Il 2025 sta volgendo al termine e l’annata ci ha regalato tantissimi nuovi progetti indie da esplorare. Durante questi ultimi dodici mesi abbiamo inaugurato la tradizione di presentarvi le migliori demo testate dalla redazione ogni settimana e oggi vogliamo concludere l’anno raccogliendo le più impressionanti, quelle che hanno lasciato un vero impatto nel nostro cuore da gamer.

Ecco quindi le migliori demo che abbiamo provato nel 2025.

Fake Ducks – Matt De Bernardinis

Fake Ducks - demo

Ve li ricordate i videogiochi che accompagnavano i lunghi viaggi in macchina quando eravamo bambini? Durante quelle lunghe traversate, il nostro fido Game Boy era il nostro migliore amico e ci permetteva di perderci all’interno dei mondi fantastici ritratti sul suo piccolo schermo.

Matt De Bernardinis, lo sviluppatore italiano responsabile del progetto, cattura perfettamente quelle sensazioni con un RPG molto particolare dal sapore retro, che emerge nello stile artistico in pixel art, abbinato ad una colonna sonora straordinaria che amplifica ogni istante di questa demo.

La premessa ci porta a pensare di essere in presenza di una banale storia adolescenziale, che riunisce un gruppo di amici e ne svilupperà le dinamiche di gruppo. Quando i Fake Ducks decidono di festeggiare il compleanno di uno dei loro membri in un’Escape Room però la situazione precipita a causa dell’attacco improvviso di un demone. Tre di loro vengono gravemente feriti mentre un’altra viene rapita e trasportata in un mondo parallelo.

DebFede Mazza decideranno quindi di andare in soccorso dei loro amici e affrontare l’ignoto grazie ai poteri che Don Vincenzo, un esperto dell’occulto, gli ha garantito.

Il combattimento a turni e l’esplorazione di questo mondo misterioso rendono Fake Ducks un RPG sorprendentemente approfondito e unico nel suo genere. Gli sviluppatori hanno optato per una formula particolare che unisce un racconto di vita quotidiana con il sovrannaturale, dando vita ad un’avventura che prende ispirazione dalle esperienze autentiche dell’autore e dalle sue passioni.

Coridden – Aftnareld

Torniamo a parlare di giochi di ruolo e facciamolo con la demo di uno dei migliori RPG che abbiamo giocato negli ultimi anni. A qualcuno potrà sembrare un’esagerazione ma la demo di Coridden ci ha offerto una finestra su un mondo di gioco che non vediamo l’ora di continuare ad esplorare. Abbiamo speso diverso tempo nel mondo di gioco confezionato da Aftnareld, lo studio svedese ideatore del progetto.

Ci troviamo nel mondo di Heera, sorto dalle ceneri di una civiltà antica altamente sviluppata di cui restano ancora alcuni segni. Gli umani vivono in villaggi che ricordano quelli medievali ma allo stesso tempo hanno a disposizione alcune delle tecnologie tramandate dal passato, come ad esempio l’elettricità, creando una sorta di civiltà rinata dopo una misteriosa apocalisse.

All’inizio della demo ci viene chiesto di scegliere uno fra i quattro personaggi disponibili, quattro fratelli che corrispondono ai classici archetipi del genere RPG. Stiamo per combattere nell’arena, quando ad un tratto veniamo risucchiati in una sorta di simulazione causata da un malfunzionamento nei bracciali della nostra armatura. Questa sezione fungerà da tutorial, al termine del quale scopriremo che all’interno dei bracciali è contenuta un IA testimone della defunta civiltà di cui siamo eredi ed è così che comincerà l’avventura dei quattro fratelli, giocabile interamente in co-op con altri tre giocatori.

La demo fornisce una presentazione spettacolare, lasciandoci liberi di esplorare il villaggio e le prime aree del gioco, oltre che offrirci un’introduzione al combattimento, l’elemento più impressionante del gioco. Si perchè Coridden offre una grande varietà di abilità e specializzazioni ma il suo asso nella manica è dare la possibilità al protagonista di essere un mutaforma. Inizialmente possiamo prendere le sembianze di un solo animale, una sorta di lucertolone molto aggressivo, ma presto ci rendiamo conto che è solo il primo delle decine di bestie che possiamo avere a disposizione nel nostro arsenale.

Coridden è un gioco completo che offre una premessa narrativa molto interessante e la abbina ad una presentazione dei suoi ambienti curata nei minimi particolari. Ci sarebbero tanti dettagli da approfondire ma per rendervi davvero conto di quanto valga questo titolo dovreste provare la sua demo.

