Nella serata di ieri si è tenuto un evento che rischia di passare in sordina. Stiamo parlando del THQ Nordic Digital Showcase 2026, dove una serie di studi sotto l’ombrello della casa austriaca hanno presentato i loro nuovi progetti in arrivo.

Le novità non hanno tardato ad arrivare e c’è stato persino spazio per uno shadow-drop, quello del DLC di Reanimal. Fra tutti gli annunci della serata però ce n’è stato uno in particolare che ci ha colpito e che non ci aspettavamo assolutamente. È stato svelato un brevissimo teaser di quello che sembra essere un sequel di Road 96, l’avventura narrativa di Digixart.

Lo studio francese ci ha già regalato un paio di capitoli nel bizzarro franchise ambientato nella distopica nazione di Petria che è diventato un vero e proprio cult per gli amanti degli indie sperimentali. Gli sviluppatori hanno dimostrato un’incrollabile volontà di osare sia per quanto riguarda la storia che Road 96 racconta, sia nella realizzazione di un gameplay che svolge la funzione di vettore narrativo.

Il breve filmato ritrae l’abitacolo di un’automobile guidata da John sull’inconfondibile autostrada desertica, mentre riceve una misteriosa telefonata da parte di Fanny. I fan dei capitoli precedenti stanno già speculando sulle possibili implicazioni di questo nuovo teaser ma oggi vogliamo accogliere chi ne è rimasto incuriosito e si chiede se può valere la pena riscoprire questo franchise ingiustamente sottovalutato.

Fuga da Petria

Per chi se lo fosse perso, Road 96 può essere definito come un’avventura corale in cui guidiamo una serie di personaggi che tentano di scappare dal regime autoritario di Petria, uno stato fittizio sotto il controllo del Presidente Henry Tyrak. Ognuno dei protagonisti ha le sue origini, la sua personalità, le sue motivazioni e il giocatore interviene a plasmare le loro storie, che inevitabilmente si incroceranno in questo viaggio on the road interattivo.

L’elemento che rende davvero unica la narrativa di Road 96 è la natura procedurale delle vignette che si susseguono a comporre la storia. Dopo un’introduzione esplosiva che ci illustra il contesto in cui verremo improvvisamente piazzati, vestiremo i panni dei diversi personaggi che popolano il mondo di gioco e in base alle nostre decisioni e alle nostre risposte nei dialoghi, balzeremo da vignetta a vignetta fino a raggiungere una conclusione personalizzata e cucita attorno alla nostra partita.

Incontreremo Zoe, l’adolescente ribelle in cerca di libertà che prova a rifarsi una vita, Jarod, il tassista con un oscuro segreto da nascondere, o ancora John, il camionista militante di un’organizzazione anti-governativa. Le interazioni fra questi personaggi ci restituiscono uno spaccato della società di Petria che, pur essendo un’evidente caricatura della realtà, offre al giocatore spunti molto interessanti attraverso i quali reinterpretare le contraddizioni del mondo che abita nella vita di tutti i giorni.

Un viaggio sempre diverso

La costruzione della narrativa di Road 96 crea un’esperienza sempre diversa per ogni giocatore che si imbarcherà in questo viaggio. Le vignette sono predeterminate ma la loro successione è influenzata dalle decisioni del giocatore, che in questo modo si sente parte integrante del mondo di gioco e un attore fondamentale che plasma i destini dei protagonisti incontrati.

I vari episodi che si sussegono sono molto semplici e raccontano le vite degli abitanti di Petria, restituendo al giocatore una visione sicuramente parziale del Paese ma che serve a veicolare le contraddizioni e il fermento ideologico che serpeggia anche all’interno di un regime dittatoriale. Ognuno ha i propri obiettivi da perseguire e le proprie ideologie. Ognuno sta cercando di realizzare a suo modo il proprio destino ed è proprio qui che noi ci inseriamo. L’incontro con i personaggi è uno scambio di esperienze che può avvenire tramite diverse forme di gameplay ma che influenza sia il giocatore che l’NPC con cui le strade si sono brevemente incrociate.

Il risultato è che il viaggio assume un carattere estremamente personale. Arrivati al finale infatti non potremo fare a meno di notare come il nostro apporto sia stato fondamentale per la conclusione della storia e come tutti i personaggi siano stati influenzati dal nostro passaggio. Road 96 è quindi un titolo che ci incoraggia a rigiocarlo più volte, perchè ogni viaggio sarà necessariamente diverso dai precedenti grazie alla natura procedurale della narrativa, implementata in maniera oculata e quasi invisibile.

Ogni giocatore proietterà le sue esperienze, il suo bagaglio e le sue ideologie all’interno del viaggio sulle strade di Petria ed è proprio questo l’ingrediente segreto del titolo di Digixart. Il vero tassello mancante che rende Road 96 così speciale è proprio l’apporto del giocatore, che per forza di cose sarà originale e imprevisto e agli sviluppatori non resta che accoglierlo e accomodarne l’impatto sulla narrativa.

In fin dei conti Road 96 è un titolo molto semplice a livello meccanico e di gameplay. L’estetica ispirata allo stile della graphic novel e ai colori caldi tipicamente sudamericani è senza dubbio un elemento che definisce l’identità del progetto ma ciò che rende davvero unico Road 96 è proprio la capacità di di incontrare il giocatore a metà strada e coinvolgerlo pienamente nella costruzione della narrativa.

Non si tratta di un RPG finemente definito in cui ad ogni scelta corrisponde una conseguenza, bensì una storia scritta a quattro mani, dove due di queste appartengono al giocatore.

Perchè giocare a Road 96 nel 2026?

Road 96

Sicuramente è stato l’annuncio dell’imminente sequel a riportarci alla mente questa perla indie rilasciata cinque anni fa ma a nostro parere i messaggi che gli sviluppatori tentano di veicolare sono profondamente attuali.

Sebbene l’elemento politico sia centrale nella narrativa di Road 96, la natura partecipativa della narrativa lo rende unico anche in questo aspetto. Il che significa che gli sviluppatori non vogliono veicolare la propria ideologia usando il videogioco come vettore, ma semplicemente trovare una sintesi col giocatore e portarlo a riflettere su temi di ampio respiro. La cosa importante però è che la conclusione ideologica resta sempre in mano al giocatore e non viene indotta o forzata dagli sviluppatori dietro le quinte.

La premessa implicita è che ogni giocatore che si approccia a Road 96 può avere una visione del mondo differente ed indipendente, quindi lo studio si assicura di accogliere chiunque voglia prendere parte al viaggio, senza nascondere agguati moralizzanti nel finale e senza escludere nessuno a priori sulla base delle proprie idee.

È forse proprio questa la qualità più rara di Road 96: la capacità di lasciare al giocatore l’ultima parola sul significato del viaggio.

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