lenzi e rinvii, Pragmata arriva finalmente sul mercato con un peso enorme sulle spalle. E la sorpresa è che, invece di inseguire le mode moderne, Capcom ha scelto una strada completamente diversa.
Annunciato per la prima volta nel 2020, abbiamo dovuto aspettare sei anni per poter finalmente assaporare la loro nuova creazione ma, dopo una demo che ci aveva molto incuriosito qualche mese fa, oggi possiamo finalmente raccontarvi le nostre impressioni di Pragmata, l’ultima perla di Capcom
Non solo robot, un altro modo di raccontare l’Intelligenza Artificiale

Pragmata comincia con un’inquadratura spettacolare di una misteriosa base lunare, osservata dall’equipaggio del protagonista Hugh Williams inviato per riparare un malfunzionamento non meglio precisato. Ci troviamo in un prossimo futuro nel quale l’umanità ha conquistato il firmamento e lo ha colonizzato grazie ad una nuova tecnologia fondata sulla stampa 3D. Questo sistema permette di creare ogni cosa, da enormi meraviglie ingegneristiche fino ad arrivare ad oggetti di uso comune e per farlo utilizza una particolare risorsa chiamata Filamento Lunare.
La Luna è quindi diventata una sorta di miniera a cielo aperto, che la nostra specie utilizza per alimentare il flusso continuo di creazioni tridimensionali. Già dall’introduzione è evidente come Pragmata giocherà molto sui panorami sbalorditivi e sul realismo grafico. L’estetica della base spaziale sospesa tra il rigore asettico della tecnologia avanzata e un immaginario fantascientifico freddo e malinconico non è certo una novità ma gli sviluppatori riescono comunque a trovare il modo di caratterizzare in maniera forte The Cradle, la base lunare sulla quale si svolgerà la nostra avventura.
L’equipaggio di Hugh si prepara a quello che appare un intervento di routine. I membri della spedizione chiacchierano amabilmente fra di loro ma di lì a poco qualcosa va storto e il nostro protagonista rimane solo e bloccato sulla base senza una via di fuga. È a questo punto che incontriamo Diana, un bot dalle sembianze di un’adorabile ragazzina dalla folta chioma bionda.
Diana è una Pragmata, ovvero una forma molto avanzata di Intelligenza Artificiale, che si unisce a Hugh per capire cosa sta succedendo a The Cradle e trovare una via di fuga. La coppia esplorerà la base lunare sezione dopo sezione e affronterà una IA fuori controllo e robot ostili in quelli che sono dei livelli piuttosto lineari ma abbastanza vasti da lasciare spazio ad una buona dose di esplorazione.
La qualità della narrativa è sempre un aspetto molto soggettivo e a nostro parere la sua valutazione lascia il tempo che trova in qualsiasi recensione. Secondo noi però la storia di Pragmata funziona molto bene. Il copione della IA ribelle è già visto e rivisto ma qui il vero fulcro è il rapporto fra Diana e Hugh.
Il tema dell’Intelligenza Artificiale è sicuramente centrale ma resta comunque un espediente narrativo per raccontare una storia che si focalizza sull’umanità, sui rapporti e va oltre il qualunquismo becero che circonda ogni discussione sulla IA e sulla sua inevitabile ascesa.
Un altro aspetto che ci ha sorpreso della narrativa è il capovolgimento del rapporto “padre-figlio” ormai abusato nell’ultimo decennio dal gamng tripla A. Non aspettatevi insomma il solito archetipo del padre burbero ed emotivamente costipato alla Kratos o alla Joel. Stavolta Hugh è un babbo ottimista e affettuoso nei confronti della sua figlia/aiutante.
Vediamo negli occhi di Diana tutta la meraviglia e lo stupore infantile quando Hugh le racconta della Terra e dell’umanità. Diana scopre il mondo dai nostri occhi, proprio come accade ad una figlia con suo padre. Gli sviluppatori riescono nell’intento non banale di farci affezionare alla piccola senza facili scorciatoie narrative basate su traumi superflui e a nostro parere vanno applauditi per questo.
Gameplay e combattimento