Beatrix – Tambu Games

Un’altra nostra vecchia conoscenza che abbiamo incontrato alla Milano Games Week è lo studio Tambu Games, ideatori dell’ottimo Soulkin, un roguelike con combattimento a turni nel quale erano stati inseriti elementi gestionali e di cattura di mostri.

Questa volta hanno presentato il loro nuovo titolo chiamato Beatrix, un deck builder ambientato nelle profondità dell’Inferno Dantesco. Siamo chiamati a vestire i panni di Beatrice e affrontare i gironi infernali su un’arena nella quale giocare le nostre carte ispirate ai tarocchi. le meccaniche del gamerplay sono piuttosto semplice e intuitive all’inizio della partita e possono infondere un falso senso di sicurezza nel giocatore. Si, perchè più scenderemo nelle profondità infernali e più la board si farà complessa e affollata.

È evidente che gli sviluppatori si siano ispirati ad altri card games dal passato illustre come Triple Triad (Final Fantasy VIII) e Queen’s Blood (Final Fantasy VII: Rebirth) ma riesce ad infondere una sua personalità ben definita con uno stile artistico davvero spettacolare. Le carte infatti sono ispirate allo stile dei tarocchi e sono interamente disegnate a mano, creando una sensazione di autenticità che solo l’universo indie è in grado di regalare.

Non abbiamo dubbi che Beatrix sarà l’ennesima perla di Tambu Games e noi non vediamo l’ora di conoscere nuovi dettagli e sapere quando la demo che abbiamo testato a Milano Games Week arriverà anche su Steam.

The Knightling – Twirlbound

Una demo davvero impressionante che abbiamo provato quest’anno è stata quella di The Knightling, un videogioco d’avventura che ci ha sorpreso per la sua completezza. L’opera di Twirlbound, lo studio olandese alle spalle del progetto, presenta un’open world che affascina già dai primi frame introduttivi perchè propone uno stile artistico colorato e ovattato.

La storia ci cala nei panni di Cavalier, un giovane apprendista che segue le orme del leggendario cavaliere Sir Lionstone. Il cavaliere si è assentato dal villaggio e il nostro protagonista farà di tutto per non far sentire alla popolazione la sua mancanza. Ci prodigheremo a risolvere i piccoli problemi della cittadinanza, interagendo con i primi sistemi di gameplay, il quale riusulta molto più approfondito di quanto ci saremmo aspettati.

Il sistema di dialogo ci permette di interloquire con i vari personaggi del villaggio, per poi lanciarci in piccole quest esplorative. Cavalier è in grado di saltellare ovunque grazie anche al suo gigantesco scudo che gli permette sia di difendersi che di essere più agile nei suoi movimenti. Il suo scudo non serve soltanto in combattimento ma serve anche per la risoluzione di puzzle e per agevolare i movimenti del protagonista, ergendosi a fulcro del gameplay.

La breve demo di The Knightling offre una grandissima varietà, sia in termini di gameplay che di stile artistico e vi consigliamo di tenerla d’occhio se amate le avventure che vi lasciano addosso un senso di libertà.

Monster Chef – Studio Pizza

Per finire citiamo un progetto tutto italiano creato da Studio Pizza, che ha pubblicato la sua demo soltanto pochi giorni fa. Si tratta di un grande passo per lo studio, che per la prima volta sottopone agli occhi del mondo il suo nuovo titolo indie chiamato Monster Chef.

Vestiamo i panni di un piccolo mostriciattolo chiamato Pranzo, che sogna di affermarsi come chef e di gestire la migliore delle locande. Con l’aiuto del suo scudiero Spuntino si imbarcherà in questo viaggio, durante il quale i due collaboreranno per costruire una locanda sempre più accogliente per gli avventori. Cucinare prelibatezze sarà però solo una parte dell’esperienza, perchè Monster Chef non è un semplice gestionale.

Il cuore del gameplay prende la forma di un action game, perchè dovremo accompagnare Pranzo in arene generate proceduralmente, popolate da nemici da sconfiggere per cucinare i piatti da servire ai clienti. Il gameplay di Monster Chef quindi riesce ad essere sempre avvincente e interessante perchè alterna segmenti di combattimento ad altri più gestionali e di decompressione.

A nostro parere Studio Pizza ha fatto un ottimo lavoro nel presentare il suo Monster Chef, perchè riesce a non fossilizzarsi su un singolo genere o sistema di gameplay e mostra tutta la sua esuberante personalità con uno stile artistico e delle animazioni sbarazzine e ben curate. Sembra che abbiamo fra le mani un’altra promessa del sottobosco indie italiano.

E voi a cosa avete giocato quet’anno?

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