Il gaming multiplayer si è consolidato negli anni attorno ad un modello piuttosto rigido, che si pone come obiettivo quello di attirare il maggior numero di giocatori possibili e trattenere la loro attenzione in un loop idealmente ininterrotto. L’obiettivo degli sviluppatori è quello di massimizzare l’engagement di ogni singolo giocatore e non c’è genere che meglio incapsuli questo trend come gli sparatutto.

Fortnite, Overwatch, Apex Legends e Call of Duty. Non è un caso se i nomi di questi titoli suonino familiari a chiunque, anche a chi non li ha mai giocati, perchè lo scopo è proprio quello di diventare talmente dominanti nella cultura di massa da essere inevitabili e garantire così un costante successo ai propri sviluppatori.

Oggi però non vogliamo parlare del panorama multiplayer in genere ma di una piccola, luminosa e sottovalutata perla del genere sparatutto: Titanfall 2.

Pilota e Titan – il paradigma perfetto

Titanfall 2
Cooper & BT

Titanfall 2 ci catapulta in una non meglio precisata Frontiera, un campo di battaglia dominato dal paradigma che unisce Piloti e Titan, i quali rappresentano il centro nevralgico dell’intera esperienza, sia in multiplayer che in single-player.

Il Pilota è un soldato d’elite, equipaggiato con un jump-kit che gli consente di muoversi con agilità sovraumana sul campo di battaglia. Il Pilota vede ogni cosa prima dei suoi commilitoni e può prendere decisioni in una frazione di secondo. Questa unità di combattimento rappresenta l’apice della tecnologia umana e può ribaltare da solo gli equilibri della battaglia.

Per quanto la superiorità del Pilota in battaglia sia indiscussa, il suo vero asso nella manica è il Titan, un gigantesco mecha che si serve di un link neurale in grado di collegarlo al suo conducente attivando una sinergia letale di incalcolabile valore.

Tutto questo si traduce in due versanti di gameplay distinti ma perfettamente comunicanti. Il giocatore veste i panni di un Pilota e può servirsi di tutte le vaste capacità garantite questo soldato d’elite. Possiamo sperimentare un vasto arsenale di armi da fuoco e granate che rappresentano l’elemento più tradizionale del gameplay sparatutto ma ci rendiamo presto conto di come la fluidità di movimenti sia la vera arma segreta di Titanfall 2. È incredibile come Respawn Entertainment abbia perfezionato già nel 2016 la formula del cosiddetto “movement-shooter”, che nell’ultimo decennio è stata inseguita da innumerevoli studi di sviluppo.

Si perchè la prima immediata sensazione che avvolge il giocatore quando si addentra nel gameplay di Titanfall 2 è l’estrema fluidità di movimenti che governa ogni match. L’incredibile rapidità dei Piloti e il kit che permette di arrampicarsi ovunque, scivolare fra gli ostacoli ed eseguire una delle migliori versioni di wall-running mai realizzata restituisce ad ogni giocatore un senso di assoluta invincibilità, interrotto soltanto dal colpo preciso di un altro giocatore.

Se vi fermate ad osservare la moltitudine di clip presenti online potreste giustamente restare interdetti nei confronti di quello che appare un campo di battaglia estremamente caotico. Il segreto che permette al gameplay di Titanfall 2 di funzionare nonostante l’estrema rapidità dei suoi combattimenti però è proprio la fluidità dei suoi controlli.

A differenza di tanti multiplayer che hanno abusato dell’etichetta di “movement-shooter”, il sottovalutato capolavoro di Respawn Entertainment risponde ad ogni minimo input con estrema precisione e questo crea un gameplay che è più equiparabile ad una danza incredibilmente mortale che ad una roulette russa dominata dal caos e dalla paura del cecchino dietro l’angolo.

Inutile negare però che il vero asso nella manica di Titanfall 2 è proprio lui, il gigantesco robottone detto Titan. Ogni Pilota infatti è collegato indissolubilmente al suo Titan, un enorme capolavoro tecnologico che ne esalta le capacità in combattimento e lo rende praticamente inarrestabile.

Guidare il proprio Titan da la sensazione di essere in controllo di una sorta di carrarmato mobile, in grado di ribaltare in un attimo le sorti del combattimento. Esistono diverse categorie di Titan, ognuno con i propri poteri, le proprie armi e spettacolari finisher che rappresentano non soltanto il picco tecnologico dell’universo di Titanfall ma anche l’apice di design dei ragazzi di Respawn Entertainment.

Titanfall 2 riesce a condensare in sè due generi già ardui da realizzare singolarmente. Respawn ha realizzato in sordina uno dei migliori esempi di “movement-shooter” mai esistiti, abbinando elementi di combattimento fra mech che elevano questo titolo e lo separano dal vastissimo panorma degli shooter.

Il cimitero degli sparatutto è affollatissimo ma, sebbene la saga Titanfall sia probabilmente destinata a restare per sempre un ricordo, il secondo capitolo rimane uno degli esempi più luminosi ed inequivocabilmente unici di un genere troppo spesso relegato all’inseguimento ottuso di trend inspiegabili.

