Oggi segna il debutto di Lost Soul Aside, l’atteso titolo doppia AA prodotto da PlayStation che potrebbe rivelarsi una vera sorpresa inespettata in questa trafficata conclusione della stagione estiva. Nelle prossime settimane infatti assisteremo al lancio di una serie di titoli importantissimi, come Gears of War: Reloaded, Metal Gear Solid Delta e, fra qualche giorno, persino Hollow Knight: Silksong.
C’è quindi il rischio concreto che l’uscita di Lost Soul Aside possa essere trascurata dalla maggior parte dei giocatori. Abbiamo però avuto l’opportunità di testarlo in anteprima e qui vi raccontiamo le nostre impressioni del titolo che è nato come un semplice indie ma si è evoluto fino a diventare una grande produzione
Un solo sviluppatore e un sogno nel cassetto

Lost Soul Aside è nato da un minuscolo progetto indipendente creato da un solo sviluppatore. Yang Bing ha cominciato a lavorare al suo titolo indie nel lontano 2014, prendendo grande ispirazione da Final Fantasy, una delle sue saghe preferite. Un paio d’anni più tardi poi un trailer che metteva in mostra i primi abbozzi di gameplay è andato virale sui social e il progetto ha attirato l’attenzione di Sony.
Convinta dall’impatto del trailer, PlayStation ha deciso di dare fiducia a Yang Bing e prendere sotto la sua ala Lost Soul Aside garantendo importante supporto economico. Il creatore è stato posto al comando di Ultizero Games, uno studio composto da quaranta sviluppatori fondato appositamente per realizzare le grandi potenzialità mostrate da quella versione embrionale di Lost Soul Aside.
Dopo più un decennio e una serie di ritardi, Yang Bing ha finalmente realizzato il suo sogno e tutto il mondo potrà apprezzare il frutto del suo lavoro.
Ma com’è davvero questo Lost Soul Aside?
Tanti (forse troppi) omaggi

Lost Soul aside ci cala nei panni di Kaser, un protagonista cupo e misterioso che pare si sia unito ad una forza ribelle chiamata GLIMMER, che si pone come obiettivo quello di scardinare la morsa dittatoriale dell’Impero sul proprio Paese. In occasione del compleanno dell’Imperatore il governo ha organizzato una fastosa parata per le strade della capitale Harbor e gli agenti del GLIMMER hanno intenzione di interromperla con un atto di rivolta e di protesta.
Il prologo ci vedrà prendere parte ai preparativi insieme a nostra sorella Louisa, ma dopo qualche secondo dall’inizio della manifestazione, la città viene colpita da una pioggia di meteoriti cristallizzate. Questi rilasceranno strane creature ostili fra le strade della capitale, che stermineranno i civili e metteranno a ferro e fuoco tutta Harbor.
Kaser e Louisa vengono separati quando il nostro protagonista precipita nel vuoto ritrovandosi all’interno di un’ignota struttura sotterranea. Facendoci strada fra orde di creature raggiungeremo un’ampia sala dove è tenuto imprigionato Arena, una sorta di drago di cristallo chiede il nostro aiuto. Quando lo libereremo ci sarà grato e accetterà di unirsi a noi alla ricerca di nostra sorella.
Arena ci spiegherà le origini di questa improvvisa invasione e illustrerà a Kaser e al giocatore quanto sia pericolosa la minaccia dei Voidrax, una razza aliena che ha l’obiettivo di distruggere la specie umana e di nutrirsi delle anime delle proprie vittime.
Senza spoilerarvi il resto degli eventi, possiamo sicuramente affermare che le premesse sono interessanti, tuttavia una serie di caratteristiche legate alla trama e al modo in cui Lost Soul Aside decide di raccontarla ci ha consegnato un quadro un po’ troppo generico e derivativo. Yang Bing, il creatore originale del progetto, non ha mai nascosto di essere un grande fan di Final Fantasy e specialmente nelle fasi introduttive di Lost Soul Aside le fonti d’ispirazione sono estremamente evidenti.
Il lungo prologo, raccontanto con un ritmo lento e metodico, ci offre l’opportunità di respirare il mondo di gioco, che non si limita ad essere una scenografia per la storia del nostro eroe ma è attraversato da conflitti e da fazioni contrapposte. Alcuni elementi come la presentazione dei personaggi e i dialoghi però sono riferimenti diretti a Final Fantasy. Non stiamo accusando gli sviluppatori di aver copiato un titolo preciso della saga di Square Enix ma è chiaro che Lost Soul Aside abbia preso in prestito una buona parte del DNA del famoso JRPG. La prova palese arriva già nei primi minuti del gioco, quando la colonna sonora di un’area industriale esplorata da Kaser e sua sorella replica quasi esattamente la OST di Final Fantasy VII.
Non è necessariamente un elemento negativo questo. Se siete amanti di Final Fantasy, specialmente dei capitoli più moderni della saga, apprezzerete senz’altro il tono narrativo e le ambientazioni di Lost Soul Aside. Sarebbe scorretto però non evidenziare questo aspetto, che almeno a noi è apparso evidente.
Più ‘action’ che ‘RPG’

