Il 2025 è stato l’anno degli indie, questo è innegabile. Il settore al quale abbiamo dedicato il nostro progetto è cresciuto a dismisura, sia grazie a progetti che ora si giocano il GOTY come Clair Obscur: Expedition 33 e Hollow Knight: Silksong, sia grazie a titoli meno ambiziosi che hanno punteggiato tutto il resto dell’anno.

Oggi però vogliamo concentrarci sui progetti nati nel nostro Paese, che ospita una fucina di talenti fertilissima sempre in fermento. Qui di seguito vi elenchiamo i cinque titoli che secondo noi rappresentano l’apice dell’indie italiano nell’anno che sta per concludersi.

5) V’s Rage – Newbix Team

Il primo titolo indie che vorremmo citare si chiama V’s Rage, un side-scroller dello studio milanese Newbix Team che punta a rievocare il fascino degli arcade di un tempo grazie al suo stile di design semplice ma irriverente.

Siamo una mamma bionda e frustrata, che prova a farsi ascoltare da suo marito spaparanzato sul divano di casa. La breve cutscene iniziale ritratta in stile fumetto ci presenta per la prima volta la protagonista, intenta a sognareun dio greco munito di occhiali da sole. Ci spiega che siamo rimasti all’interno di uno dei videogiochi del nostro amato e perliberarci dobbiamo batterlo.

A questo punto si apre l fase forse più interessante di questo indie, quella del gameplay. Gli sviluppatori di V’s Rage si sono impegnati a realizzare una riproduzione di side-scorller che rivorda pilastri del genere come Metal Slug ma lo fa con il suo caratteristico tono irriverente. La nostra protagonista si farà largo fra i vari livelli con in mano Mjollnir, una padella che prende il nome dal celebre martello di Thor. Grazei ad esso sbaraglieremo gli avversari che ci separano dal boss .

Il segnreto della ricetta di V’s Rage non è tanto nel suo stile artistico o nel suo tono leggero ma la varietà di livelli proposta. Se nel primo stage affrontiamo il deserto infestato di fauni con il cellulare il mano nei successivi ci ritroveremo a bordo di barche o di aereoplani, cosa che riuscirà sempre a tenerci sulle spine-

Secondo noi il piccolo progetto sviluppato da NewB tema merita di essere considerato nell’ olimpo degli indie italiani proprio per questi motivi e per la passione defli svik

4) Cookie Cutter – Subcult Joint

Cookie Cutter cover

Il genere metroidvania viene spesso esplorato, insieme al roguelike,dagli studi di sviluppo indie perchè grazie alle sue caratteristiche garantisce ai giocatori un’esperienza molto più longeva. Esistono centinaia di alternative metroidvania nascoste nei meandri di Steam e non è semplice per gli studi emergenti trovare il modo di distinguersi.

Quest’anno però abbiamo avuto l’opportunità di scoprire un nuovo metroidvania indipendente sviluppato dallo studio capitanato da Stefano Guglielmana che riesce in questa titanica impresa. Si chiama Cookie Cutter ed è una vera e propria perla del genere che riesce ad intrecciare in maniera coerente una narrativa originale e un gameplay avvincente.

La cutscene iniziale racconta di un mondo governato dai Denzels, automi robotici di proprietà della compagnia INFONET. Questa distopica società post-capitalista ha trovato il modo di intrappolare e sfruttare le coscienze umane per utilizzarle al servizio dei propri robot in qualità di guardie di sorveglianza del regime.

Questo equilibrio sociale si protrae da circa due secoli, quando la scienziata clandestina Shinji Fallon crea il suo Denzel chiamandola Cherry. le due si innamorano perdutamente prima di essere rintracciate dalle forze della INFONET. Shinji viene rapita e Cherry lasciata quasi in fin di vita. La nostra protagonsita viene salvata dal meccanico Raz e parte alla ricerca della sua amata, una ricerca che si svilupperà fra dieci labirintici livelli platform.

Per quanto riguarda il versante del gameplay, Cookie Cutter è uno degli indie più coerenti che abbiamo giocato quest’anno. I movimenti di Cherry sono fluidissime e i livelli sono progettati nei minimi particolari utilizzando uno stile artistico in stile fumetto che esalta le caratteristiche estetiche del gioco.

Esplorazione e combattimento, come in ogni metroidvvania che si rispetti, sono i due pilastri ma Subcult Joint riesce a non rendersi mai ripetitivo, intervalllando gameplay e trama con una cadenza senza sbavature e una cura maniacale alla presentazione.

Provate a dargli una possibilità anche se il concetto non vi sembra così originale.

3) Nerobi – Sanobusiness

Saliamo sul podio con Nerobi, il paltform in 2D sviluppato dal geniale studio torinese Sanobusiness. Lo abbiamo testato quando era ancora in Early Access e in questi ultimi mesi ha ricevuto tante modifiche e migliorie ma a noi aveva già affascinato molto all’epoca.

