca, che avrebbe dovuto offrire al convento. Di lei però non c’è nessuna traccia e giureremo a noi stesse di trovarla e salvarle la vita. A qualunque costo.
A questo punto l’avventura di Aeta si espande e ci porta ad esplorare l’Italia del XIV secolo nel corso dei nove capitoli che intervalleranno la storia. È evidente che le ambizioni narrative di Sadleo fossero enormi e che gli sviluppatori avessero l’intenzione di esplorare temi importanti ed eterni ma purtroppo 1348: Ex Voto ci riesce soltanto a metà.
L’incipit è molto potente e le cutscene che concludono ognuno dei capitoli sono riuscite a farci affezionare ad Aeta e al suo viaggio, tuttavia la natura estremamente lineare del gioco non ci ha dato l’opportunità di esplorare una protagonista che avrebbe potuto essere approfondita molto di più.
È chiaro il messaggio che gli sviluppatori hanno voluto lanciare con la loro opera e i temi che hanno deciso di toccare sono interessanti e per nulla banali, tuttavia manca a volte il coinvolgimento del giocatore, che rischia di essere un semplice spettatore di una storia che non lo riguarda.
Le influenze di A Plague’s Tale e Hellblade sono evidenti, però in questo caso gli autori non sono riusciti a farci identificare abbastanza con Aeta per essere davvero toccati dal suo viaggio. È ovvio che sarebbe ingiusto proporre un confronto diretto fra 1348: Ex Voto, firmato da un piccolo studio indipendente, e due nomi di quel calibro ma la potenza narrativa non è assolutamente proporzionale al budget e questo è stato ampiamente dimostrato in passato.
I fondi a disposizione possono comprare grafiche realistiche e grandi interpreti ma non potranno mai finanziare una genuina vena creativa. Intendiamoci, 1348: Ex Voto propone sulla carta una trama avvincente, arricchita da un’ambientazione inedita nel mondo del gaming. Resta però il fatto che queste potenzialità rimangono in gran parte inespresse e per quanto il viaggio nei panni di Aeta sia stato piacevole, non possiamo che lasciare l’Italia del ‘300 con in bocca il sapore amaro dell’occasione sprecata.
Un combat system realistico ma troppo ripetitivo

La narrativa è soltanto un elemento di 1348: Ex Voto ma la componente preponderante del progetto è senza dubbio il suo sistema di combattimento. Aeta è un’aspirante cavaliere dopotutto e il suo viaggio la porterà a mettere alla prova le sue abilità.
Questo si traduce in un combat system piuttosto semplice da comprendere, fondato sull’utilizzo dell’unica arma a disposizione e delle Stances (Posture) che ne goverano i movimenti. Il giocatore alternerà attacchi a una mano e attacchi a due mani, per concatenare combo che permetteranno di rompere la guardia del nemico e colpirlo con fendenti mortali.
A livello puramente estetico, il sistema di combattimente è senza dubbio all’altezza delle aspettative. Lo studio che gli sviluppatori hanno dedicato per riprodurre lo stile di combattimento dell’epoca traspare in ogni colpo di spada e le coreografie restituiscono un profondo livello di realismo. Le imperfezioni però emergono a livello meccanico, perchè lo schema di controlli di Aeta troppo spesso risulta legnoso e impreciso.
Il combattimento non è un’attività sporadica in 1348: Ex Voto e molto spesso Aeta si troverà a fronteggiare piccoli gruppi di nemici che le sbarrano la strada. Questo significa che il giocatore deve vivere queste sezioni con trasporto e soddisfazione, deve pensare che Aeta sta lentamente migliorando e perfezionando le sue abilità, mentre invece questo sistema di combattimento cade troppo spesso nella ripetitività.
A peggiorare la situazione è un sistema di progressione che rimane estremamente superficiale. 1348: Ex Voto non è un RPG e non ha mai voluto esserlo. Questo può essere un punto di forza in un mercato che prova ad appioppare l’etichetta del “gioco di ruolo” a qualsiasi tipo di avventura lineare ma, nel momento in cui si opta decide di dare la possibilità al giocatore di personalizzare le abilità del protagonista, bisogna che questo sistema abbia un certo impatto sul gameplay.
Nel corso delle nostre esplorazioni ci imbatteremo spesso in pergamene che serviranno a potenziare alcune delle abilità attive o passive di Aeta. Purtroppo però non avremo variazioni sensibili sul combattimento, che resterà imperniato sugli stessi elementi a prescindere dalle nostre scelte. Tra le attività secondarie del gioco troviamo anche diversi collezionabili nascosti nei capitoli. Nella nostra guida ai Tesori di 1348: Ex Voto vi spieghiamo dove trovarli tutti.
Non c’è modo di rendere Aeta più potente armeggiando nell’albero delle abilità ed è un peccato non poter vedere la nostra protagonista crescere e diventare più competente. Aeta sogna di diventare un cavaliere ma i suoi sogni restano tali.
Vale la pena giocare 1348: Ex Voto?

Prima di concludere va fatta una piccola precisazione. 1348: Ex Voto è uno dei primi indie italiani a ricevere questa mole di attenzione e non è assolutamente nostra intenzione affossare le ambizioni di uno studio che, nonostante gli errori, ci ha consegnato un progetto nato dalla grande passione degli sviluppatori.
Crediamo in ogni caso che sia giusto sottolineare le lacune evidenti del prodotto finito, che spesso appare penalizzato dal peso delle ambizioni forse eccessive dei suoi creatori.
1348: Ex Voto resta, a nostro parere, un esempio virtuoso di ciò che il panorama indie italiano ha da offrire. Dietro agli innegabili difetti e alle piccole imperfezioni tecniche si nasconde una storia che vale la pena di essere ascoltata. Siamo di fronte ad una perla grezza, che purtroppo non ha avuto il tempo di essere rifinita a dovere.
Se state esplorando il gioco e volete completarlo al 100%, date un’occhiata anche alla nostra guida a tutti i Tesori di 1348: Ex Voto, con la posizione dei collezionabili in tutti i capitoli.
E voi che ne pensate di 1348: Ex Voto? Ci state giocando anche voi?
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VOTO
La perla grezza dell'indie italiano
1348: Ex Voto è un progetto ambizioso che dimostra il potenziale del panorama indie italiano. L’ambientazione nell’Italia del XIV secolo e l’incipit narrativo sono affascinanti, ma il sistema di combattimento ripetitivo e alcune lacune tecniche impediscono all’opera di Sadleo di esprimere pienamente le sue qualità.