Fra qualche giorno uscirà Mafia: The Old Country, l’ultimo capitolo di una saga storica che ha ricevuto recentemente uno dei migliori remake mai realizzati. Rivisitiamo Mafia: Definitive Edition e proviamo a spiegare perchè si tratta del manuale del remake perfetto.
Nel mercato moderno è facile individuare nella forma del remake il sintomo di un’industria che ha perso l’abilità creativa e che sembra sempre meno interessata a produrre videogiochi innovativi. Sono numerosi gli esempi di grandi case produttrici che scelgono di riproporre una loro creazione del passato dopo averla in qualche modo adattata graficamente agli standard contemporanei.
La distinzione tra un remake prodotto per onorare un videogioco del passato e uno fatto tenendo in conto l’unica ottica del profitto è però assolutamente evidente. Mafia: Definitive Edition riesce a rendere il primo capitolo della saga, risalente al 2002, un videogioco apprezzabile in epoca moderna e garantisce ad un pubblico totalmente nuovo la possibilità di provare un classico molto ambizioso all’epoca della sua uscita originale.
Tutto inizia su un taxi

Gli sviluppatori originali di Illusion Softworks erano riusciti a raccontare una storia avvincente sul mondo criminale della mafia italo-americana negli anni del proibizionismo e che si ispirava chiaramente a film e serie TV basate sullo stesso tema. Il carattere rivoluzionario di questo videogioco era proprio quello di dare priorità alla narrazione, cosa che per gli inizi del 2000 era tutt’altro che scontata. Oggi se un videogame vuole avere rilevanza deve presentare un qualche tipo di trama che dia un senso di progressione e continuità alle azioni del giocatore, all’epoca invece, il gameplay costituiva la parte più importante di ogni videogame e una storia serviva spesso soltanto a giustificarlo.
Il giocatore veste i panni di Thomas Angelo, un giovane tassista che dai primi minuti del gioco inizia a scivolare nella rete criminale del boss locale Don Salieri. La storia viene raccontata attraverso diversi flashback dello stesso Thomas che parla con il Detective Norman. La ragione per cui i due siano seduti allo stesso tavolo la si evince con il proseguire degli eventi. Il gioco è un’avventura lineare composta da venti capitoli che spiegano l’evolversi della carriera criminale di Tommy Angelo e il suo rapporto con i compagni Sam e Paulie.
Il trio sarà protagonista di tutte le missioni e per le successive 10/15 ore dovranno difendere la famiglia di Don Salieri, impegnata in una sanguinosa guerra contro il rivale Don Morello per il controllo di Lost Heaven. Il finale mozzafiato sarà un vero e proprio colpo basso sia per Tommy che per il giocatore, al quale non verrà difficile immedesimarsi in un personaggio così ben realizzato. Nella versione originale la trama era stata scritta in modo impeccabile ma con questo remake la tecnologia disponibile permette di creare un dialogo con molte più sfumature e di fare uso delle espressioni facciali degli attori che, con un solo sguardo, possono comunicare sentimenti ed emozioni che non potevano trasparire nella versione del 2002. Anche la città di Lost Heaven ricostruisce fedelmente quella del titolo originale ma la rende molto più dettagliata e vitale.
Guidare auto d’epoca per le strade di una versione immaginaria di Chicago dà al giocatore la sensazione di trovarsi nell’America del Proibizionismo grazie a mille dettagli come le voci o i vestiti dei passanti, senza considerare la musica che lega in maniera perfetta tutta l’esperienza.
Un remake quasi perfetto

I punti di forza di Mafia: Definitive Edition sono evidenti e Hangar 13 è stata in grado di ottimizzarli e renderli disponibili ad un nuovo pubblico ma questo non significa che il titolo sia perfetto o non presenti alcun difetto.
Essendo un videogioco incentrato sulla mafia, è sorprendente quanta poca varietà di armi da fuoco venga resa disponibile al giocatore. Per tutta la campagna Tommy maneggia un arsenale molto limitato e, sebbene il gioco sia stato rilasciato nel 2020, non regge il confronto con altri titoli dello stesso genere se si considerano le sezioni di combattimento.
Le sparatorie in Mafia: Definitive Edition sono innumerevoli ma non sono quasi mai soddisfacenti. La poca varietà di armi e il ritmo di queste sezioni iniziano a pesare dopo qualche ora di gioco ed è evidente che avrebbero potuto essere sviluppate molto meglio. Mafia: Definitive Edition non è un videogioco perfetto ma è comunque un progetto che dimostra come un remake può riuscire ad essere a suo modo originale se sviluppato con la giusta passione. Hangar 13 ha svolto un lavoro esemplare riuscendo a dare nuova vita ad un classico che molti giocatori rischiavano di perdersi perché troppo datato. Se siete interessati ai videogiochi che mettono la narrazione al primo posto dovreste assolutamente dare una possibilità a questa perla. Mafia: Definitive Edition inoltre vi ruberà soltanto 15 ore, un lasso di tempo perfetto anche per qualcosa che non rientra nella vostra zona di comfort.
Avete mai giocato a Mafia: Definitive Edition?
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