Il gameplay di Pragmata è sicuramente l’elemento preponderante e più approfondito dell’intera esperienza. Hugh e Diana agiranno in sinergia sia durante l’esplorazione dei livelli che nelle innumerevoli sfide contro i vari bot che popolano The Cradle.
Il sistema di combattimento è stratificato e complesso. Un capolavoro di design che non è necessariamente difficile ma mette alla prova allo stesso tempo la nostra strategia e i nostri riflessi. Come abbiamo specificato in precedenza, la coppia di protagonisti agisce in sinergia e questa culmina nel combattimento perchè entrambi avranno un ruolo fondamentale ma differente.
Hugh avrà il compito di infliggere danno ai nemici con il suo arsenale di armi da fuoco, mentre Diana dovrà hackerare i bot ostili per abbassare le loro difese e renderli vulnerabili. Questo è in breve lo schema attorno al quale ruota il sistema di combattimento ma i dettagli e le specificità vengono approfondite con il passare delle ore.
Hugh ha a disposizione un arma principale che si autoricarica con il passare del tempo. Questo sarà lo strumento offensivo più affidabile, con il quale dovremo familiarizzare il prima possibile. Possiamo poi contare su altre tre tipologie di armi che possono essere Armi Offensive, ovvero in grado di infliggere ingenti danni al nemico, Armi Tattiche, che offrono invece la possibilità di affrontare lo scontro in maniera diversa, e Armi Difensive, le quali hanno il compito di proteggere i due protagonisti.
Queste armi, a differenza di quella principale, hanno un numero limitato di munizioni e una volta esaurite verranno scartate. I livelli di Pragmata però saranno cosparsi di munizioni o armi alternative da raccogliere e in questo modo viene premiata la capacità del giocatore di saper adattarsi agli strumenti a disposizioni e la sua conoscenza degli stessi.
Lo shooting però rappresenta soltanto la metà del sistema di combattimento, che viene supportato dall’hacking di Diana. Si perchè non potremo semplicemente sparare ai nemici come in un qualsiasi sparatutto in terza persona, servirà invece hackerare i bot per poter essere in grado di infliggere una quantità di danno consistente.
L’hacking viene attivato semplicemente mirando verso il nemico e si aprirà così una griglia che il giocatore dovrà navigare più velocemente possibile tentando di colpire tutti i tasselli utili facendosi strada verso la casella verde. Durante l’hacking Diana dovrà trovare il percorso giusto e colpire i cosiddetti Nodi, prima di attivare la casella verde. Questi sono da considerarsi come le armi di Diana e servono ad infliggere effetti di stato ai nemici. Alcuni aumentano i danni subiti dall’avversario, altri permettono di hackerare più nemici in un solo colpo ma con il passare del tempo ne sbloccheremo altri più creativi che non vi vogliamo spoilerare.
Anche questi Nodi funzionano come se avessero delle munizioni e hanno un utilizzo limitato. Dovremo quindi decidere quali equipaggiare e quali utilizzare contro quale nemico per raggiungere il risultato più ottimale a seconda della situazione.
Ne risulta un sistema sorprendentemente approfondito, che si fonda sulla capacità del giocatore di applicare una strategia ogni volta diversa e a familiarizzare con tutti gli strumenti che Pragmata mette a disposizione. È incredibile poi come questo contorto sistema risulta fluido e naturale da controllare ed è evidente che gli sviluppatori lo abbiano testato approfonditamente in questi anni. A volte i costanti rinvii sono un campanello d’allarme ma stavolta pare che i sei anni che hanno separato il primo annuncio ufficiale di Pragmata dal suo lancio definitivo siano serviti per ripulire e sistemare qualsiasi sbavatura che un sistema così caotico avrebbe potuto creare.
Personalmente vi consiglio di interagire e sperimentare il più possibile con il sistema di combattimento di Pragmata. Può sembrare confuso nella fasi introduttiva ma vi assicuriamo che può regalare incredibili soddisfazioni a chi avrà la pazienza di collaudare tutte le combinazioni che ha da offrire.
Contenuti (non) secondari

La campagna di Pragmata può essere terminata in una manciata di ore se si decide di proseguire in maniera diretta la storia ma il nuovo titolo di Capcom nasconde un abbondante quantità di contenuti che definire secondari sarebbe riduttivo.
L’esplorazione è altamente incoraggiata perchè tutti le aree di The Cradle sono farcite di collezionabili e potenziamenti tutti da scovare nel corso delle nostre peripezie. Non si tratta soltanto di sete di completismo, perchè molti di questi oggetti sparsi per la mappa saranno estremamente utili per espandere l’arsenale dei due protagonisti.
Vi consigliamo soprattuto di cercare i REM, oggetti che non garantiscono nessun potenziamento ma che aprono a sequenze adorabili di connessione fra Hugh e Diana. Non vogliamo approfondire troppo la questione perchè questa è una parte del gioco che dovreste assolutamente assaporare da soli.
Hugh e Diana avranno a disposizione una base operativa chiamata Shelter, una sorta di rifugio dove possiamo riposarci, ricaricare salute e munizioni e modificare le nostre strategie. Abbiamo specificato che il combattimento presuppone una preparazione strategica e prima di andare in missione dovremo decidere la combinazione giusta per affrontare la prossima fase del gioco.
Possiamo tornare allo Shelter quando vogliamo tramite appositi punti di teletrasporto sbloccabili che riportano alla base. Consideriamoli un po’ come i Falò di Dark Soul, sebbene i parallelismi con la saga di From Software finiscano qui.
Lo Shelter però offre tanto altro. Qui possiamo sbloccare nuovi oggetti e costumi, affrontare sfide opzionali, conversare con Diana e farle dei regali per approfondire la narrativa e il rapporto fra i due protagonisti.
Fra collezionabili, approfondimenti, aree segrete e sfide siamo sicuri che il gioco vi terrà impegnati molto di più di un weekend ma il fatto che Capcom abbia deciso di condensare la storia in una manciata di ore noi la consideriamo un aspetto positivo. Di enormi open-world ormai ne abbiamo davvero tanti fra cui scegliere e a volte è bello avere un buon vecchio titolo lineare come ai vecchi tempi.
Pragmata ricorda un gaming che non c’è più. È un titolo che fonde un gameplay incredibilmente approfondito con la semplicità di una storia lineare e ci offre un rifugio confortevole dai trend della nostra era. Il nuovo titolo di Capcom non è per tutti e il suo combattimento può allontanare chi non ha voglia o pazienza di sviscerarne il funzionamento ma esiste un pubblico che lo apprezzerà e, per quel pubblico, Pragmata è il regalo migliore che si possa ricevere.
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VOTO
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VOTO
Un altro modo di raccontare l'IA
Pragmata è una sorpresa riuscita. Capcom costruisce un’esperienza unica che fonde shooting e hacking in un sistema di combattimento brillante e stratificato, capace di premiare davvero chi sperimenta. La narrativa, pur muovendosi su basi familiari, trova forza nel rapporto tra Hugh e Diana, evitando i cliché più abusati e costruendo un legame credibile e coinvolgente. Non è un titolo per tutti, ma chi saprà entrarci dentro troverà una delle proposte più interessanti e coraggiose degli ultimi anni.
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