Il Giappone è una terra che affascina in tanti qui in Occidente. La cultura, la società e specialmente l’arte del Paese del Sol Levante hanno condotto in tanti a visitare l’isola in questi anni, che ha espanso la sua influenza culturale in maniera esponenziale.

Il Giappone è anche la terra dei videogiochi, il luogo in cui è nata la nostra forma d’arte preferita e oggi vogliamo omaggiare il Paese elencandovi cinque videogiochi che a nostro parere fotografano in maniera autentica l’essenza di questo affascinante popolo.

Judgment

La saga Yakuza, poi rinominata in Like A Dragon, è una delle più apprezzate quando si tratta di action-games. Like A Dragon: Infinite Wealth e Like A Dragon: Pirates in Hawaii hanno negli ultimi anni riportato la saga ai fasti di un tempo con due titoli che rappresentano perfettamente lo stile di design e il tono irriverente promosso da RGG Games.

Esiste tuttavia uno spin-off della saga che a nostro parere ritrae in maniera più autentica l’atmosfera del paese del Sol Levante. Stiamo parlando di Judgment, il capolavoro tergato SEGA rilasciato nel 2018. Il titolo si ambienta nello stesso universo della saga Like A Dragon ma racconta una storia diversa, più matura e a tratti più oscura, del protagonista Yagami Takayuki.

Ci addentriamo di nuovo nel distretto di Kamurocho ma questa volta non facciamo parte della Yakuza ma siamo dalla parte della legge. Il nostro ruolo da detective ci offre un’altra prospettiva, che però non deve illuderci sulla nostra moralità.

Non è questa l’occasione di approfondire la narrativa ma possiamo sicuramente affermare che questo capovolgimento di fronte ci mostra quanto possa essere labile il confine fra bene e male. Siamo alla ricerca di un serial killer che da la caccia a personalità importanti della mafia locale, sfigurandole orribilmente per soddisfare la sua visione distorta di giustizia.

Durante il viaggio di redenzione del protagonista ci verrà offerta una visione impietosa della società giapponese e del suo substrato criminale, che infetta entrambi i versanti di una guerra dominata più dallo scontro di interessi che da una vera e propria bussola morale.

Ghost Of Tsushima

Impossibile non citare il capolavoro di Sucker Punch in una lista del genere. Qualche settimana fa è approdato su PlayStation 5 il sequel Ghost of Yotei ma bisogna onorare il titolo che ha dato origine alla saga che fa del suo mondo gioco il protagonista principale.

Già nel 2020, all’epoca del lancio del gioco su PlayStation 4, i titoli incentrati sulle avventure dei samurai non erano certo innovativi ma Ghost of Tsushima è stata la sublimazione di questo specifico sottogenere. L’immenso open-world da esplorare è stato arricchito da scelte di design immersive che hanno contribuito i giocatori ad assorbire in maniera così totalizzante le caratteristiche dell’isola di Tsushima, diventata una nota meta turistica grazie anche all’apporto del titolo di Sucker Punch.

Il tutto viene incorniciato da una narrativa impressionante e realistica che racconta la prima invasione mongola e il ruolo di Jin Sakai nei panni del samurai che i giocatori impareranno ad amare.

Difficile trovare un titolo che celebri il Giappone più di quanto abbia fatto Ghost of Tsushima.

Okami

Passiamo ad un grande classico citando Okami, un videogioco unico nel suo genere che fa del suo stile artistico il suo principale punto di forza. Il classico di casa Capcom va incluso in questa lista per motivi diversi rispetto ai titoli precedentemente citati, perchè non è tanto il suo ritratto della società giapponese ad impressionare, quanto il suo essere depositario della ricca tradizione e della mitologia del Paese.

Interpretiamo Okami Amaterasu, la dea del sole che assume le forme di un lupo negli anni divenuto iconico e che si imbarca nella missione di salvare il mondo dall’oscurità.

Ci godremo un’avventura rilassante e accessibile a tutti i giocatori, condita da uno stile artistico sensazionale divenuto il simbolo del gioco. I tratti caratteristici dei personaggi e del mondo circostante infatti sono ispirati ad una tecnica di pittura giapponese chiamata Sumi-e, che risale ad una millenaria tradizione di utilizzo dell’inchiostro secondo una manualità tramandata per generazioni.

Con l’arrivo del sequel non sapremmo consigliarvi un titolo migliore per scoprire un lato nascosto del folklore giapponese e una vera perla della storia del gaming.

Persona Franchise

La nostra generazione è cresciuta con il mito della vita scolastica giapponese, riprodotta in decine e decine di anime che ci hanno incollato agli schermi delle nostre TV durante gli interminbili pomeriggi invernali che scandivano le nostre giornate.

Tutti noi abbiamo assorbito un modello di vita adolescenziale estremamente diverso da quello che poi abbiamo realmente vissuto nelle uggiose periferie nostrane e non abbiamo potuto far altro che idealizzarlo. Persona è la saga che ha incapsulato al meglio queste sensazioni, rimaneggiandole e proponendole allo stesso pubblico, ora cresciuto, in una serie di videogiochi che non a caso sono fra i più apprezzati del genere JRPG.

A partire dalle origini del franchise fino ad arrivare alle avventure di Joker e dei Phantom Thieves in Persona 5, possiamo stare certi che gli sviluppatori di Atlus ci offriranno un ritratto autentico della vita fra i banchi di scuola giapponesi, fatta di traumi, delusioni ma anche di momenti di gioia e irrequietezza puramente adolescenziale.

Naturalmente c’è da aggiungere il gameplay con cui la saga ha letteralmente rivoluzionario il combat system basato su un sistema a turni tipico del genere ma ai fini di questa lista vi basterà sapere che Persona regalerà a chiunque si prenderà il tempo di apprezzarlo uno sguardo davvero realistico su ciò che significa vivere e crescere in Giappone.

Katamari Damachi

Esistono tanti motivi per i quali così tanti fra noi sono affascinati dal Paese del Sol Levante ma senza dubbio uno di questi è l’irriverenza della sua arte e la capacità di raggiungere gli estremi più assurdi e bizzarri in qualsiasi prodotto artistico venga creato dalle menti più geniali e deviate del settore.

Che si tratti di horror o di commedia, i giapponesi riescono sempre ad alzare l’asticella e rendersi protagonisti di riproduzioni mai viste di ogni emozione dell’essere umano. Katamari Damachi a nostro parere rappresenta perfettamente questa caratteristica e l’amore per l’assurdo dell’arte giapponese.

Interpretiamo il piccolo Principe, figlio del Re del Cosmo, che lo incarica di far rotolare una palla appiccicosa, chiamata appunto katamari, su tutta la superficie terrestre per raccogliere qualunque cosa tocchi e rimpiazzare così le stelle del firmamento. Una premessa assolutamente bizzarra, che si espande in un gameplay ancora più singolare.

Dovremo infatti far rotolare questa sfera alla quale si appiccicherà ogni cosa, creando scenari che definire stravaganti sarebbe riduttivo. La trama è estremamente concisa e raccontata in maniera minimale ma il fascino del gioco sta proprio in questo, nella capacità squisitamente giapponese di meravigliarsi di fronte all’assurdo.

Il grande classico per PlayStation 2 è stato rilasciato nuovamente nel 2018 con il sottotitolo Reroll, che propone una versione Remastered e conserva tutti gli elementi che hanno reso Katamari Damachi speciale.

È un titolo che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita ma per chi ama il Giappone questo è un capolavoro imperdibile.

E voi avete altri titoli da consigliarci?

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