Sono passati esattamente dieci anni dalla definitiva conclusione di Uncharted, una delle saghe più iconiche dell’universo PlayStation e della storia del gaming. Nathan Drake, l’irriverente cacciatore di tesori dalla battuta sempre pronta e dal grilletto facile, ha debuttato con la sua prima avventura nel 2007 e ha segnato un’intera generazione di videogiocatori.
Il lancio di Uncharted 4 è stato preceduto da grande trepidazione da parte del pubblico, che attendeva col fiato sospeso quella che sarebbe stata l’ultima avventura di Nathan Drake e la prima ad essere sviluppata in esclusiva per l’allora nuovissima PlayStation 4. A dieci anni di distanza possiamo affermare con certezza che Naughty Dog è riuscita a concludere la saga in maniera eccelsa, mescolando una nuova caotica avventura in cerca del tesoro di Avery con elementi più introspettivi ed emotivi del personaggio di Drake.
I fan più affezionati di Uncharted saranno sicuramente a conoscenza del travagliato processo di sviluppo che ha contraddistinto l’ultimo capitolo della saga. Amy Hennig, al timone di Uncharted a partire dalla sua nascita, ha abbandonato Naughty Dog nel 2014 proprio nel bel mezzo dello sviluppo di Uncharted 4 e la guida del progetto è passata nelle mani di Neil Druckmann e Bruce Straley, reduci dall’enorme successo di The Last of Us.
Si è parlato tanto delle circostanze che hanno portato Amy Hennig a lasciare lo studio e quanto sia stata effettivamente volontaria la sua partenza ma oggi non vogliamo parlare di questo e riaprire vecchie ferite di cui non si conosce l’origine. Sappiamo però che l’Uncharted 4 di Amy Hennig era in una fase piuttosto avanzata dello sviluppo ed esiste una versione dell’ultimo capitolo della saga che purtroppo non abbiamo mai avuto.
Addentriamoci quindi nei file di gioco, nei documenti e nelle clip emerse in questi anni e scopriamo come sarebbe stato l’Uncharted 4 di Amy Hennig.
Naturalmente discuteremo della trama e del gameplay di Uncharted 4, quindi se non lo avete ancora giocato vi consigliamo di recuperarlo prima di proseguire.
Come sarebbe stato l’Uncharted 4 di Amy Hennig?

Il team di Naughty Dog guidato Amy Hennig si mette al lavoro immediatamente dopo il lancio di Uncharted 3 nel 2011. Era evidente che il lancio di PlayStation 4 sarebbe arrivato nel giro di qualche anno, quindi gli sviluppatori puntano a preparare un progetto ambizioso.
Il primo teaser arriva nel 2013 e mostra solamente una mappa che si riempie progressivamente d’inchiostro, mentre in sottofondo possiamo ascoltare la voce di Sam Drake. All’epoca non era ancora stata rivelata al pubblico l’esistenza del fratello di Nathan ma le parole del teaser lasciano intendere che qualcuno di profondamente legato al protagonista si stia rivolgendo a lui e al potenziale giocatore.
Il Sam Drake che abbiamo ricevuto nella versione definitiva di Uncharted 4, interpretato da Troy Baker, ritorna all’improvviso da suo fratello dopo 15 anni di prigionia e insieme cercheranno il tesoro di Avery. Amy Hennig però aveva altri piani per il personaggio di Sam.
La director originale della saga avrebbe affidato questo personaggio cruciale a Todd Stashwick e avrebbe avuto un ruolo più antagonista rispetto a quello che abbiamo visto in “Fine di un Ladro”. Quella di Troy Baker non è stata l’unica sostituzione. Rafe Adler, il villain principale del gioco, avrebbe dovuto essere interpretato da Alan Tudyk mentre con l’arrivo di Druckmann il ruolo è passato a Warren Cole.
Il team originale era già al lavoro da diverso tempo sulla versione di Uncharted 4 concepita da Amy Hennig ma sotto la guida di Neil Druckmann una gran parte del progetto originale è stata rimaneggiata e diverse sezioni sono state completamente eliminate.
Il livello tagliato delle Bahamas e il flashback di Henry Avery

L’ Uncharted 4 che conosciamo inizia con un flashback ambientato nell’orfanotrofio, dove possiamo prendere il controllo di un giovane Nate mentre sgattaiola fuori dall’edificio e incontra suo fratello Sam. Insieme si dileguano sui tetti dell’orfanotrofio e recuperano i documenti appartenuti alla madre. È qui che decidono di adottare il nome “Drake” in una scena molto commovente.
La versione originale del gioco però non avrebbe compreso questo flashback così approfondito e la sezione non sarebbe stata giocabile. Amy Hennig avrebbe fatto partire il giocatore direttamente dalla prigione panamense, dove Sam e Nate si sono fatti introdurre deliberatamente per cercare indizi sul tesoro di Avery.
