Il vero punto di forza del mezzo videoludico è la capacità di raccontare storie e regalare esperienze in maniera interattiva, un asso nella manica su cui tutte le altre forme di intrattenimento non possono contare.

Negli anni gli sviluppatori hanno sperimentato moltissimo con questo concetto e ci hanno regalato scene che sono rimaste nell’immaginario collettivo. Il gaming però è stato fino a pochi anni fa un’arte “di rottura” e mai veramente accettata dal resto del mondo, quindi questo rapporto conflittuale ha generato polemiche enormi e molto frequenti.

Oggi vogliamo fare un viaggio nel passato e raccontarvi di quelle che socondo noi sono state le 5 missioni più controverse della storia dei videogiochi. Sezioni che hanno sconvolto il pubblico e contro le quali i critici non hanno tardato a scagliarsi ma che comunque, per un motivo o per un altro, sono rimaste impressi a fuoco nella memoria di tutti.

By the book – Grand Theft Auto 5

Impossibile non cominciare questa selezione citando una delle saghe più controverse e discusse delle storia: Grand Theft Auto. La leggendaria saga targata Rockstar ha dovuto percorrere una strada in salita prima di diventare il gigante che conosciamo oggi. Attaccata da ogni fianco da parte della politica e da gruppi di attivisti, GTA è diventato il simbolo della guerra ai videogiochi nel nome della tutela di un pubblico facilmente impressionabile.

L’ultimo acuto di questa battaglia contro GTA è stato quello che ha avuto come bersaglio la missione “By the book”, presente durante la campagna di GTA 5. Nel corso di questa discussa missione i giocatori, nei panni di Trevor, avrebbero dovuto infliggere orribili torture ad un ostaggio inerme legato ad una sedia all’interno di un’autofficina.

Il giocatore avrebbe dovuto selezionare gli strumenti di tortura, che comprendevano dai cavi di avviamento che si usano per riavviare i motori delle automobili o pinze per estrarre i denti del malcapitato. Il tutto si riduce in una scena sicuramente violenta ma non eccessivamente grafica e certamente non la più sconvolgente della saga.

Questo non ha impedito ai critici di cogliere la palla al balzo e additare di nuovo GTA come la fonte di tutti i mali.

Fire Temple – The Legend of Zelda: Ocarina of Time

Cambiamo totalmente argomento citando un’altra saga leggendaria, stavolta di casa Nintendo. The Legend of Zelda è senza dubbio uno dei fiori all’occhiello della storica compagnia giapponese e Ocarina of Time ne è forse il suo apice assoluto.

Non vi ammorbiamo con un resoconto comprensivo del capolavoro di Nintendo (ma se siete interessati potete trovarlo qui), però siamo sicuri che in molti saranno sorpresi di vedere citata una saga così innocua e notoriamente family-friendly in una classifica come questa. La controversia sorta attorno a The Legend of Zelda: Ocarina of Time è tanto semplice quanto assurda ed è legata all’utilizzo di alcuni simboli religiosi all’interno del Fire Temple.

Nel dungeon che ci troveremo ad esplorare nei panni di Link appare scolpita sulla facciata di una porta rocciosa una mezzaluna accompagnata da una piccola stella. Alcuni di voi sapranno sicuramente riconoscere già da questa descrizione il simbolo universale della religione islamica, che appare infatti in molte bandiere di paesi mediorientali.

L’inclusione di questo simbolo non è stato l’unico accenno all’Islam nella versione originale del Fire Temple, che includeva anche una colonna sonora ispirata ad un canto tradizionale della religione musulmana e questo ha naturalmente fatto molto discutere all’epoca del lancio.

The Legend of Zelda è sempre stata inquadrata come una saga per i giocatori di tutte le età, provenienza e credo religioso, una filosofia declamata chiaramente dal suo creatore Shigeru Miyamoto. Questo episodio è stato immediatamente condannato dalla compagnia, che ha eliminato ogni riferimento alla religione islamica in tutte le versioni successive del gioco.

Uprising – Battlefield 3

Torniamo a parlare di sparatutto, sebbene la controversia in questione non abbia nulla a che vedere con le effettive componenti di gameplay del titolo. Battlefield 3, uno dei capitoli più apprezzati della saga targata EA, offre una campagna breve ma molto intensa composta da 12 capitoli principali.

All’inizio del Capitolo che prende il nome di Uprising il giocatore interagisce con un QTE (quick time event) che mostra il protagonista eliminare un ratto con un coltello e togliere il cadavere dal suo campo visivo, prima di lanciarsi poi nella vera e propria missione.

Questa sezione è stata presa di mira dalla PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), la nota associazione animalista che si è scagliata contro gli sviluppatori accusandoli di “trattare gli animali in maniera sadica” e che così facendo avrebbero “influenzato negativamente il pubblico target”.

