Con il termine del 2025 si conclude un’annata totalmente dominata dal settore indie, che pare sia finalmente sbocciato e si prepari a reclamare il suo ruolo da protagonista all’interno del mondo del gaming.
L’anno pero non è ancora finito e in questa stagione natalizia in arrivo, verranno rilasciati diversi progetti dal grande potenziale che ci possono ancora sorprendere. A questo proposito abbiamo avuto l’opportunità di testare in anteprima Constance, un nuovo platform 2D a tinte metroidvania sviluppato dallo studio tedesco BTF. Vi avevamo già parlato della demo qualche mese fa, la quale già prometteva molto bene. Oggi però, dopo qualche ora insieme alla versione definitiva del gioco, possiamo raccontarvi la nostra esperienza.
A nostro parere si tratta di una perla da non perdere e qui vi spieghiamo il perchè.
I due versanti della narrativa

Non è sempre necessario avere ben chiaro il contesto in cui si sviluppano gli eventi, in particolare in un genere di giochi come questo che tradizionalmente puntano tutto sul gameplay. Inizialmente sembra che anche gli sviluppatori di Constance abbiano scelto quest’approccio.
La nostra protagonista silenziosa dalla chioma viola ci viene presentata brevemente e parte subito l’introduzione al gameplay, che ci spiega come guidarla in questo mondo di gioco onirico dominato dai colori pastello delle piattaforme sulle quali salteremo. Prendiamo dimestichezza con i comandi e con il pennello che rappresenterà il principale strumento a nostra disposizione, a simboleggiare un’avventura che poggia le sue fondamenta sul concetto dell’arte e tutte le sue implicazioni.
L’altra faccia della protagonista però è rappresentata da Connie, una ragazza alle prese con il suo lavoro da remoto. Fra progetti da sistemare e video da editare, la ragazza proverà a rimanere a galla nella sua alienazione ma combatterà contro un pervasivo senso di depressione che la attanaglia.
Intervallando questi due stili narrativi, Constance riesce a trattare in maniera coerente e rispettosa alcuni temi delicati per la nostra generazione e in particolare per chi, fra le vicessitudini del proprio percorso, si è trovato in una situazione simile a quella della protagonista. Gli sviluppatori riescono nell’arduo compito di equilibrare queste due metà del progetto e regalarci la loro prospettiva senza mai appesantire eccessivamente la narrazione. L’uso dei colori e di uno spiccato senso dell’umorismo contribuiscono ad agevolare la riuscita di quella che è senza dubbio una premessa interessante ma che è piuttosto difficile da realizzare senza incastrarsi in un stile autoreferenziale o indugiando nel dramma fine a sè stesso.
Un pennello per domarli

Il fulcro di Constance però è il suo gameplay e la maggior parte del nostro tempo la trascorreremo proprio all’interno di questo intricato labirinto color pastello che ospiterà le gesta della nostra protagonista dalla chioma violacea.
Il titolo di BTF è un metroidvania a tutti gli effetti e rispetta tutti i canoni di questo apprezzatissimo genere. Abbiamo un ampio mondo di gioco da esplorare, con tantissimi segreti da scoprire e poteri da sbloccare lungo il percorso, per rendere la protagonista sempre più forte e in grado di affrontare tutte le minacce che si frapporranno tra lei e il suo obiettivo.
Il mondo di Constance è pittosto versatile e per navigarlo potremo servirci di una serie di strumenti utili come la mappa in miniatura che potrà essere collocata al lato dello schermo oppure il sistema di Viaggio Rapido sbloccabile attraverso appositi Ascensori situati in giro per i livelli. Lo strumento principale per interagire con il mondo di gioco è il nostro pennello, in grado di muovere la pittura e il corpo della protagonista oltre gli ostacoli.
Il pennello poi servirà anche per combattere contro i nemici che popoleranno le varie piattaforme e dei quali ci dovremo sbarazzare in un combat system piuttosto semplice nella maggior parte dei casi. L’eccezione è costituita dai boss, che rappresentano l’ostacolo maggiore per il giocatore e a volte possono risultare un po’ sbilanciati dal punto di vista della difficoltà.
Gli sviluppatori riescono a creare un’esperienza coerente, arricchita da una grande varietà di nemici, di scenari e di opportunità di personalizzazione. L’unica sbavatura è forse rappresentata da alcune sezioni di platform che richiedono una precisione a tratti eccessiva. Chiariamoci, non dovremo certo eseguire movimenti con precisione millimetrica come in Hollow Knight: Silksong, tuttavia ci sono state alcune occasioni in cui la frustrazione ha avuto il sopravvento su di noi.
Un ultimo dettaglio del gameplay sul quale vorremmo soffermarci e la modalità “Puppet’s Curse”, che a nostro parere aggiunge un risvolto piuttosto interessante al modo di affrontare l’avventura. Quando Constance viene sconfitta e cade in combattimento avremo la possibilità di tornare all’ultimo checkpoint e semplicemente di ripartire, tuttavia ci verrà offerta anche l’opprtunità di resuscitare all’interno della stessa stanza senza perdere progressi attivando la “Puppet’s Curse”. Il prezzo da pagare però sarà quello di dover affrontare nemici con una barra di salute superiore del 50% e che infliggono una quantità di danni molto maggiore rendendo il gameplay ovviamente più complesso e con meno possibilità di errore.
Questo aggiunge un elemento di strategia piuttosto inedito per un metroidvania e secondo noi è un’aggiunta incredibilmente azzeccata, che approfondisce il gameplay e lascia la libertà al giocatore di scegliere come e in che modo proseguire.
In sintesi Constance offre agli appassionati di metroidvania un pacchetto completo per quanto riguarda la sua porzione ludica e, a chi si concederà il tempo di provarlo, regalerà un’esperienza inedita che mescola una narrativa avvincente, un gameplay intransigente e soprattutto uno stile artistico meraviglioso e colorato.
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VOTO
Una tavolozza di colori sgargianti
Constance può sembrare all’apparenza un semplice metroidvania ma all’interno di sè nasconde un forziere pieno di idee. Dal meraviglioso stile artistico fino al gameplay intransigente, esplorare il labirintico mondo di gioco è sempre un piacere, anche quando la difficoltà si alza improvvisamente.
A completare il quadro una narrativa che esplora temi sorprendentemente profondi come la depressione e l’alienzione. Constance ha tutto dentro di sè e si tratta senza dubbio di uno dei migliori indie che abbiamo testato quest’anno. E ne abbiamo provati veramente tanti.