A questo punto il giocatore non sa ancora che Sam è il fratello di Nate, una rivelazione che arriverà in un secondo momento. I due rimangono coinvolti nell’evasione e, come nella versione definitiva del gioco, Sam verrà catturato e Nate è costretto ad abbandonarlo.
La trama si sposta a quindici anni dopo e da questo momento in poi le divergenze fra le due versioni di Uncharted 4 iniziano a farsi consistenti. Nella versione originale di Amy Hennig assistiamo a Nate, Elena e Sully che esplorano i fondali marini delle Bahamas in un livello che avrebbe preso il nome di “Barriera Corallina”.
Il giocatore avrebbe controllato Nate nell’immersione verso la nave di Henry Avery, chiamata ‘The Fancy’. Accompagnato da Elena il protagonista raccoglie diversi artefatti, fra cui una chiave che pare essere molto importante per individuare il tesoro.
Qui si manifesta il più grosso divario creativo fra le due versioni perchè il team originale aveva progettato un flashback che avrebbe messo il giocatore nei panni di Henry Avery stesso. In controllo del leggendario pirata avremmo dovuto difendere la nostra nave dall’attacco della Gunsway, in una sezione che dai file rinvenuti pare essere estremamente caotica e spettacolare. Gli sviluppatori avevano preparato un perimetro esplorabile della nave con elementi che sarebbero stati distrutti durante la battaglia e nel frattempo il giocatore avrebbe combattuto contro i nemici utilizzando spade e cannoni.
Tutto questo è stato eliminato nella versione definitiva del gioco ma una piccola parte dell’immersione di Nate è stata conservata, seppur in un contesto completamente diverso.
Dopo il flashback, il giocatore torna nei panni di Nate, che riemerge con Elena per trovare l’imbarcazione di Sully intercettata dalla Guardia Costiera. Tutti gli artefatti vengono sottratti dalle autorità e i nostri restano a mani vuote.
Il colpo a Londra con Sully, Elena e Charlie Cutter

Passa qualche mese e Nate scopre che gli artefatti sequestrati alle Bahamas verranno messi in mostra ad una serata di gala in programma a Londra. il trio quindi si riunisce nella capitale britannica e arruola anche Charlie Cutter, una vecchia conoscenza dei fan di Uncharted 3.
Il piano è questo: Nate ed Elena si introdurranno alla festa fingendosi ospiti, mentre Charlie ruberà un uniforme da cameriere per non dare nell’occhio. Sully invece supporterà la squadra dall’esterno mascherando il suo furgoncino e guadagnando l’acceso in qualità di rappresentante della compagnia idraulica. L’obiettivo è quello di sottrarre la chiave, fondamentale per trovare il tesoro di Avery.
Nate ed Elena individuano la chiave esposta al centro del salone da ballo dove si tiene il gala ma naturalmente ci sono troppi testimoni presenti per poterla sottrarre. A questo punto vediamo Charlie Cutter entrare in scena, che si avvicina alla coppia e porge loro la copia della chiave da sostituire dal suo vassoio da cameriere.
Passiamo quindi in controllo di Sully, che dai sotterranei dovrà cercare il pannello elettrico per tagliare la corrente in modo da permettere ai due di rubare la chiave senza farsi vedere. Abiamo bisogno di una tessera per raggiungere il pannello e così Sully chiederà aiuto a Cutter. Qui sia pre una scena nella quale Charlie prova a sfilare la tessera ad una guardia, ma fallisce e chiede aiuto a Nate e Elena.
Una volta recuperata la tesserà, Charlie raggiungerà Sully per consegnargliela. Nel frattempo un personaggio a cui i file fanno riferimento col nome di Bahamian, riconosce Nate ed Elena, mentre all’esterno alcune guardie insospettite scoprono il furgone di Sully e staccano l’adesivo della finta compagnia idraulica. La copertura sta per saltare.
Sully raggiunge il pannello elettrico ma per staccare la corrente bisogna disattivare anche un generatore secondario che si trova sul tetto. Sully avvisa Nate, che sale sul tetto e il giocatore in questa sezione può godersi lo skyline di Londra. Eliminato il generatore secondario, Nate torna verso il salone centrale e si imbatte in Sam. I due conversano brevemente e Nate, così come il giocatore, resta sotto shock. È qui infatti che ci viene rivelato che il personaggio di Sam è il fratello del protagonista e i due non si vedevano da oltre 15 anni. Il nostro protagonista aveva abbandonato suo fratello nella prigione panamense e non si sarebbe mai immaginato di poterlo incontrare di nuovo.
Nate ed Elena ritornano alla sala principale quando le danze stanno per cominciare. Qui il giocatore avrebbe interagito con un minigioco, muovendo i personaggi a ritmo di musica che intanto si avvicinano alla teca dove è custodita la chiave. Al momento opportuno Sully stacca la corrente e Nate sottrae la chiave nell’ombra.
