Qualche giorno fa Sucker Punch ha presentato con uno State of Play dedicato il suo nuovo attesissimo progetto: Ghost of Yotei, l’attesissimo sequel al suo Ghost of Tsushima. Il realismo delle grafiche e la potenza di PlayStation 5 è stato sfoggiato durante l’evento e siamo certi che Ghost of Yotei si avvia a grandi passi verso una nomination ai prossimi Game of The Year.
Il riemergere di Sucker Punch però ci ha fatto rivolgere uno sguardo alla nostra infanzia, ai tempi in cui lo studio americano muoveva i primi passi e si faceva un nome all’interno dell’industria con la sua mascotte. Oggi vi raccontiamo le origini di Sly Cooper, il procione dimenticato della PlayStation2
Il ladro procione

Sucker Punch è nato da un gruppo di ex dipendenti Microsoft, che a fine anni ’90 hanno voluto rendersi indipendenti e tentare di approdare nel mondo del gaming. Il loro primo progetto è stato un piccolo titolo per Nintendo 64, chiamato Rocket: Robot on Wheels. Il platform del 1999 però non ebbe molto successo, complice anche l’arrivo sul mercato di tantissimi mostri sacri del calibro di Mario e Crash.
Lo studio quindi si è riorganizzato e ha deciso di riprovarci nel 2002. Sucker Punch voleva trovare la sua mascotte e da questa forte volontà è nato Sly Cooper, il procione più famoso del mondo dei videogiochi.
Sly Cooper sarebbe stato un platform ispirato molto a Crash Bandicoot, ma che avrebbe trovato la sua unicità nello stile di level design e soprattutto nell’identità della sua mascotte. L’arrivo di PlayStation 2 e i miracoli tecnologici introdotti dalla nuova console Sony hanno motivato gli sviluppatori di tutto il mondo a trovare l’ispirazione per nuovi progetti e Sucker Punch ne ha approfittato per creare il suo protagonista, un ladro con le sembianze di un procione, che avrebbe portato l’iconica mascherà ispirato proprio alle fattezze del simpatico animale.
Il design di Sly Cooper è inconfondibile. Anche se non lo avete mai giocato siamo sicuri che riuscireste a riconoscere la sua agile forma e il suo bastone arcuato. Impersonava in pieno il cuore ribelle dell’adolescnte anni 2000, con la sua personalità esuberante e sbarazzina tipica della cultura di quell’epoca.
L’introduzione di Sly Cooper nel primo titolo del 2002 è curata nei minimi dettagli, perchè viene prima mostrata soltanto la sua siluette nell’ombra, mentre saltella fra i tetti della città, nascosto da sguardi indiscreti. Quando viene rivelato poi si scopre per la prima volta il suo design, frutto di un’attenzione maniacale verso lo stile artistico di questo titolo. Se con Rocket: Robot on Wheels non erano riusciti a farsi notare, questa volta tutti avrebbero dovuto prendere nota del lavoro di Sucker Punch.
Le origini di Sly Cooper

Sly Cooper è l’erede di una lunga stirpe di ladri, che ha rubato per anni ai Maestri Criminali. I Cooper hanno documentato tutto all’interno di un libro tramandato per generazioni, chiamato “Thievius Raccoonus”, che però Sly non ha mai potuto toccare con mano. Il cimelio è stato sottratto alla sua famiglia quando lui era soltanto un cucciolo e i suoi genitori sono stati sterminati per mano della banda chiamata ‘Guanti Incappucciati’.
La banda criminale si è impossessata del “Thievius Raccoonus” ed è scomparsa, mentre Sly è stato costretto a crescere in un orfanotrofio. Qui il nostro protagonista incontra Bentley e Murray, un ippopotamo e una tartaruga antropomorfi che diventeranno i suoi migliori amici. I tre stringeranno un patto solenne, con il quale promettono di dare la caccia ai ‘Guanti Incappucciati’ e di recuperare il “Thievius Raccoonus”.
Sarà qui che partirà ufficialmente l’avventuradi Sly Cooper, che con l’aiuto dei suoi due amici tenterà di recuperare l’eredità lasciata dalla sua famiglia e provare di essere degno di far parte di una stirpe così celebre di ladri. La premessa stabilisce un chiaro obiettivo per il protagonista, ed è semplice per il giocatore identificarsi in lui.
Sly Cooper agguanta l’attenzione dello spettatore sin dai primi minuti, con il suo design appariscente e le sue tragiche origini.
Gameplay prima di tutto

Sly Cooper è essenzialmente un platform 3D. Arriva in un’epoca durante la quale i platform stavano spopolando ed è evidente come molti dei suoi predecessori abbiano avuto un’impatto importante sul lavoro di Sucker Punch.
Sly affronta una serie di mondi diversi, all’interno dei quali troverà di sette livelli da affrontare. Il nostro obiettivo sarà guidarlo alla ricerca delle sette chiavi, che poi apriranno l’arena del boss finale dove dovremo affrontare un membro dei Guanti Incappucciati.
Naturalmente gli sviluppatori inseriscono all’interno di ogni livello una serie di oggetti collezionabili importanti per sbloccare alcune abilità e zone bonus, tuttavia non sarebbe corretto definire Sly Cooper un collectathon. Ogni oggetto da raccogliere ha un suo scopo, che non è semplicemente quello di raggiungere il 100% di completamento.
Gli oggetti più importanti da scovare in ogni livello sono senza dubbio le ‘Bottiglie’. Ce ne saranno dalle venti alle quaranta in ogni stage e, se riusciamo a collezionarle tutte, riusciremo ad aprire una cassaforte alla fine del livello che contiene una pagina del “Thievius Raccoonus”.
Ogni pagina contiene l’insegnamento di un’antenato e servirà a fare imparare a Sly Cooper una nuova abilità. Questo offre al gameplay un elemento imprevedibile di varietà, che dà la possibilità agli sviluppatori di proporre sezioni di platform sempre più contorte.
Il level design di Sly Cooper è molto più intricato e aperto rispetto ai molti dei suoi contemporanei. Sucker Punch utilizza molto la verticalità e inserisce sezioni di stealth in cui il protagonista deve evitare di finire nel cono visivo del nemico. Questo approccio agevola anche la narrativa di Sly Cooper, che pur essendo semplice è interessante da seguire lungo il percorso che ci porta fra un mondo e l’altro.
Un’ultima chicca che gli sviluppatori di Sucker Punch aggiungono sono i Time Trials, ovvero sfide in cui il giocatore dovrà completare il livello entro un limite di tempo prestabilito. La ricompensa? Per ogni Time Trial completato sbloccheremo la possibilità di rigiocare il livello con il commento degli autori in sottofondo, forse non l’aggiunta più interessante per un giovane gamer ma una perla rara per chi adora scoprire ogni retroscena sui videogiochi che lo appassionano.
Se riusciremo a completare tutti i Time Trials poi sbloccheremo un filmato in cui gli sviluppatori descrivono in dettaglio la nascita di Sly Cooper e le scelte che li hanno portato a produrre uno dei platform più iconici degli anni 2000.
Voi avete mai giocato a Sly Cooper?
Unisciti a noi e segui l’Alpaca su Instagram, Facebook e X.