Truffa di 4 milioni a Bandai Namco coinvolge anche i vertici della compagnia

L’industria videoludica è un settore caotico e instabile che negli ultimi anni è stato caratterizzato da ondate di licenziamenti e comportamenti arroganti e controproducenti delle software house. Si è generata nell’immaginario dei fan questa immagina di vertici malvagi che controllano la nostra forma di intrattenimento preferita con il pugno di ferro.

Ogni tanto però accade qualcosa di assurdo e grossolano, che infrange questa credenza e ci restituisce un quadro ben più umile dei leader dell’industria.

Bandai Namco è stata vittima di una truffa che si è protratta dal 2021 al 2024 e che ha sottratto circa 4 milioni alle casse della compagnia. Il responsabile è stato proprio un dipendente della compagnia, che è stato arrestato nel 2024. La situazione pareva essersi risolta ma Bandai Logipal, la sussidiaria dove si è compiuto il misfatto, ha rilasciato un comunicato stampa nel quale ha affermato che alcuni leader della compagnia avrebbero ricevuto una decurtazione del compenso per sopperire ai danni causati dal dipendente.

Non si tratta però di un nobile gesto volontario dei vertici, che per il bene della compagnia e per non far ricadere il peso sugli altri dipendenti si tagliano lo stipendio. No, perchè pare che questi dirigenti fossero coinvolti anch’essi nella truffa.

I procedimenti legali sono ancora in corso, quindi non si possono offrire valutazioni definitive e i legali coinvolti hanno tutto l’interesse di far trapelare meno informazioni possibile. Resta interessante notare come sia stata la tentata frode e non un progetto creativo ad unire dirigenti e dipendenti dietro un comune obiettivo.

Voi che ne pensate?

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