Le guardie si accorgeranno subito del reperto mancante, quindi Elena si toglierà i tacchi e insieme a Nate inizieranno a scappare dall’edificio. Il gruppo si riunisce sulle rive del Tamigi e riescono a superare il fiume utilizzando un tunnel sotterraneo, che li conduce ad una imbarcazione sulla quale scappano dalla città.
Durante la traversata Nate esamina la chiave e trova un’ indizio che li porterà alla prossima destinazione: la Scozia.
Questo segmento della versione originale di Uncharted 4 ve lo descriviamo in maniera così dettagliata perchè il team di Amy Hennig aveva già quasi completato le riprese. Sono emerse online diverse clip che ritraggono i membri del cast mentre danno vita a questa sezione del gioco, che di conseguenza può essere ricostruita in maniera piuttosto coerente.
Dalla Scozia al Madagascar: come cambiava la storia

Il gruppo arriva in Scozia e chi ha giocato ad Uncharted 4 ricorderà sicuramente che anche nella versione definitiva Nate e Sam esploreranno le desolate lande scozzesi. Alcuni asset quindi sono stati conservati ma anche in questo caso il contesto narrativo è profondamente diverso.
I quattro raggiungono le rovine di una cattedrale dedicata a San Disma e si dividono per indagare. Dall’analisi dei file emerge che gli sviluppatori avrebbero pianificato un livello piuttosto esteso e aperto, che il giocatore avrebbe potuto esplorare liberamente in cerca di indizi. Restano tracce dell’inclusione di una specie di quad a bordo del quale Nate avrebbe esplorato la zona.
Non è possibile recuperare l’esatto contesto ma a questo punto il gruppo si sarebbe imbattuto in Sam e Rafe. Entrambi decidono di collaborare e insieme raggiungono una grotta sotterranea che li porta all’enorme ingresso di una cripta. Risolto il puzzle il giocatore entra nella gigantesca stanza che però appare svuotata ma il gruppo riesce a trovare un nuovo indizio che conduce al Madagascar.
A questo punto la cripta comincia a collassare su se stessa e mentre Elena, Charlie e Sully riescono a fuggire, Sam resta bloccato e Rafe prova a salvarlo. L’istinto di Nate è quello di tornare verso il fratello per aiutarlo, mentre Elena e Sully lo implorano di scappare. Combattuto fra le urla del fratello e quelle dei suoi amici, Nate rinuncia e abbandona suo fratello proprio come aveva fatto 15 anni prima.
Il finale originale e il destino dei fratelli Drake
Da questo momento in poi i dettagli della trama si fanno più rarefatti ed è evidente che il team di Amy Hennig stesse ancora lavorando su questa fase della storia.
Sembra che Nate venisse poi imprigionato da Sam e Rafe e abbandonato su un isola a morire. Il nostro protagonista però riuscirà chiaramente a sopravvivere e a scappare, per poi raggiungere la colonia di Libertalia per una vera e propria resa dei conti. Le intenzioni di Hennig erano quelle di preparare il protagonista ad una riconciliazione con suo fratello, per gettare poi le basi ad un ritorno dei fratelli Drake.
Nella fase finale del gioco i due collaborano per trovare finalmente il tesoro di Henry Avery e compiere finalmente il loro destino.
Ci sono tantissimi file e asset risalenti alla versione originale di Uncharted 4 ma purtroppo è complesso comporre un mosaico che soltanto il team avrebbe potuto mettere insieme. Resta interessante però cercare di capire quello che avrebbe potuto essere l’ultimo capitolo della saga e come la creatrice originale avrebbe voluto dare il suo personale addio al personaggio che ha svoltato la sua carriera.
L’Uncharted 4 che non vedremo mai
Non è semplice ricostruire la versione di Unchared 4 che Amy Hennig aveva in mente ma l’unica certezza è che purtroppo non la vedremo mai. L’Uncharted 4 che ha finito per essere rilasciato nel 2016 è comunque ricordato con affetto dai fan della saga, che hanno apprezzato la conclusione emotiva del viaggio di Nathan Drake. Il protagonista, dopo innumerevoli avventure, riesce a trovare il suo angolo di paradiso e godersi una vita normale insieme a Elena e alla loro figlia Cassie.
È innegabile però che la versione originale di Uncharted 4 avrebbe preso una piega diversa e sarebbe interessante poter giocare all’ultimo capitolo così come lo aveva immaginato la creatrice della saga. Purtroppo questo rimane un desiderio che non può essere esaurito nemmeno da Naughty Dog ma, per quanto resti l’amarezza del progetto incompiuto, restiamo comunque soddisfatti della conclusione della saga e se non l’avete ancora fatto, vi consigliamo di giocare ad Uncharted 4.
E voi che ne pensate? Avrete voluto vedere questa versione di Uncharted 4?
Unisciti a noi e segui l’Alpaca su Instagram, Facebook e X.
Scrivi un commento