Il Parlamento inglese indaga sui licenziamenti in casa Rockstar

Il mese scorso Rockstar era finita sulle prime pagine dei giornali a causa di una notizia non troppo onorevole che, per una volta, non riguardava indiscrezioni relative al lancio di GTA VI. La compagnia aveva licenziato una trentina di dipendenti per “gravi colpe” legate alla condivisione con il pubblico di materiale confidenziale.

La trama però si è infittita quando la IWGB (Indipendent Workers of Great Britain) aveva rivelato che in realtà i lavoratori in questione erano stati licenziati a causa della loro presenza su un canale Discord della IWGB. L’accusa, neanche torppo velata, a Rockstar sarebbe quindi quella di aver allontanato i lavoratori per scongiurare la creazione di un sindacato interno alla compagnia.

In seguito alla questione la community ha fatto sentire la propria voce in sostegno al gruppo di sviluppatori licenziati e una petizione interna a Rockstar, che ha raggiunto le 200 firme, ha intimato la direzione di “reintegrare immediatamente” i colleghi.

La questione ha raggiunto anche la Camera dei Comuni britannica, dove il rappresentante del Partito Laburista Chris Murray ha interpellato direttamente il Premier Starmer chiedendo:

l mese scorso, l’azienda di videogiochi Rockstar, nella mia circoscrizione, ha licenziato 31 dipendenti, senza fornire prove o rappresentanza sindacale
L’IWGB accusa Rockstar di aver violato i diritti sindacali. Dopo aver incontrato Rockstar, non mi hanno rassicurato sul fatto che stiano rispettando le leggi sul lavoro, e condivido le mie preoccupazioni in merito alla violazione dei diritti sindacali.

Il Primo Ministro concorda sul fatto che tutte le aziende, indipendentemente dall’entità dei profitti, debbano rispettare la legislazione del Regno Unito in materia di lavoro e che tutti i lavoratori abbiano il diritto di iscriversi a un sindacato?

La risposa del Premier non ha tardato ad arrivare:

Beh, è ​​un caso profondamente preoccupante. Ogni lavoratore ha il diritto di iscriversi a un sindacato e siamo determinati a rafforzare i diritti dei lavoratori e a garantire che non subiscano conseguenze ingiuste per l’adesione a un sindacato.
I nostri ministri esamineranno il caso specifico che solleva.

Pare quindi che Rockstar dovrà spiegare le sue ragioni al governo britannico e noi siamo lieti di osservare l’interessamento delle istituzioni per questioni che purtroppo sono diventati fin troppo comuni all’interno dell’industria videoludica.

E voi che ne pensate del caso Rockstar?

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