Uncharted è una delle saghe più amate dai fan di PlayStation. Un vero e proprio simbolo senza età che incapsula tutta la meraviglia che il gaming è in grado di comunicare. Chiunque abbia toccato un joystick negli ultimi vent’anni conosce Nathan Drake, diventato un’icona per un’intera generazione di videogiocatori.

Dalle umili origini nel 20007 con Uncharted: Drake’s Fortune abbiamo accompagnato Nate fino allo spettacolare finale di Uncharted: Fine di Un Ladro nel 2016, chiudendo così un cerchio che viene perfettamente simboleggiato nel motto della saga inciso sull’anello del protagonista: Sic Parvis Magna (“Grandezza da umili origini”).

Dopo un ultimo spin-off rilasciato nel 2017 la saga si è ufficialmente conclusa e Naughty Dog ha dedicato anima e corpo allo sviluppo di The Last of Us 2, l’ultimo titolo dello studio fiore all’occhiello di casa Sony. Oggi sappiamo che il team guidato da Neil Druckmann sta lavorando al nuovo Integalactic: The Heretic Prophet e sembra che, a quasi un decennio di distanza dall’ultima sua apparizione, sia davvero terminata la storia di Nathan Drake.

Oggi però vogliamo convincere anche i più scettici e spiegarvi le nostre ragioni per le quali secondo noi Uncharted dovrebbe ritornare.

Sic Parvis Magna

Uncharted 4; Sam e Nathan

Il motto di Uncharted si applica molto bene alla storia dello studio che lo ha prodotto. Naughty Dog è partito da inizi molto umili, come studio indipendente creato dai due amici d’infanzia Jason Rubin e Andy Gavin. La grande occasione si è presentata con l’arrivo della prima PlayStation, alla quale Naughty Dog ha offerto la sua mascotte più iconica: Crash Bandicoot.

Con l’enorme successo della trilogia Naughty Dog ha avuto da PlayStation carta bianca per creare il proprio nuovo progetto, che sarebbe poi divenuto Jak and Daxter. La nuova trilogia è stata contraddistinta da un tono più maturo ma pur sempre indirizzato a giocatori preadolescenti, che all’epoca erano il target principale delle grandi software house.

Nel 2006 però era arrivato il momento per Naughty Dog di fare sul serio e di confrontarsi con un titolo più maturo, indirizzato ad un pubblico di giovani adulti pronti ad esplorare l’ignoto insieme allo studio californiano. È all’E3 del 2006 che Naughty Dog presenta per la prima volta Uncharted, un titolo che non avrebbe avuto come protagonisti adorabili e colorate mascotte ma un esploratore in cerca di tesori negli angoli più sperduti del pianeta.

L’esame di maturità di Naughty Dog sarebbe stato affidato alla mano esperta di Amy Hennig, già al timone di grandi classici come Legacy of Kain: Soul Reaver. La narrativa avrebbe esplorato la storia di Nathan Drake, l’irriverente esploratore che avrebbe setacciato gli angoli più sperduti del pianeta per trovare i tesori su cui lui e il suo mentore Sully avrebbero messo gli occhi.

L’idea era quella di mescolare elementi tipici di saghe come Indiana Jones e Tomb Raider, focalizzandosi sul rapporto fra i personaggi piazzati in ambientazioni da sogno che soltanto Naughty Dog avrebbe potuto creare grazie alle tecnologie all’avanguardia rese disponibili da PlayStation 3.

Fine di un Ladro

Il 2016 è stato l’anno di Uncharted: Fine di un Ladro, il gran finale della saga che avrebbe concluso la saga di Nathan Drake con un’ultima avventura, stavolta più intima e intensa dal punto di vista emotivo. Sarebbero state esplorate le misteriose origini del protagonista, della sua famiglia e della sua incontrollabile sete di avventura, il tutto supportato dalla potenza di PlayStation 4, che per la prima volta avrebbe fornito le sue grafiche realistiche ad un titolo della saga.

