Dopo Cthulu: The Cosmic Abyss, Nacon ci riporta ad esplorare gli orrori ispirati alla penna di H.P. Lovecraft con The Mound: Omen of Cthulhu e anche stavolta ci affidiamo all’opinione di un’esperta per valutare il nuovo horror cooperativo della casa francese.

A cura di @lu_inthegame

The Mound: Omen of Cthulhu è un videogioco horror cooperativo sviluppato da ACE Team e pubblicato da Nacon, ispirato al racconto The Mound di H.P.Lovecraft. Il prodotto è in uscita il 15 luglio 2026 per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

Orrore in Oklahoma

The Mound: Omen of Cthulhu

The Mound non è uno dei racconti più famosi di Lovecraft, ma è uno dei più ricchi di elementi che anticipano i Miti di Cthulhu. La storia inizia con un narratore che visita un misterioso tumulo (da cui il titolo The Mound) in Oklahoma. La popolazione locale evita quel luogo perché lo considera maledetto e racconta leggende su strani esseri e sparizioni. Il protagonista trova un antico manoscritto lasciato da un esploratore spagnolo del XVI secolo, Panfilo de Zamacona, e da quel momento il racconto diventa il resoconto della sua incredibile avventura. Zamacona scopre un immenso mondo sotterraneo chiamato K’n-yan, abitato da una civiltà incredibilmente avanzata. Gli abitanti possiedono: tecnologie molto superiori a quelle umane; conoscenze scientifiche quasi incomprensibili; una vita lunghissima, quasi immortale; il potere di modificare corpi e menti. All’inizio sembrano una civiltà ideale, ma ben presto emerge il lato oscuro: Gli abitanti di K’n-yan sono ormai decaduti moralmente.

Poiché hanno sconfitto la malattia e la morte, cercano nuovi stimoli attraverso:

  • torture
  • schiavitù
  • esperimenti sugli esseri viventi
  • crudeltà come forma di intrattenimento

Per Lovecraft questa è una critica a una civiltà che, avendo ottenuto tutto, perde completamente ogni senso etico.

The Mound: Omen of Cthulhu non racconta direttamente la vicenda di Zamacona, piuttosto, prende alcuni elementi fondamentali del racconto: una spedizione in cerca di tesori; una giungla che nasconde un antico accesso; la scoperta di una civiltà perduta; l’influenza di forze cosmiche e la follia che altera la percezione della realtà.

Il gioco combina diversi generi:

  • horror psicologico
  • cooperativa online fino a 4 giocatori
  • esplorazione
  • meccaniche da extraction game (entri nella mappa, recuperi tesori e cerchi di tornare vivo)

L’ambientazione è una giungla maledetta, dove una spedizione cerca ricchezze leggendarie. Il vero nemico, però, non sono solo le creature lovecraftiane: è la follia.

La meccanica della sanità mentale del gioco è molto fedele allo spirito di Lovecraft: nei suoi racconti l’orrore nasce spesso non dal mostro in sé, ma dal fatto che la mente umana non è in grado di comprendere ciò che scopre. Man mano che i personaggi perdono lucidità, vedono mostri che potrebbero non esistere; sentono rumori e voci ingannevoli e possono persino scambiare un nemico per un compagno o viceversa. Questo crea tensione anche all’interno del gruppo, perché non è sempre chiaro se ciò che un giocatore vede sia reale oppure un’allucinazione.

L’esplorazione parte da un galeone che funge da base operativa. Prima di ogni spedizione si scelgono equipaggiamento e obiettivi; poi ci si addentra nella giungla per recuperare tesori e manufatti, affrontando creature ispirate ai Miti di Cthulhu e cercando di non soccombere alla follia. Se si riesce a tornare alla nave, il bottino viene conservato e può essere usato per migliorare l’equipaggiamento delle spedizioni successive.

Il punto forte del gioco è sicuramente l’ambientazione, che non delude ed è piacevolmente curata. Altrettanto il comparto sonoro, dalla pioggia ai suoni della giungla che accompagnano i nostri protagonisti.

Essendo ispirato a romanzi come quelli di Lovecraft, non si può non aggiungere la narrazione tra gli elementi migliori. La storia non rivela immediatamente tutti i suoi elementi, infatti, il giocatore ricostruisce gli eventi attraverso documenti; diari; lettere; conversazioni e dettagli ambientali. Questo metodo di storytelling premia l’esplorazione e rende il coinvolgimento più personale, lasciando spazio all’interpretazione.

Pro e Contro

I punti deboli di The Mound: Omen of Cthulhu emergono soprattutto quando si va oltre il forte impatto iniziale dell’ambientazione. Il gioco introduce alcune meccaniche interessanti, ma tende a sfruttarle senza farle evolvere significativamente nel corso dell’avventura.

L’esplorazione segue spesso uno schema ricorrente: attraversare ambienti, raccogliere oggetti chiave, risolvere enigmi relativamente semplici e affrontare incontri con nemici. Questa struttura, ripetuta più volte, può dare la sensazione di svolgere sempre le stesse attività. Questo riduce la tensione, soprattutto in un horror dove l’imprevedibilità delle creature e dell’esplorazione dovrebbe essere uno degli elementi principali del coinvolgimento.

Le animazioni risultano talvolta rigide, i colpi hanno un feedback limitato e gli scontri tendono a ripetersi senza introdurre nuove dinamiche o nemici con comportamenti realmente differenti. Il risultato è che il combattimento diventa più un ostacolo da superare che un elemento divertente del gameplay.

Verdetto finale

The Mound: Omen of Cthulhu riesce a distinguersi soprattutto grazie alla sua atmosfera. L’ambientazione, il comparto sonoro e una narrazione costruita attraverso l’esplorazione restituiscono un’esperienza capace di trasmettere il lato sublime tipico dell’immaginario lovecraftiano.

Quando però il gioco deve sostenere questa atmosfera con il gameplay, emergono i suoi limiti. Le meccaniche si evolvono poco, l’esplorazione segue uno schema ripetitivo e il sistema di combattimento, penalizzato da animazioni rigide e da una scarsa varietà, finisce per diventare il motivo di blocco dei giocatori.

Nel complesso, The Mound: Omen of Cthulhu è un titolo consigliato soprattutto agli appassionati dell’horror narrativo e delle opere ispirate a Lovecraft, che sapranno apprezzare l’atmosfera e il modo in cui racconta la storia. Chi invece cerca un gameplay profondo, dinamico e capace di rinnovarsi costantemente potrebbe rimanere parzialmente deluso. Rimane comunque un’esperienza interessante, che convince più per ciò che fa vivere al giocatore che per ciò che gli fa fare.

E voi avete provato The Mound: Omen of Cthulhu?

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RECENSIONE
  • VOTO
3

Più immersivo che innovativo

Un horror cooperativo che eccelle nell’atmosfera e nella costruzione del mistero lovecraftiano, ma che fatica a sostenere la stessa qualità sul piano del gameplay. Un’esperienza che convince più per ciò che fa vivere al giocatore che per ciò che gli fa fare.