Il mese di settembre sarà un periodo molto prolifico per l’industria videoludica. Tantissimi nuovi titoli stanno per arrivare e alcuni fra i più importanti rappresentano un settore al quale noi siamo molto appassionati, quello degli indie e dei doppia A.

Tutti attendono col fiato sospeso il 4 settembre, quando Hollow Knight: Silksong, l’indie più atteso del decennio uscirà su tutte le piattaforme. Lo stesso giorno però ospiterà il lancio di un’altro titolo che potrebbe rivelarsi una grande sorpresa di questo 2025 sviluppato dallo studio canadese Rogue Factor e pubblicato da Nacon (RoboCop: Rogue City; Steelrising)

Abbiamo avuto l’opportunità di testare in anteprima Hell Is Us e qui vi raccontiamo le nostre impressioni

Hadea, un agghiacciante mondo distopico

Hell is Us

Vestiamo i panni di Rémi, un orfano proveniente dall’area di Hadea. I suoi genitori sono riusciti a spedirlo clandestinamente oltre i confini della zona massacrata dalla guerra civile fra Sadiniani e Palomisti per regalargli un futuro radioso e una lunga vita. Tuttavia il nostro protagonista è stato tormentato dai fantasmi del suo passato e dalla volontà di scoprire l’identità e le sorti dei suoi genitori.

Questa necessità lo ha portato ad arruolarsi nei caschi blu delle ON (organizzazione che rappresenta il corrispettivo delle Nazioni Unite) e unirsi alla missione di pace nella sua terra natale. Rémi ha voluto approfittare di questa occasione per indagare sulla sua famiglia e, alla prima occasione utile, decide di spogliarsi della sua uniforme e disertare l’esercito per proseguire nella sua missione.

Pare che gli eventi abbiano preso rapidamente una brutta piega per Rémi, perchè il filmato introduttivo ce lo mostra incatenato ad una sedia all’interno di una stanza spoglia e asettica, collegato ad un poligrafo. Una strana figura dalle sembianze umanoidi lo sta interrogando e lo informa di essere soggetto di un siero sperimentale che dovrebbe obbligarlo a dire soltanto la verità. Qui comincia la narrazione di Rémi, che ripercorre la sua storia raccontandola al suo aguzzino. Gli eventi quindi vengono narrati tramite un gigantesco flashback, perchè il giocatore sa dall’inizio che il protagonista si trova impringionato in una misteriosa località ignota ed è al momento incapace di liberarsi.

C’è chi potrebbe sostenere che questo metodo di narrazione è controproducente, perchè elimina qualsiasi tipo di tensione riguardo al destino del protagonista. A noi però ci è sembrato efficace, perchè stabilisce immediatamente l’entità della minaccia e ci ricorda ad ogni sconfitta il fatto che siamo incatenati ad una sedia chissà dove, quindi ci ha motivato a capire in che modo esattamente siamo finiti in questa situazione.

Un gigantesco rompicapo

Gli sviluppatori di Rogue Factory avvisano immediatamente il giocatore che Hell Is Us adotterà un approccio piuttosto spietato al suo gameplay. Non esisteranno mappe o quest markers, per orientarsi dovremo aguzzare l’ingegno e potremo contare solo sui nostri istinti. Dovremo raccogliere indizi all’interno del mondo di gioco, chiedendo informazioni agli NPC e soprattutto utilizzando la nostra bussola.

All’inizio del gioco qualsiasi fonte d’informazione è estremamente importante e incontrare un altro essere umano può comportare un’importante svolta nelle indagini. I dialoghi sono uno degli elementi centrali del gameplay di Hell Is Us, perchè apriranno una finestra dettagliata all’interno della quale potremo chiedere informazioni relative alla nostra missione e farci raccontare il loro punto di vista sullo stato di Hadea e della guerra civile che la attraversa. Potremo ricevere indicazioni o importanti retroscena, che determineranno la nostra prossima mossa.

Queste scelte di design obbligano il giocatore a fare attenzione a qualsiasi particolare e favoriscono un ritmo metodico che lo immerge lentamente nell’universo distopico di Hell Is Us. Nulla viene spiegato in anticipo con tutorial estesi e tutti gli indizi faranno riferimento al mondo di gioco e alle sue regole, rendendo le prime ore di Hell Is Us piuttosto traumatiche, ma estremamente immersive per chiunque ami questo tipo di gameplay senza concessioni.