La PETA ha gridato allo scandalo per timore che i giovani videogiocatori appassionati di Battlefield sarebbero stati desensibilizzati alla violenza contro gli animali. Per quanto riteniamo che la missione dell’associazione sia certamente nobile, all’interno del titolo in questione esistono scene ben più grafiche che ritraggono violenza contro esseri umani, come del resto è il caso per qualsiasi sparatutto.

Tiro alla Fune / Paddle Battle – Mario Party

Mario Party è un delle tante saghe che ha come protagonista la celebre mascotte Nintendo e negli anni si è ritagliata una posizione di rilievo nelle librerire dei fan della Grande N. Negli anni sono stati rilasciati decine titoli targati Mario Party ma il progetto che ha dato il via la saga risale ai tempi del Nintendo 64.

L’idea di simulare un gioco da tavolo con caselle e minigiochi da affrontare nel classico stile caotico che ha sempre contraddistinto Mario e i suoi amici si è rivelata vincente. Tuttavia la polemica è nata da una conseguenza non prevista dagli sviluppatori, legata alla strategia utilizzata dai giocatori per superare alcuni particolari miniciochi.

I minigiochi in questione erano Tiro alla Fune e Paddle Battle, due semplici sfide nelle quali i giocatori avrebbero dovuto agitare il più velocemente la levetta analogica. Presto i fan si sono accorti che il modo per massimizzare gli effetti di questa specifica meccanica era quello di appoggiare tutto il palmo sull’analogico e agitare l’intera mano con movimenti ripetuti e sincopati.

Questo strategia però causava, a lungo andare, grande fastidio al palmo della mano, oltre che vesciche e sanguinamento. Naturalmente i genitori preoccupati e le associazioni di rappresentanza hanno tuonato contro Nintendo che, in seguito ad una causa legale intentata dallo Stato di New York, è stata costretta a fornire gratuitamente a tutti i possessori di una copia di Mario Party un paio di guanti protettivi per evitare danni agli arti superiori.

Si è trattata di una polemica rocambolesca e imprevista dalla leadership Nintendo, che nei capitoli successivi ha deciso di eliminare del tutto questa meccanica. Nei remake moderni è stata poi reintrodotta con un avviso che precede l’inzio del minigioco ma resta una testimonianza lampante di come a volte la creatività dei videogiocatori possa superare ogni possibile previsione da parte del team di sviluppo.

The Gate – Spec Ops: The Line

Concludiamo con quello che secondo noi è il capitolo più controverso della storia videoludica, all’interno di un titolo responsabile di aver ritratto con un realismo brutale l’orrore dei moderni teatri di guerra.

Chi ha avuto l’opportunità di giocare a Spec Ops: The Line sa esattamente a quale missione ci stiamo riferendo. In questa fase della trama il protagonista Walker e la sua squadra stanno approcciando il cosiddetto The Gate, due grattaceli appaiati che sono separati soltanto da una piccola fessura, una conformazione a cui la struttura deve il suo caratteristico appellativo.

Uno degli uomini di Walker lo avvisa della presenza di un’apparente esercito ostile che blocca il passaggio al The Gate e chiede al suo comandante come faranno a superarlo. Walker risponde con un semplice sguardo rivolto ad una complesso macchinario, un mortaio che spara involucri riempiti di fosforo bianco.

Il fosforo bianco è una polvere che a contatto contatto con l’ossigeno produce anidride fosforosa, una sostanza che a sua volta reagisce in maniera violenta nei composti contenenti acqua, disidratandoli e generando una reazione simile ad una combustione interna. Si tratta di un’arma estremamente crudele che alcuni Paesi hanno deciso di bandire dall’utilizzo bellico.

I compagni di Walker sono riluttanti ma sono costretti a seguire i suoi ordini, permettendo al giocatore di sterminare i nemici dall’alto con un bombardamento di munizioni al fosforo bianco. Una volta che gli ostacoli sono stati eliminati e le terribili urla si sono dissipate, i tre proseguono nel loro cammino assistendo alla distruzione che hanno appena creato.

Assistiamo ad una scena di totale disperazione, in grado di scuotere anche gli stomaci più forti. I cadaveri sono in fiamme e alcuni sopravvissuti, ustionati e con arti recisi invocano la morte per l’insopportabile sofferenza. Gli sviluppatori però decidono di sferrare il decisivo colpo allo stomaco dei giocatori quando Walker e i suoi si accorgono con orrore di non aver sterminato un esercito nemico, bensì un campo profughi popolato da civili di cui restano soltanto i corpi contorti e ustionati. Resta iconico il momento in cui Walker si accorge del suo orribile errore e si pietrifica davanti al cadavere bruciato di una madre che abbraccia la sua bambina e le copre gli occhi.

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