Ci troviamo in compagnia del piccolo Nerobi, eroe dalla tunica rossa e dagli occhioni in stile anime ad esplorare il Mondo Mediano, che altro non è se non una sorta di limbo fra la Vita e l’Oblio. Serve come passaggio per le anime prima della reicarnazione e il nostro protagonista, avendo perso la memoria, si trova bloccato qui dentro.

Il Mondo Mediano è infestato da demoni e durante il suo viaggio Nerobi dovrà risvegliare i suoi poteri nascosti per sconfiggerli e aggirarli riscoprendo se stesso.

In termini di gameplay, Nerobi si presenta come un indie che sta a metà fra il platform e l’avventura grafica, che alterna cutscene narrative ad un gameplay davvero impegnativo che richiede coordinazione e precisione nei movimenti per sbloccare nuovi poteri ed esplorare questo mondo disegnato totalmente a mano.

Ad arricchire l’esperienza poi sono gli incontri con i vari NPC che cercheranno di porre fine al nostro cammino con la forza bruta o con l’inganno. Ne risulta un titolo dal piglio irriverente che emerge sia dalla narrativa che dallo stile artistico.

2) Idili – Megalith Interactive

Al secondo posto troviamo una vera avanguardia del settore indie italiano, che mescola il genere survival horror con la cultura e il folklore sardi. Si chiama Idili ed è stato sviluppato da Megalith Interactive.

Gli sviluppatori ci catapultano all’interno di un mondo di gioco modellato ispirandosi al Parco Naturale Nuraghe Is Paras situato nel sud della Sardegna. Vestiremo i panni di John, un turista inglese che si ritroverà ad esplorare il Parco alla ricerca della sua fidanzata Ellie. Troviamo immediatamente una sua registrazione che ci farà capire come qualcosa sia andato terribilmente storto nel corso della nostra breve assenza e subito ci metteremo alla ricerca della nostra amata esplorando gli angoli del Parco Naturale.

Il mondo di gioco è punteggiato di puzzle ed enigmi, i quali serviranno a rivelarci parte della storia e avvicinarci sempre di più ad Ellie. Scopriremo presto però che il Parco è infestato da una presenza mostruosa che ci darà la caccia e dalla quale dovremo scappare per uscire dalla Sardegna avendo salva la nostra vita e quella della nostra fidanzata.

Le premesse del gioco sono molto semplici e il gameplay si ispira a classici molto noti del genere, come Dead Space e Resident Evil, tuttavia a rendere unica l’opera è proprio la connessione con la cultura locale sarda, elemento che gli sviluppatori hanno evidentemente molto a cuore.

Esistono già prodotti ludici e interattivi che servono a presentare in maniera originale le culture locali dei loro sviluppatori ma Megalith Interactive sceglie un’approccio originale per farlo. Il connubio fra survival horror e Sardegna è sorprendentemente funzionante, quindi a nostro parere Idili è un esempio virtuoso di utilizzo del gaming come veicolo culturale.

1) Dino Path Trail – Void Pointer

Il nostro Game of the Year italiano è per distacco Dino Path Trail, un’avventura nel giurassico a tinte western che mescola elementi di action game a roguelike e survival.

La nostra Lucy viene aggredita insieme a sua madre da un gruppo di banditi, che rendono orfana la protagonista e la costringono a sopravvivere da sola in questo mondo popolato di dinosauri, criminali e altre minacce. Con pazienza costruiremo il nostro rifugio e raccoglieremo le risorse utili a costruire tutti gli oggetti necessari per sopravvivere.

In Dino Path Trail c’è davvero tutto, crafting, cucina, combattimento ed esplorazione. Le varie mappe del gioco creeranno un senso di progressione fondato sulla creatività e la differenza di scenari e di materiali ma in genere sta a noi progettare la giusta strategia per far funzionare tutti i complessi ingranaggi che governano questo profondo sistema di gameplay.

A fare da sfondo poi abbiamo uno stile artistico minimale ma coloratissimo. Ogni mappa offre poi differenti risorse e differenti nemici da offrontare, donando al gameplay una freschezza sempre nuova. Il vero ingrediente segreto di Dino Path Trail e il motivo per cui a nostro parere merita il primo posto è il divertimento che offre ai giocatori di tutte le età e di tutte le esperienze. Raramente continuiamo a giocare ad un titolo dopo averlo recesito ma in questo caso siamo spesso ritornati a giocarci qualche partita in questi mesi e ciò rappresenta quanto Dino Path Traile sia, in una parola, divertente.

Si tratta di un titolo che ha tantissimo da offrire ma riesce ad essere abbastanza flessibile da essere disponibile a tutti.

Se c’è un titolo che consiglieremmo a tutti, questo è proprio Dino Path Trail.

E secondo voi qual’è il migliore indie italiano del 2025?

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