Si parte con un’area piuttosto lineare, che serve ad introdurre le varie funzioni del gioco e a guidare all’utilizzo di tutti gli strumenti. Rémi avrà a disposizione una serie di oggetti molto utili alla sua avventura, fra i quali un tablet che svolgerà le funzioni di un diario, dove il protagonista annoterà tutte le sue esperienze. La vera star dell’arsenale però sarà il drone, inseparabile compagno che ci aiuterà ad orientarci e a leggere e tradurre lo strano idioma locale.

Dopodichè saremo liberi di esplorare il mondo di gioco, che però va detto, non è un open-world. Hell Is Us infatti si snoda su una dozzina di aree separate fra loro, che Rémi raggiungerà utilizzando l’APC, una sorta di camioncino militare.

Come abbiamo già ricordato in precedenza, sono gli enigmi ad essere il fulcro del gameplay. Rémi dovrà investigare sulle sorti della sua famiglia e per farlo dovrà ricomporre i loro passi e capire cosa si cela dietro le sue misteriose origini. I puzzle però non sono solo legati alla storia principale, perchè dislocati nelle varie aree ci sono tantissime side-quest con le quali interagire.

Vi consigliamo di non trascurare queste missioni secondarie, perchè oltre ad offrirvi spesso importanti ricompense, vi permetteranno di aprire un’ulteriore finestra sul mondo di gioco. Hell Is Us riesce a dipingere uno scenario tragico, che mostra gli orrori della guerra in maniera estremamente realistica. Le dolorose storie degli abitanti di Hadea valgono la pena di essere ascoltate, perchè sono autentiche e capaci di scuotere gli animi più sensibili.

Combattimento imperfetto

La direzione artistica di Hell Is Us è fenomenale, perchè utilizza una miscela di elementi realistici e sovrannaturali, in modo da creare un mix sempre credibile ma che lascia spazio a risultati inaspettati. Il Paese spaccato dalla guerra civile è stato in vaso da strani esseri chiamati Hollow Walkers, creature umanoidi che hanno invaso il piano della realtà terrestre in seguito ad un fenomeno detto ‘The Calamity’.

Chiaramente ispirato alla ‘Congiunzione delle Sfere’ di The Witcher, gli Hollow Walkers sono creature ostili, responsabili di aver massacrato centinaia di innocenti e che Rémi si troverà spesso ad affrontare durante la sua avventura. Gli sviluppatori di Hell Is Us hanno creato un sistema di combattimento perfettamente competente, ma che non riveste certo il principale punto di forza del titolo.

I movimenti del protagonista sono fluidi e la varietà del suo arsenale è notevole. Tuttavia la scarsa varietà di nemici non può che penalizzare questa parte del titolo. Non aspettatevi un soulslike con boss da conquistare o sezioni action per stemperare la tensione, Hell Is Us sa perfettamente quello che vuole essere, cioè un’avventura lenta e metodica in cui vestiamo i panni di un investigatore, non di un guerriero.

Un ultimo plauso va fatto alla colonna sonora, capace di creare l’atmosfera inconfodibile che distingue il mondo di Hell Is Us e che ci inghiotte in questo scenario distopico con un efficacia sbalorditiva. Hell Is Us rappresenta l’ennesimo trionfo dei titoli doppia A, che nel 2025 hanno spopolato e inviato un messaggio chiaro all’industria: c’è bisogno di ritrovare la passione, la creatività che ha sempre contraddistinto questa forma d’arte e infonderla nei propri progetti. Soltanto in questo modo il futuro dei videogiochi potrà essere salvato.

E voi giocherete a Hell Is Us?

Unisciti a noi e segui l’Alpaca su Instagram, Facebook e X.

RECENSIONE
  • VOTO
4.5

Un gigantesco rompicapo distopico

Hell Is Us si conferma un’avventura unica: spietata, immersiva e capace di raccontare gli orrori della guerra attraverso enigmi, scelte morali e una direzione artistica memorabile. Nonostante qualche limite nel sistema di combattimento, il viaggio di Rémi in Hadea resta un’esperienza intensa che saprà conquistare chi cerca un titolo capace di osare e lasciare il segno.