Lost Soul Aside si colloca in quella categoria immensa che è diventata quella degli action-RPG. È ormai diventato difficile definire chiaramente cosa sia un action-RPG, perchè negli anni questa etichetta è stata applicata ai progetti più disparati, anche quelli che fra loro non hanno nulla in comune.
Ci adatteremo però alla definizione ufficiale, perchè Lost Soul Aside utilizza una formula ibrida che combina un importante focus sul combattimento con un robusto sistema di personalizzazione.
Il combattimento sarà l’elemento più importante del gioco, che probabilmente ne definirà il successo. Kaser è un protagonista molto versatile e il suo moveset favorisce un sistema di combattimento molto veloce e reattivo. Verrà sicuramente paragonato a quello di Devil May Cry ed effettivamente è un parallelo piuttosto calzante, perchè entrambi i titoli si concentrano sulla meccanica delle combo.
Per avere successo in combattimento bisognerà studiare bene la sequenza di tasti da utilizzare. Partiamo con una semplice alternanza di ‘attcco leggero’ e ‘attacco pesante’ ma presto il nostro arsenale di mosse si espande, permettendo al giocatore di eseguire manovre acrobatiche e strategiche per gestire le orde di nemici.
Anche le boss-fight ricoprono un ruolo centrale in Lost Soul Aside, perchè spesso ci capiterà di affrontare battaglie spettacolari contro un solo nemico potente. Qui il flusso del combattimento cambierà leggermente, perchè bisognerà ridurre la sua barra della stamina per stordirlo ed infliggere la gran parte dei danni alla sua salute. L’impalcatura del combattimento rimane però incentrata sulle combo e sulla capacità del giocatore di muovere Kaser in maniera strategica.
Con questo però non vogliamo catalogare Lost Soul Aside come un titolo inaccessibile, che implementa un alto livello di difficoltà. la nostra è più una considerazione dei sistemi che governano questa importante parte di ogni action-RPG. Non ha nulla a che vedere con un soulslike, e a noi va benissimo così.
L’altro grande elemento del gameplay è costituito dalla personalizzazione di Kaser e del suo equipaggiamento. La componente ruolistica in Lost Soul Aside non riguarda la storia o i destini dei protagonisti, che come da tradizione del gioco di ruolo orientale, sono già predeterminati e lineari. Il giocatore invece sarà chiamato a modificare le caratteristiche del protagonista scegliendo dove investire i punti abilità guadagnati.
Lost Soul Aside infatti implementa uno skill-tree piuttosto semplice ma molto robusto e pieno di alternative, che offrono ad ognuno la possibilità di plasmare le abilità del protagonista attorno al proprio stile di gioco preferito. Non è finita qui però, perchè il gioco ci inonderà di oggetti consumabili, pozioni e potenziamenti di vario tipo, che andranno gestite in modo attento per poter raggiungere i titoli di coda.
C’è da chiarire che non si tratta del classico RPG open-world. Non abbiamo un’enorme mappa da esplorare e da ripulire da attività secondarie e minigiochi, bensì una storia lineare in cui il mondo circostante è un semplice attore. Si ha la percezione di trovarsi all’interno di un epico scontro fra civiltà, una caratteristica sempre apprezzata in ogni RPG che si rispetti. Il tutto però viene organizzato in compartimenti stagni e livelli che si susseguono per raccontare la trama in maniera coerente. Non c’è nessun open-world e questo può rivelarsi un punto a favore per Lost Soul Aside.
Prima di chiudere questa recensione vorremmo dedicare un piccolo ma meritato elogio allo stile artistico di Lost Soul Aside. Si tratta di un progetto evolutosi nel corso di oltre dieci anni, un periodo di sviluppo lunghissimo nel quale il progetto è passato dall’essere un piccolo indie ad una grande produzione PlayStation. Questo avrebbe potuto penalizzare l’identità di Lost Soul Aside ma, dopo averlo giocato, possiamo dire che il mondo creato da Ultizero Games è davvero convincente.
L’estetica che mescola elementi di modernità a componenti magiche e sovrannaturali non è certo innovativa ma in questo caso è stata implementata in maniera chiara e coerente. Tutte le ambientazioni servono ad uno scopo nella storia e raccontano un aspetto del mondo di gioco che non conoscevamo. Lost Soul Aside si presenta in maniera ottimale, prendendosi il suo tempo e non forzando la mano quasi mai nel raccontare la sua epica.
Qualche elemento generico e derivativo è indubbiamente presente ma secondo noi questa è una prima prova eccellente per uno studio nato dal sogno di un singolo sviluppatore, che ora ha finalmente trovato il suo successo.
E voi proverete Lost Soul Aside?
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RECENSIONE
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VOTO
Tanto (troppo) Final Fantasy nel nuovo titolo di PlayStation
Lost Soul Aside nasce come sogno di un singolo sviluppatore e oggi si presenta come una vera produzione PlayStation. Nonostante qualche elemento derivativo, l’action-RPG di Ultizero Games colpisce per stile, combattimenti dinamici e una direzione artistica coerente. Una prima prova più che convincente, che merita di non passare inosservata in mezzo ai grandi titoli di questa stagione.