La Campagna – Ecco perchè Titanfall 2 resta immortale

Abbiamo finora parlato delle potenzialità di Titanfall 2 e del suo gameplay ma siamo onesti, in quanti oggi giocano regolarmente? Secondo SteamDB sono circa 1500 i gicatori che accedono quotidianimente, una cifra che rende il multiplayer originale essenzialmente deserto. Negli anni poi gli hacker hanno popolato i server ufficiali e chiaramente EA e Respawn non sono intervenuti in alcun modo.

L’unico modo per godersi davvero il multiplayer di Titanfall 2 è Northstar, una mod fanmade che ospita un’attivissima community protetta dagli hacker e che vi linkiamo qui.

Tutti questi segnali delineano il classico profilo di uno sparatutto ormai abbandonato, che ha avuto il suo apice una decina di anni fa e che oggi è relegato alla nostalgia di un manipolo di appassionati. Da una parte questo può anche essere vero ma c’è un elemento che rende Titanfall 2 veramente immortale, ovvero la sua Campagna.

La Campagna single-player di Titanfall 2 ci cala nei panni di Jack Cooper, un soldato semplice della Milizia con il sogno di diventare un giorno un Pilota. Si sta allenando all’interno di una simulazione di Realtà Virtuale insieme al suo mentore, il Pilota Tai Lastimosa in quella che è a tutti gli effetti una sezione tutorial.

Veniamo interrotti da una voce imperiosa che ordina di prepararsi all’atterraggio sul pianeta Typhon. La Milizia cadrà in un’imboscata della Interstellar Manufacturing Corporation (IMC) e assisteremo al brutale assassinio di Lastimosa. Perdiamo i sensi e ci risvegliamo appena in tempo per ascoltare le ultime parole del nostro capitano, che prima di esalare l’ultimo respiro ci affida l’importante responsabilità di ereditare il suo Titan, BT-7274.

Lastimosa abbandona Cooper e BT con una frase potente e ambigua: “Prenditi cura di lui”. A questo punto della storia non possiamo saperlo ma il monito del capitano è rivolto in egual misura a Cooper e a BT, un duo che diventerà sempre più affiatato nel corso della Campagna.

Le premesse della storia di Titanfall 2 non sono di certo fra le più originali. Abbiamo una guerra esistenziale fra due fazioni piuttosto generiche, un protagonista senza origini, un robottone che non capisce il sarcasmo e il tutto condito da un linguaggio vagamente militaresco. Se però riusciamo a superare i pregiudizi scopriremo una Campagna che ha davvero una storia da raccontarci ed è molto più valida di quanto ci potremmo aspettare.

Qui ci rivolgiamo a chi ancora non ha mai giocato a Titanfall 2 e quindi non vogliamo scendere in spoiler troppo precisi. Sappiamo anche che il nostro pubblico, così come la nostra redazione, non fa parte del pubblico target del genere sparatutto e bisogna ammettere che a volte si pecca di arroganza derubricando qualsiasi titolo di questo genere come non abbastanza valido per le nostre necessità artistiche.

Vi consigliamo però di fare un passo indietro questa volta e rivalutare i vostri rigidi dettami. Non siamo davanti ad un prodotto che pretende di veicolare un messaggio filosofico o di sfidare il vostro modo di vedere la realtà ma la maniera in cui Titanfall 2 ritrae il rapporto fra uomo e macchina è unico e lo fa costruendo una relazione che solo in un ‘semplice’ sparatutto è in grado di funzionare.

Vi lasciamo con le parole di BT: “Fidati di me!”

Perchè la serie è finita così?

Nonostante siano passati ormai dieci anni dal lancio di Titanfall 2, anche chi non lo ha mai giocato si sarà sicuramente imbattuto in qualche discussione online o video di approfondimento che tesse le lodi del titolo di Respawn. Continuano ad emergere sezioni di trailer e di gameplay, sostenuti da una community nostalgica che lamenta la tragica e prematura morte del franchise.

Sono tantissimi gli sparatutto che negli anni sono stati brutalmente interrotti per i motivi più disparati ma pare che Titanfall 2 sia stato in grado di raggiungere quello status riservato a pochissimi titoli in questo genere ultracompetitivo. Titanfall 2 è considerato un classico, un cult, un titolo immortale nei cuori dei suoi fan che ne conservano un ricordo prezioso nonostante la decisione di Respawn e di EA di passare oltre a abbandonare qualsiasi potenziale sequel.

Ma perchè è finita così? Perchè non abbiamo un Titanfall 3 e probabilmente non lo avremo mai? La ragione, come spesso accade, va ricercata nelle logiche di mercato. Titanfall 2 ha debuttato il 28 ottobre 2016, esattamente una settimana dopo Battlefield 1. La competizione dei due franchise sotto l’ombrello EA era chiaramente destinata a concludersi con un solo vincitore, che si è rivelato essere il prequel della serie targata Dice

Respawn si è poi dedicata allo sviluppo di Apex Legends, uno dei live-service più apprezzati del decennio che conserva qualche legame di gameplay e di lore con Titanfall ma la prospettiva di un terzo capitolo sembra oggi più lontana che mai.

Titanfall 2 è il raro esempio di un videogioco che sembra provenire dal futuro e dal passato allo stesso tempo: abbastanza moderno da risultare ancora innovativo, abbastanza vecchio da ricordarci un’industria che aveva priorità diverse.

E voi avete mai giocato a Titanfall 2?

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