Ne è risultato uno dei titoli più amati della saga, secondo forse soltanto ad Uncharted 2, che però ha reso chiaro il definitivo addio all’esploratore di casa Sony. Lo spin-off rilasciato nell’anno successivo è stato accolto in maniera tiepida proprio a causa dell’assenza del carismatico protagonista e da quel momento in poi non abbiamo più sentito parlare di Uncharted.

L’uscita di scena di Amy Hennig e l’ascesa di Neil Druckmann hanno decisamente cambiato le priorità dell studio, che ora sembra focalizzato su altri temi, i quali non comprendono certo la leggerezza e l’umorismo tipici di Uncharted. È ormai diventata celeberrima l’intervista in cui l’attuale direttore di Naughty Dog afferma “Non usiamo la parola ‘Divertente’ qui”, riferendosi al processo di sviluppo di The Last of Us 2 ed è chiaro che questo approccio vada a scontrarsi con l’indole scanzonata e spiritosa di Nathan Drake.

Non è facile quindi immaginare un ipotetico nuovo titolo della saga, nè tantomeno un ritorno del suo protagonista. A nostro parere però Uncharted nasconde ancora tanto potenziale e potrebbe restituire nuova linfa vitale a Naughty Dog e alla sua immagine.

Perchè Uncharted dovrebbe tornare

A prescindere da ciò che pensate degli ultimi lavori di Naughty Dog è impossibile negare che abbiano a dir poco spaccato la fanbase. Non stiamo parlando dei temi ideologici promossi nel discusso sequel del 2020 ma delle scelte puramente narrative che hanno in qualche modo diviso i fan in due fazioni contrapposte e spesso in guerra fra loro.

Sicuramente questo non è stato un effetto casuale che ha colto Naughty Dog di sorpresa ma una scelta ben precisa per rendere l’impatto culturale del gioco ancora più potente. Una scelta che per certi versi ha funzionato, considerato il fatto che ancora sul web si parla regolarmente di The Last of Us 2 e delle sue scelte narrative.

Non sappiamo cosa aspettarci da Intergalactic: The Heretic Prophet ma siamo certi che Naughty Dog potrebbe soltanto trarre beneficio da una saga più semplice da approcciare, con meno pretese narrative e morali e che reintroduca la parola ‘Divertente’ all’interno dello studio. Questa saga esiste già ed è stata lasciata in ghiaccio per troppo tempo.

La principale obiezione al ritorno di Uncharted immaginiamo sia il fatto che la storia di Nathan Drake è stata definitivamente conclusa con un finale che non vogliamo spoilerare per chi ancora dovesse recuperare Uncharted 4. Lo spin-off però ha dimostrato che è possibile esplorare nuove storie con altri personaggi.

Per quanto il destino di Drake sia ormai segnato, non conosciamo quello di suo fratello Sam o del suo mentore Sully, che potrebbero essersi cacciati in altre mirabolanti avventure prima di finire a passare la loro meritata pensione nell’isola deserta dalla quale inviano la cartolina che appare nel finale di Uncharted 4.

Sarebbe interessante anche esplorare la prospettiva di Elena, l’amata compagna del nostro protagonista. Tuttavia l’opzione più papabile per chi debba raccogliere il testimone di Nathan Drake però è naturalmente sua figlia Cassie. La ragazzina è ancora giovanissima nel finale di Uncharted 4 e quando scopre le tracce delle avventure dei suoi genitori nascoste all’interno di un armadio chiuso a chiave dimostra di avere un grande interesse e di voler saperne di più.

Il gene dell’avventura si tramanda di generazione in generazione, altre importanti saghe lo hanno dimostrato, e a nostro parere questa potrebbe essere un’occasione perfetta per tornare alla caccia di tesori in compagnia di una nuova eroina.

La saga Uncharted merita una seconda possibilità. Non ci stiamo riferendo necessariamente ad un ipotetico Uncharted 5 ma esistono tantissime alternative, che ci auguriamo Naughty Dog possa prendere in considerazione nel prossimo futuro.

E voi che ne pensate, lo vorreste un nuovo Uncharted?

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